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Saint Laurent

IL NEW VINTAGE DI SAINT LAURENT

#PFW: da Saint Laurent microabiti sottoveste dalle scollature instabili, nude look e pezzi dall'anima rockettara

Cubo nero di led luminosi. Musica rock. Abiti trasparenti e ricamati su giacche da mercatino vintage. La collezione di Saint Laurent è il solito pugno nello stomaco al perbenismo e allo stile tradizionale. A guardarla con un occhio più logico e coerente, la collezione possiede anzi tutte le armi più furbe e subdole della cronaca di un successo annunciato.

Ribelli e sfrontate, le cattive ragazze con un'angelica tiara in testa, vivono il loro corpo con naturalezza e si prendono gioco delle convenzioni: il direttore creativo Hedi Slimane continua il proprio percorso grunge deluxe e osa qualcosa in più.

In pedana microabiti sottoveste dalle scollature instabili, nude look e pezzi dall'anima rockettara.

Il gioco è chiaro sin dal primo outfit: abito platino con spacco vertiginoso, quella coroncina innocente infilata tra i capelli spettinati, fil rouge di tutta la sfilata, che non fa che accentuare l'irriverenza verso le regole e il pudore.

L’insistenza è sull’abito-lingerie ma qui condotta alla sua estrema, banale, bellissima interpretazione.

Sopra chiodi in pelle da concerto rock, parka militari, pellicce voluminose da mercatino vintage, giacche in denim scolorito, giacche oversize, trench tigrati e bomber leopardati.

I sandali con listini ritornano con un tempismo perfetto. Onnipresenti gli anni Novanta e l'estetica incendiaria cui ci ha abituato lo Slimane-pensiero, uniti alle atmosfere da Glastonbury Festival, con stivali in gomma neri e verdi. Ma ricoperti di rose e lustrini.

Saint Laurent e Hedi Slimane si confermano un’eccezione che fa a pezzi tutte le regole. Si tratta di una case-history in grado di mettersi fuori dalle tendenze, tirare dritto per la propria strada e costringere a seguire le sue strategie, le sue follie e persino la sua estetica.

È l’ennesima canzone di Slimane che in seguito finisce in testa alle classifiche nonostante le parole da censura e il ritmo per niente melodico.

Probabilmente questo continua a essere il nuovo Saint Laurent: una musica dodecafonica che rompe gli schemi della melodia tradizionale. Per scrivere una moda che non può mai più essere, né mai lo è stata, quella che era ieri.

Credits: © Courtesy of Saint Laurent Press Office
(di Rosalba Radica - del 2015-11-11) articolo visto 1271 volte

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