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F1 DA LEGGENDA: MICHAEL SCHUMACHER (2°PARTE)

gli anni dei trionfi del cavallino rosso, l’epilogo di una carriera da leggenda

Non passerà molto tempo prima che Schumy ponga già il sigillo al suo 4° Mondiale, il 2° consecutivo che all’epoca per la Ferrari sembrerà un qualcosa di eccezionale. Il pilota tedesco non avrà praticamente ostacoli di rilievo lungo il proprio cammino trionfale che segnerà solo il principio del passaggio dalla storia alla LEGGENDA! Al termine della stagione, pensate, vanterà ben 58 punti sulla concorrenza, che naturalmente chiamo in questo modo solo per praticità d’espressione… Ma se la superiorità inflitta agli altri contendenti può esser sembrata quasi irriverente, nel 2002 la “Rossa” infliggerà agli avversari un divario spaziale, con un serie di record la cui conquista era ormai da tempo divenuta un miraggio.
DALLA SVENTURA AL MITO - Schumy & company, nel giro di pochi anni, convertono una Macchina “sventurata” nel prototipo lampante della mitologia. La personificazione della F1 è propria la squadra di Maranello che sta riprendendosi con gli interessi ciò che per troppo tempo le era sfuggito. A bordo del Cavallino rampante l’assurdo diviene pura realtà, varcando gli argini del possibile, straripando al di là della leggenda concepibile. In breve in un solo anno la Ferrari e il suo attore principale, recitando la parte degli assoluti protagonisti, riscrivono quasi interamente la storia della F1, rendendo di colpo “invecchiati” gli almanacchi appena aggiornati, compiendo in 14/16 mesi ciò che ai team d’ogni Nazione non era riuscito in oltre mezzo secolo di automobilismo. È nata l’epopea Ferrari. I tempi uggiosi sono ormai “passato remoto”.
PARTENZA IN SALITA - Tuttavia a chi pensa ad una stagione dal rendimento identico anche nel 2003 dovrà ricredersi del tutto. L’esordio in Australia farà registrare il “ritiro” simultaneo (dopo 53 podi consecutivi!) di entrambi i piloti, Schumacher e Barrichello, spalla ideale del “tedescone”. Micheal arriva solo 4°, (scendendo dal podio dopo 19 G.P. consecutivi), Rubens è fuori dalla zona punti. E nel successivo G.P. della Malaysia non andrà meglio, con soli 3 punti raccolti da Schumy, anche se Barrichello arriverà alle spalle del futuro ferrarista Raikkonen al 1° successo in carriera. In Brasile, addirittura, dopo 5 anni (!) entrambi i drivers in “rosso” si ritirano per davvero. Si teme, a tal punto, una stagione in salita, magari con la perdita di quello charm che l’anno passato aveva indotto la FIA a cambiare le regole della F1, per esempio, onde evitare un nuovo Mondiale a senso unico, vi sarà l’introduzione dell’aumento dei punti per il secondo classificato (da 6 ad 8) e la conseguente diminuzione del divario con il primo (che restava a 10).
LA RIPRESA - Fortunatamente la “Rossa” saprà riprendersi appena in tempo per non pregiudicare definitivamente le proprie brame di gloria, andando a vincere in una pista ad essa benevola, quella di Imola a San Marino. Ma per il Campione del Mondo in carica non sarà ancora tempo per festeggiare: purtroppo la madre è appena deceduta (poco prima la gara) per delle complicazioni a seguito di un intervento chirurgico … Ciò nonostante il tedesco sembra non accusare il colpo ed incanalerà altre due vittorie consecutive, portandosi a ridosso del leader Raikkonen. E dopo due G.P., in Canada, avverrà il tanto augurato scavalcamento in classifica. Ma, contrariamente a quanto si possa pensare, ci sarà da soffrire fino all’ultimo giro dell’ultimo Gran Premio.
LAMPO MONTOYA - La Ferrari, infatti, non riuscirà a rinvenire completamente: la super auto del 2002 sembra lontana, la concorrenza è tutt’altro che sgominata. Inoltre, fra i due antagonisti tenta di sguazzare un terzo incomodo, Montoya, cosicché a due gare dal termine si offrirà questa imprevista graduatoria: Schumacher 82 punti, Montoya 79, Raikkonen 75…Si profila un “ménage” a tre per il titolo intercontinentale. Ma già nel successivo G.P. degli USA il colombiano della Williams balzerà fuori di scena, cedendo agli altri due drivers la disputa del titolo planetario. A una gara dall’epilogo rileggiamo la classifica: Schumacher (che ha vinto in America davanti a Raik.) 92, Raikkonen 83. In Giappone un’Italia assonnata “presenzierà” al 6° titolo di Schumy che, in virtù dell’8° posto, col concomitante 2° del finlandese, si laureerà Campione per la 6^ volta. Per 2 punti appena il record di Fangio, 5 titoli, è “revocato”. Un altro capitolo leggendario prende vita.
Sul campionato 2004, stavolta rivinto alla grande, con il secondo posto conquistato dall’altro ferrarista Barrichello, non vale la pena soffermarsi, anche perché sembra la riedizione del 2002 (e per certi versi è stato perfino migliore..), quando le “Rosse” si giocarono… in solitario il Mondiale. E poi basta guardare l’ordine cocnclusivo: Schumy 148 p., Barry 114, Button, primo fra gli “stranieri” , 85, ad oltre sessanta lunghezze dal 7 volte iridato. Non so se mi sono spiegato…
EPILOGO - Dopo il 2004 trionfale i “MARZIANI” della Ferrari torneranno subito sulla Terra. Il 2005 infatti farà registrare un’improvvisa congiuntura estremamente negativa. A prendere le redini, stavolta, non sarà né la Williams né la McLaren, bensì la Renault di Briatore, avente in Alonso il proprio driver principe ed in Fisichella la spalla “ideale”. L’anno successivo Schmy si arrenderà ad Alonso solamente nell’ultimo GP dopo un’estenuante lotta, fra le più belle nella storia delle quattro ruote. A fine stagione il “tedescone” appenderà il casco al chiodo. Si chiudeva la carriera del “dio” dello sport motoristico, il più grande in assoluto, a mio parere, dopo Pelè e Phelps.
(di Alberto Sigona - del 2008-12-30) articolo visto 1501 volte
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