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Lev Yashin

LEV JASCIN, IL PORTIERE-SARACINESCA: INTERVISTA CON DINO ZOFF

La storia delle origini del calcio in Russia, aneddoti e curiosità di uno dei migliori portieri di tutti i tempi

Lev Jascin viene considerato come il miglior portiere di calcio di tutti i tempi. É stato l'unico portiere che vinse il pallone d'oro. Tutte le classifiche e riviste, che si occupano di calcio, lo hanno sempre messo nelle prime posizioni, talvolta addirittura mitizzandolo. Per l'International Federation of Football History and Statistics è il miglior portiere del XX secolo. La rivista World soccer lo ha collocato all'11° posto nella classifica dei migliori calciatori del XX secolo.

Nacque a Mosca il 22 ottobre 1929. Già da giovanissimo dimostrò il suo talento e i suoi riflessi prontissimi. Riusciva ad afferrare con grande destrezza le viti e i bulloni che i compagni di lavoro gettavano verso di lui, in un gioco che sorprendeva tutti. Quando entrò nella Dinamo Mosca gli diedero il posto di titolare nella squadra di hockey su ghiaccio. Ancora oggi, in molti Paesi del mondo, varie squadre fanno parte della stessa società sportiva, il calcio e la pallamano, ad esempio, la squadra di calcio femminile e la squadra di hockey, ecc.. Jascin dimostrò grande talento anche come portiere della squadra di hockey, con la quale vinse il Campionato sovietico nel 1953. Iniziò a giocare come titolare nella squadra di calcio della Dinamo Mosca nel 1954, sostituì Aleksej Chomic, che era un bravissimo portiere soprannominato la Tigre, purtroppo aveva subito un infortunio. Va ricordato e assai ben evidenziato che Jascin giocò nella stessa compagine dal 1954 al 1970. Erano tempi davvero sportivi, c'era l'attaccamento alla maglia e non al dio quattrino. Con la Dinamo Mosca, Jascin vinse cinque titoli di campione nazionale sovietico (1954, 1955, 1957, 1959, 1963) e tre coppe dell'URSS (1953, 1967, 1970). Fu portiere della squadra nazionale dal 1954 al 1967, partecipò ad una Olimpiade, a due Campionati europei e a quattro Campionati mondiali. Pelé lo definì:”Un grande portiere ed un uomo dalla grandissima generosità.”

Va ricordato che parò ben 86 calci di rigore. É interessante scoprire anche il lato umano di questa persona che sembrava irraggiungibile. Entrato in fabbrica prestissimo (12 anni), per sostituire gli operai richiamati per la guerra, accumulò troppa tensione, tanto da avere a 18 anni un grave esaurimento nervoso a causa del lavoro troppo ripetitivo e stressante. Iniziare a giocare a calcio fu per lui una terapia miracolosa. Attraverso un meticoloso allenamento, con tanta forza di volontà, riuscì a diventare un grande portiere. Lev Jascin fu innovativo, il primo a passare il pallone ai compagni con un lancio fatto con le braccia, non tramite un calcio. Coordinava i difensori e spesso usciva dalla sua area per aiutare i compagni. Morì in un'età relativamente giovane, nel mese di marzo 1990. Mi permetto ora di portare il lettore verso una breve storia del calcio in Russia, anche per collocare meglio Lev Jascin nel suo contesto.

BREVE STORIA DELLE ORIGINI DEL CALCIO IN RUSSIA - Verso la fine del secolo XIX alcune persone di origine inglese e scozzese, che vivevano e lavoravano a San Pietroburgo, iniziarono a fondare delle squadre di calcio. Il 24 ottobre 1897, nel campo dell'Accademia militare, si svolse la prima partita di calcio in Russia, seguita da giornalisti sportivi. Scesero in campo il “St Petersburg Circle of Lovers of Sport“(Sport) e la Società calcistica “Vasilyevsky Island Football Society”. Nel 1901 fu fondata la St Petersburg Football League (SPFL). Nel 1879 fu creato il primo Football Club in Russia, denominato “St Petersburg Football Club” , ma nella squadra c'erano prevalentemente giocatori, allenatori e dirigenti provenienti della Gran Bretagna. I russi venivano un po' esclusi, diciamo pure che spesso erano del tutto esclusi, ma con il passare degli anni riuscirono a far prevalere il grande entusiasmo e iniziarono a gestire questo interessante sport nella loro Patria, anche se non fu facile far capire agli inglesi il desiderio di poter esprimersi a livello calcistico nel loro Paese. Un numero sempre crescente di britannici, residenti a San Pietroburgo, determinò uno sviluppo notevole del calcio. Questo sport divenne sempre più popolare in Russia. Verso la fine del XIX secolo le migliori squadre di Mosca avevano anche più di 12.000 spettatori, c'erano molte spettatrici femminili. La Federazione di calcio di tutte le Russie acronimo: VFS, viene fondata il 6 gennaio 1912 a San Pietroburgo dai rappresentanti delle leghe di calcio. Il 17 luglio 1912 la VFS diventa membro della FIFA. La prima squadra, che rappresentò la Russia, esordì nel 1912, in una partita disputata contro la Finlandia. Vinse la squadra finlandese, che segnò due goal, mentre i russi segnarono solo un goal. Alla fine del 1913 le squadre di calcio in Russia erano più di 150. Durante il periodo sovietico divenne uno degli sport più seguiti dai russi. Le squadre più forti in assoluto erano la Dynamo di Kiev e il CSKA di Mosca.

