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LE MAMME ACROBATI: FIGLI E LAVORO UN BINOMIO VINCENTE

Sempre più numerose le mamme italiane che non rinunciano alla loro carriera cercando sempre di conciliare al meglio maternità e lavoro

REALTA’ O UTOPIA? - Essere mamma non significa rinunciare alla carriera. La donna del ventunesimo secolo affronta brillantemente nella sua giornata sia le responsabilità materne che quelle professionali e incarna l’ideale perfetto di donna realizzata sotto ogni punto di vista. A livello teorico si tratta di una conquista a dir poco straordinaria da parte della donna, soddisfare entrambi questi obiettivi fondamentali che solo fino a un ventennio fa si escludevano a vicenda. Ma che cosa in realtà si nasconde dietro questo sogno? Quali i sacrifici e quanto alta deve essere la determinazione per non dover compiere una così difficile scelta di vita: figli o lavoro?
RISCHI - Alla resa dei conti ci si presenta un quadro abbastanza problematico dove la carriera di una mamma può lentamente ed inconsapevolmente condizionare la crescita dei figli oppure può convertirsi in un duro colpo all’indice di natalità del paese, in netto calo negli ultimi anni. Un figlio, al massimo due, le famiglie italiane sono sempre meno numerose. I genitori, spesso entrambi lavoratori, garantiscono uno stile di vita ed un futuro migliore al bambino ma, gioco forza, gli sottraggono la loro presenza così importante soprattutto nei primi anni della sua vita.
LA VITA NON E’ UN FILM! - Per il genere femminile essere acrobati oggi non ha nulla a che fare con capriole o piroette eseguite magistralmente sotto un tendone colorato, si tratta in senso non esattamente lato, di estenuanti salti mortali tra un pannolino e una pratica burocratica, tra una riunione con gli insegnanti e una riunione del personale dell’azienda … un quadro che potremmo definire “tragicomico”, degno delle più esilaranti commedie famigliari all’americana! Eppure siamo di fronte alla realtà nuda e cruda di numerosissime mamme e di ridere non c’è poi tanta voglia nel momento in cui prevalgono stress, apprensione e scoraggiamento.
MAMMA MIA! - È proprio il caso di dirlo, mamma mia quanta fatica! Essere una mamma lavoratrice è un sacrificio che dura nel tempo, bisogna fare i conti quotidianamente non soltanto con doveri e responsabilità ma soprattutto con i timori e le difficoltà di natura psicologica che possono alle volte scuotere anche lo spirito più determinato, lo spirito di una donna!
CREDICI E FUNZIONERA’! - Gli asili aziendali hanno segnato una vera e propria svolta. Finalmente un posto sicuro dove lasciare il proprio bambino mentre si è al lavoro, e per giunta tenendolo anche vicino a se! Molte difficoltà si attenuano e le cose cominciano a sembrare più facili … quello che serve ad una mente femminile è solo un pizzico di fiducia, nel futuro e in se stesse, per sostenere qualsiasi sacrificio. L’autentico motore che la muove è il sentimento di amore tipico di una mamma unito all’insopprimibile desiderio di concretizzare un obiettivo prefissato. Far si che ogni giorno sia ricco di aspettative positive, che ogni passo sia un passo pieno di speranza e mai disilluso o deluso, seppur la meta sia sempre un’incognita. Questo è ciò che si augura a chi si ama, quello che ogni uomo augura a se stesso, quello che una mamma sogna per suo figlio, quello per cui si lotta giorno dopo giorno senza voler cedere …

(di Alessia De Luca - del 2008-12-28) articolo visto 4605 volte
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