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Fantacalcio 15-16 griglia di partenza

FANTACALCIO, LA GRIGLIA DI PARTENZA DELLA SERIE A

Dalla Juventus al Bologna il profilo delle prossime protagoniste del principale campionato italiano di calcio

ROMA - Il campionato di Serie A inizierà il weekend del 22 e 23 agosto ed è tempo delle prime previsioni. Attraverso una griglia a modi formula uno proviamo a fare una proiezione delle nuove rose, protagoniste della stagione 2015/2016. Notizie di mercato continueranno ad alternarsi nei prossimi giorni con le 20 squadre che potrebbero infilare l'ultimo colpo vincente. La Serie A si potrà amare anche attraverso il fantacalcio gratuito sempre più presente sul web come quello di Fantamagic, da 13 anni online: due tornei per sognare di essere il numero uno; promozioni e retrocessioni per guidare la squadra verso una nuova divisione più prestigiosa. A caccia di risultati ma per realizzare una buona rosa sarà necessario seguire i consigli sul fantacalcio tra schede dei nuovi arrivati e tanti giocatori a caccia di riscatto.

POLE POSITION - Non può che esserci la Juventus, come è stato ribadito in Supercoppa. É vero, i bianconeri hanno perso Vidal, Pirlo e Tevez, tre giocatori determinanti. Manca, quindi, l'uomo in grado di far vincere le gare con il colpo del fuoriclasse. Per questo ci si attende un grande colpo a centrocampo. Gli ingaggi di Dybala, Mandzukic e Zaza e la crescita di Pogba potrebbero però, permettere ai bianconeri di mantenere ancora lo scudetto a Torino, anche perchè, gli avversari, non sono riusciti del tutto ad annullare il Gap.

PRIMA FILA - Il Napoli ha sorpassato la Roma, semplicemente cambiando allenatore. Il "presuntuoso" Benitez è stato sostituito dal pragmatico Sarri. Questo porterà alla squadra maggior attenzione in fase difensiva e più cattiveria nei momenti topici. I rinforzi in difesa e l'innesto di Valdifiori e Allan in mediana, dà maggior forza alla squadra che, in avanti, continua ad avere un potenziale di fuoco impressionante.

SECONDA FILA - Roma e Lazio sono in seconda fila. Ai giallorossi non bastano gli ingaggi di Salah, Iago e Dzeko per fare il salto di qualità perchè alla squadra manca la cosa più importante: il piglio da leader. La Roma è una squadra costantemente preda di insicurezze e paure, che la rendono un'eterna perdente. Non basta ammucchiare ali (sette in rosa!) e avere un signor centravanti per puntare al titolo. Per centrare il titolo, Garcìa dovrà cambiare gioco e passare ad una formula diversa di quella “palla all'esterno e che corre e vediamo che succede”. Soprattutto, la Roma deve ritrovare Strootman. De Rossi è una palla al piede da 6.5 milioni che trascina giù i giallorossi economicamente e tecnicamente. Solo mettendolo stabilmente in panchina a scapito dell'olandese la squadra capitolina acquisterà un leader vero in mezzo al campo. La Lazio è acora avanti alle milanesi perchè, a differenza di queste ultime, ha un gioco collaudato. La fantasia di Candreva e Felipe Anderson, con gli inserimenti di Parolo e il fiuto del gol di Klose e Djordjevic può fare ancora sognare i laziali. L'incognita rimane l'Europa: riusciranno i capitolini a reggere il doppio impegno?

TERZA FILA - Inter e Milan sono in terza fila. I nerazzurri hanno fatto il solito mercato confusionario e privo di logico, spendendo troppo per giocatori forti solo sulla carta (Kondogbia), acquistandone altri totalmente "inutili" (Montoya si candida a flop colossale) o sopravvalutati (Miranda per anni ha vissuto della luce riflessa di Godin) e prendendo giocatori che non riescono a giocare una stagione intera (Jovetic in 11 anni di carriera, solo una volta ha sfondato il muro delle trenta presenze). I nerazzurri non possono aspirare a nulla più che ad un posto in Europa League. Diverso il discorso per il Milan. La squadra ha rifatto l'attacco con due signore punte come Luiz Adriano e Bacca e sogna il ritorno di Ibra, ma anche se arrivase lo svedese, i limiti a centrocampo e in difesa sono evidenti e rappresentati dalla permanenza di due elementi che hanno collezionato più ombre che luci come Mexes e Montolivo. Il fatto poi, che Galliani abbia strapagato alla Roma Romagnoli e Bertolacci fa capire la cofusione in casa Milan. Il sogno Champions rimane utopia, a meno che la squadra non diventi zemaniana, vincendo tutte le gare 4-3 o 5-4...

QUARTA FILA - Il Genoa e la Fiorentina partono in quarta fila. I rossoblù hanno perso elementi come Iago e Bertolacci, ma hanno trovato Munoz al posto dell'inguardabile Roncaglia, acquisendo poi giocatori tecnici come Pandev, Lazovic e Gakpè. Il colpo vero e proprio, però, potrebbe essere la conferma di Perotti. Con l'argentino nel motore Gasprini ha un valore aggiunto in rosa. Ripetere la scorsa stagione non è impossibile. La Fiorentina, invece, sembra in caduta libera. Non ci facciamo ingannare dal precampionato: i viola hanno tre problemi enormi: il primo è che hanno perso sicurezza in difesa con l'assurda cessione di Savic e l'arrivo dell'impresentabile Astori. Il secondo è che la squadra è molto più prevedibile senza gli strappi che avevano garantito Cuadrado e, negli ultimi sei mesi, Salah. In terzo luogo c'è l'incognita bomber. Rossi reggerà tutta la stagione? Babacar farà il salto di qualità? Aggiungiamoci il nuovo tecnico, Sousa, le cui doti sono tutte da scoprire, e capirete che la Viola non è attesa da un'annata semplice.