INTERVISTA-CONVERSAZIONE CON DINO ZOFF - Signor Zoff, secondo Lei, può avere una sua importanza educativa raccontare ai giovani la storia del calcio? Forse il calcio ha un'identità più nitida se parliamo della sua storia? É il calcio degli ideali? Sicuramente la storia del calcio ha una grande importanza educativa. Comunque lo sport di per sé deve educare, se così non è, per quale motivo un genitore dovrebbe mandare suo figlio a giocare a calcio?

"Lo Sport ha delle regole ben precise, si impara a vincere e si deve imparare anche a perdere, si deve rispettare l'arbitro. Le regole che il ragazzo impara a tenere in considerazione quando scende in campo, lo aiuteranno durante tutta la sua vita. Saranno un punto di riferimento valido, per poter essere un uomo educato, onesto, leale, umile. Va detto che l'eccessiva spettacolarizzazione ha privato il calcio di certe valenze educative, speriamo possa riacquistarle".

Soprattutto la spettacolarizzazione televisiva?

"Sì, inevitabilmente".

Io la sto chiamando Signor Zoff, ma Lei avrebbe tutto il diritto di farsi chiamare Cav. Dino Zoff. Ho notato che i giovani, anche in altri Paesi, la ammirano soprattutto per la sua umiltà, quindi i giovani pronti ad imparare ci sono, forse mancano i maestri? Possiamo dire che purtroppo Lei è una persona rara, come in campo giornalistico, Ezio Zermiani è una persona rara, preparatissimo, molto colto, ma umile, vicino alla gente. Voi siete persone rare, come mio nonno, che ebbe il titolo di Cavaliere e anche delle medaglie d'oro, ma alcune le rifiutò. É bello avere questi esempi in una società in cui tutti sgomitano per stare su un palcoscenico in realtà inesistente. Cosa ne pensa?

A questa lunga riflessione, con alcune mie domande, non c'è una risposta, ma io penso che noi tutti possiamo imparare molto dal silenzio di Dino Zoff, che è assai significativo, perché nella società parolaia, lui dà un grande esempio ai giovani con le sue azioni, la sua onestà di pensiero, la sua coerenza, la sua umiltà. É come se avesse voluto dirmi: ”Certe volte non servono tante parole, è importante l'esempio”. Colgo l'occasione per ringraziare davvero tanto Dino Zoff, pur avendo altri impegni, pur non disponendo di molto tempo, ha cercato di rispondere alle domande. In modo frettoloso, probabilmente per non apparire vanitoso, ha detto: ”Non ho il titolo di Cavaliere, sono Grande Ufficiale”.

E adesso arriva una domanda difficile sul calcio attuale prima di giungere a Lev Jascin. Secondo Lei, il Campionato del mondo del 2018 si svolgerà in Russia oppure no? Io sono fiducioso, credo che l'epoca dei regimi sia finita.

Lei conobbe Lev Jascin nel 1970 o in altre occasioni? Io lo conobbi nel 1983, venne dalla Russia appositamente per partecipare al mio “Addio al calcio” in qualità di portiere. Ho un bellissimo ricordo di lui, era una persona disponibile, cordiale, generosa, mi donò un Samovar. Quasi tutti noi pensiamo che in quanto a destrezza, preparazione, intelligenza Dino Zoff sia a pari merito con Lev Jascin. Secondo Lei quali erano i pregi e i difetti del portiere Lev Jascin e quali erano i pregi e i difetti del portiere Dino Zoff? Ma, guardi, io riassumerei il tutto in questa battuta: ”Siamo stati due grandi entrambi”.

Io mi permetto di aggiungere che Lev Jascin e Dino Zoff sono stati due grandi portieri sul campo e anche due grandi uomini nella vita, Dino Zoff continua ad esserlo, ricordo che l'altr'anno, nella sala stampa dell'Autodromo di Imola, più volte chiese ad un giornalista, che stava seduto dinanzi al suo computer, se potevamo sederci accanto a lui, senza disturbarlo, non sempre accade che la bravura in campo si abbini all'educazione, all'onestà, all'umiltà nella vita di tutti giorni.
(di Daniela Asaro Romanoff - del 2015-04-29) articolo visto 6549 volte

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