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Gli ultimi saranno gli ultimi

GLI ULTIMI SARANNO ULTIMI: LA RECENSIONE

Dal 12 al cinema il dramma di Massimiliano Bruno. Fonte: www.newscinema.it (Fb)

Dopo Nessuno mi può Giudicare Massimiliano Bruno e Paola Cortellesi tornano a lavorare insieme con Gli Ultimi saranno Ultimi, al cinema dal 12 Novembre. La coppia simpatica e creativa ha virato questa volta verso il dramma, per raccontare la storia di Luciana, una donna semplice ed innamorata del marito Stefano, con il quale porta avanti una vita dignitosa sognando un futuro costruito sulle piccole cose. Lavora in una fabbrica dalla mattina alla sera, ma è contenta della sua condizione, anche se il marito si arrangia come può e non è molto affidabile per il benessere economico della famiglia. Quando rimane incinta, però, Luciana viene licenziata senza troppi complimenti e la sua vita comincia a sgretolarsi fino a cadere in un vortice di dolore e incertezza.

L’interpretazione di Paola Cortellesi è quella che colpisce di più, lasciando in ombra Alessandro Gassman e Fabrizio Bentivoglio che restano due spalle convincenti ma non indispensabili. L’attrice, che ha collaborato con Bruno e Furio Andreotti per la sceneggiatura, dimostra la sua versatilità dando vita ad un personaggio intenso, fortemente drammatico e stravolto da una serie di eventi che minano un equilibrio fatto di relazioni, amicizie, e desideri per il futuro. In seguito al licenziamento Luciana comincia a perdere fiducia nel suo rapporto con Stefano, la sua migliore amica si allontana trasferendosi in un altro paese, e il lavoro sembra sempre più impossibile da recuperare. Tutto questo mentre la sua pancia cresce e la delusione la consuma lentamente alimentando rabbia e depressione. Gli Ultimi saranno Ultimi è un film drammatico ed emozionante che lascia il segno, sottolineando alcune questioni fondamentali della nostra società odierna: la crisi economica, la precarietà del lavoro e le difficoltà di una donna all’interno della società soprattutto in seguito ad una gravidanza.

Massimiliano Bruno sembra calato pienamente nella storia che vuole raccontare e osa anche di più con la regia rispetto ai suoi lavori precedenti. L’inizio e la fine del film in salsa thriller coinvolgono emotivamente unendo una buona dose di tensione ad un’interpretazione ottima di un cast scelto e in grado di reggere la scena. Tuttavia ha un po’ stancato la solita ricetta dei film italiani degli ultimi anni che sembrano dover seguire obbligatoriamente una lista della spesa, in cui gli ingredienti sono sempre gli stessi: la crisi economica, i problemi del mondo del lavoro, lo sfruttamento della donna all’interno della società e l’omosessualità. Oltre tutto questo Bruno punta i riflettori anche sul problema delle radiazioni provocate dalle antenne nella zona in cui vivono i personaggi, inserendolo come elemento più comico della storia con la Santa Messa che si sente dal lavandino o dal water dei bagni delle case del paese. Che siano commedie, film drammatici o biopic, alla fine diventano dei minestroni in cui nuotano luoghi comuni spesso di troppo, di cui ne risente la sceneggiatura con alcuni momenti forzati ed inutili.

In questo film si avverte ogni tanto questa scelta sbagliata di mettere troppa carne al fuoco, invece di limitarsi a presentare chiaramente e semplicemente la storia di Luciana. Ma per il resto è un film che funziona, commuove e travolge per il suo realismo e la sua onestà nel gridare un messaggio importante: a volte bisogna saper dire no e ribellarsi alle ingiustizie affrontando le conseguenze con dignità e coraggio. Altrimenti è difficile cambiare.
(di Letizia Rogolino - del 2015-11-12) articolo visto 1625 volte

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