QUINTA FILA - Torino e Palermo sono in quinta fila. I granata hanno fatto un mercato intelligente assicurandosi gocatori di qualità come Baselli e Zappacosta e trattenendo Peres e Glik. La cessione di Darmian è una perdita pesante, ma confidiamo che Ventura sappia trarre il meglio da Avelar. Con l'arrivo di una punta i granata possono davvero sognare l'Europa. Anche i rosanero hanno perso un pezzo da novanta come Dybala, oltre che Barreto, ma gli acquisti di Hiljemark e Brugman a centrocampo e il lancio definitivo di Belotti, collocano i rosanero tra le possibili sorprese. La squadra ha qualità da vendere: se Iachini trova la giusta alchimia a Palermo si divertiranno parecchio.

SESTA FILA - Verona e Chievo meritano la sesta fila. La squadra di Mandorlini ha aggiunto a Toni un altro bomber di razza come Pazzini e ha immesso la qualità di Viviani in mediana. Se la squadra riesce a trovare maggior equilibrio dietro, contando sulla conferma di Halfredsson e la crescita di Sala, la squadra punterà a inserirsi nella parte sinistra della classifica. Anche il Chievo si è mosso bene. Gli ingaggi di Cacciatore, Castro e M'Poku danno più qualità a difesa, centrocampo e attacco, aumentando la fase propositiva della squadra. Se Bizzarri e soci riescono a ripetere almeno in parte il gran lavoro fatto dalla retroguardia lo scorso anno i “pandorati” saranno una mina vagante.

SETTIMA FILA - Sampdoria e Sassuolo sono in settima fila. I blucerchiati si sono “zavorrati” in maniera incredibile con gli ingaggi di Zenga e Cassano. Il primo inventa alchimie di cui lui stesso perde le formule, finendo per "ingarbugliarsi" su sé stesso (che differenza con il pragmatico Mihajlovic!), il secondo è assolutamente "inutile" in questa squadra e alla serie A in generale. I blucerchiati rischiano un torneo mediocre e Cassano può innescare una polveriera negli spogliatoi, mandando in crisi gente come Eder e Muriel che stavano trovando un faticoso equilibrio di coppia. Ferrero con due mosse ha rotto il giocattolo costruito lo scorso anno. Il Sassuolo, invece, è rimasto (quasi) lo stesso, ma la perdita di Zaza è di quelle gravi. Sarà curioso vedere come Di Francesco utilizzerà Defrel, giocatore del tutto diverso dal neo juventino. In ogni caso la squadra continua ad essee Berardi-dipendente. In difesa e in mediana non è stata immessa qualità, quindi, se non gira il “folletto” di casa, tutto il Sassuolo affonda.

OTTAVA FILA - Udinese e Atalanta sono in ottava fila. I friulani sono ancora alla ricerca di un'identità, anche se l'ingaggio di Zapata darà finalmente respiro a Di Natale. Colantuono, però, nn ha ancora trovato il bandolo della matassa e rischia di ingarbugliarsi, come Stramaccioni l'anno scorso, nel dedalo di lingue ed etnie della squadra. Si prospetta un'altra stagione difficile in Friuli. L'Atalanta, invece, si è indebolita parecchio: via Baselli e Zappacosta, la squadra si ritrova una difesa ballerina, un centrocampo di un anno più vecchio (non è certo De Roon che può assicurare il salto di qualità) ed un attacco dove c'è il dualismo Pinilla-Denis. Per una squadra che, lo scorso anno, si salvò per il rotto della cuffia, le prospettive non sono buone.

NONA FILA - Empoli e Carpi sono in nona fila. I toscani hanno perso cinque pilastri come Sarri, Rugani, Hysaj e Valdifiori. L'incognita maggiore sta in panchina con Marco Giampaolo che, negli ultimi anni, ha toppato un po' ovunque ed è stato costretto a ripartire dalla Lega Pro lo scorso anno. L'impressione è che la squadra dovrà soffrire di più dello scorso anno per rimanere in serie A, anche perchè, i vari Camporese, Bittante e Ronaldo, sono tutti da verificare. Il Carpi, tra le neopromosse, è quella che si è mossa di più e meglio. Squadra rivoluzionata, ma con ingaggi di qualità come Spolli, Martinho e Lazzari, tra gli altri. Se mantiene lo stesso spirito dello scorso anno, potrà dare parecchio filo da torcere agli avversari.

DECIMA FILA - Infine, in decima fila, poniamo Frosinone e Bologna. I ciociari, hanno cambiato poco, ma gli ingaggi di gente come Rosi e Diakitè, rischia di essere un boomerang. A centrocampo, poi, manca qualità. Riuscirà il gioco di Stellone a sopperire alle lacune della rosa? La squadra peggiore, però, in questo momento, è certamente il Bololgna. La dirigenza ha strombazzato grandi acquisti, ma, alla fine sono stati presi due giocatori da una squadra retrocessa (Rossettini e Crisetig), uno svincolato ultratrentenne retrocesso anche lui la scorsa stagione (Brienza) ed un giocatore che faceva panchina in A (Rizzo). Molto poco per una squadra arrivata in serie A per grazia ricevuta, vista la totale mancanza di identità palesata in serie B. I rossoblù rischiano di tornare subito in serie B se Corvino non piazza dei colpi di qualità.
(di Davide Luciani - del 2015-08-11) articolo visto 1878 volte

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