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Laurens Hammond

ONNIPRESENZA ED EQUIVALENZA DELLA MUSICA

Uno strumento rivoluzionario: l'organo elettrico tra passato, presente e futuro

Nel 1935 un quasi sconosciuto orologiaio di Evanston nella contea di Cook, Illinois, realizzò uno strumento musicale destinato a rivoluzionare negli anni a venire e fino ai giorni nostri la cultura musicale del nostro tempo: l'organo elettrico. Il suo nome, tutt'ora poco noto al grande pubblico, era Laurens Hammond. La sua invenzione e le successive numerose varianti immesse nel variopinto mondo musicale con l'avvento dell'elettronica dai suoi emulatori hanno profondamente influenzato il "sound" della seconda metà del secolo scorso e degli esordi del XXI.

La ragione è molto semplice: l'effetto è stato molto più importante della causa. Infatti è nata tutta una generazione di musicisti e pianisti che ha abbandonato parzialmente l'iniziale vocazione strumentale per dedicarsi allo studio di una nuova timbrica e ritmica ed alla loro diffusione tra il grande pubblico. Per cause logiche il primo impatto di queste innovazioni si è verificato negli Stati Uniti e successivamente in Inghilterra.

Soltanto dopo gli anni 60' ha attecchito in Europa e negli altri Paesi in rapida crescita dopo la fine della seconda guerra mondiale. Non a caso nomi, per citarne alcuni, quali Fats Waller, Jimmy Smith, Brian Auger, Booker T.Jones,Jon Lord ed il recentissimo Joe DeFrancesco sono anglofoni. L'idea originaria alla base di questa invenzione, tra l'altro non la prima, di Laurens Hammond fu quella di rendere trasportabile uno strumento musicale polifonico e non soltanto versatile come il pianoforte.Infatti esso fu inizialmente utilizzato come mezzo musicale di intrattenimento in sale cinematografiche, in raduni ludici delle forze armate americane, in cappelle ecclesiatiche mobili etc etc.

Il resto venne col tempo e sopratutto grazie al pioniere che ha reso celebre l'organo elettrico: Jimmy Smith (1925-2005). Figlio d'arte, contrabassista e pianista radiofonico, ebbe il pregio di intuire le potenzialità sonore e commerciali del nuovo strumento. Dopo un adeguato e relativamente breve periodo di studio autodidattico si autopubblicizzò girovagando per New York con l'organo trasportato da un carro funebre ottendeno in quell'original modo le prime scritture nei night clubs della Grande Mela.Fu un successo! Il resto è storia ed è riscontrabile in qualsiasi monografia sull'argomento e sul personaggio. Intanto in Europa, a partire dal 1960, con l'avvento dei vari gruppi pop-rock proliferarono "cloni" dello strumento iniziale ma con caratteristiche tecniche e timbriche diverse. L'elettronica aveva fatto il suo ingresso anche in questo campo.

Infatti mentre l'Hammond Organ era "ab origine" uno strumento elettromeccanico, i suoi figli e se vogliamo nipoti e nipotini utilizzavano altre tecniche che ne riducevano costi e anche rendimento sonoro, argomenti questi che non coinvolgevano certo nè spettatori e tanto meno neofiti acquirenti di vinile. Aziende come Farfisa, Vox, Thomas, Bauer, Gem, Wurlitzer, Baldwin, Pari, Gulbransen ed altri ancora produssero una serie di modelli che furono utilizzati dai gruppi musicali e da solisti più in auge e non soltanto. In Italia in particolare gruppi quali i Pooh (Roby Facchinetti), Premiata Forneria Marconi (Flavio Premoli), Nomadi (Beppe Carletti) ed altri ancora furono prodighi esempi dell'utilizzo dell'organo elettronico oltre alle centinaia di gruppi musicali non baciati dalla fortuna.

Negli anni 90: il declino con l'avvento di tastiere sintetizzate, emulatori ancor più manovrabili,automatizzati e trasportabili. Quasi una superiorità della macchina sulle capacità artistiche dell'individuo...ma immediatamente dopo nel XXI secolo un vero "revival". Questa volta alla grande come si suol dire ma soltanto per i "grandi": sono scomparsi se non come pezzi di un glorioso passato i mitici Farfisa Compact Duo ed il Vox Supercontinental ma ritorna alla ribalta l'intramontabile e ricercatissimo Hammond B3 per il quale un Ateneo Musicale italiano ha addirittura dedicato alcuni corsi di perfezionamento.

Fermo restando l'inconfondibile "sound", la nuova produzione di questo strumento è attualmente una combinazione di elettronica e meccanica assemblata da un'azienda nipponica ma il suo costo è comunque poco accessibile per i più. Diciamola in breve "la Classe non è acqua".

Per chi vorrebbe saperne di più ed avere qualche idea fotografica del passato dell'organo elettronico è possibile consultare il seguente link: https://digilander.libero.it/andreacristiano/organielettronici.htm
(di Andrea Cristiano - del 2015-05-05) articolo visto 1248 volte

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