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CRISI AUTO: PIENA EMERGENZA PER I COLOSSI DEL SETTORE

Crollano le vendite in un settore tra i più importanti dell’economia mondiale

La crisi economico-finanziaria che ha colpito trasversalmente il mercato automobilistico mondiale è sotto gli occhi di tutti, crisi che da congiunturale è diventata strutturale, agevolata da un quadro finanziario globale denso di incertezze, unito ad una bassissima crescita economica e ad un sistema del credito fragile e restrittivo. Dati alla mano, si tratta della peggiore crisi avvenuta da dodici anni a questa parte.
STATI UNITI - Il mese di dicembre è stato sicuramente il mese dell’auto. Il rischio default dei grandi colossi USA ha tenuto banco sia sui mercati finanziari ma anche nei salotti politici non solo USA ma un po’ in tutto il mondo. Anzi, per le case automobilistiche americane gli ultimi mesi hanno solo accelerato ed aggravato un trend in atto da più lungo tempo. Tanto per dare qualche cifra, nei cinque anni dal 2002 al 2007 le case automobilistiche americane hanno infatti perso 2,2 milioni di veicoli sul mercato interno (dai 10,6 milioni venduti nel 2002 agli 8,4 milioni del 2007). Nei soli primi dieci mesi di quest’anno ne hanno perso un altro milione e mezzo e non sono attesi miglioramenti per fine anno. In effetti le “Big Three USA” sono alla caccia di ingenti aiuti da parte dello Stato con la conseguenza di una vera e propria battaglia politica a Washington.
EUROPA - ITALIA - La crisi economica e finanziaria colpisce duramente anche il mercato delle auto in Europa. Secondo i dati diffusi, le immatricolazioni di auto nuove in Europa sono scese del 15,6% rispetto al 2007. Nei primi otto mesi del 2008 le immatricolazioni di auto nuove sono ammontate in Europa a 10.411.416 unità (-3,9% sullo stesso periodo del 2007). In agosto in Spagna le immatricolazioni sono crollate del 41,3%.
Il mercato italiano dell’auto ha fatto registrare un calo pari al 18,89%. Conseguenza di ciò, negli ultimi mesi si è assistito ad una decurtazione degli ordinativi, che sono diventati veri e propri annullamenti in concomitanza con il fine anno. In questo scenario non certamente positivo, si è dovuti ricorrere (per la prima volta dopo più di un decennio) a chiedere l'intervento straordinario degli ammortizzatori sociali. Dopo varie assemblee aziendali con i sindacati, si è deciso di iniziare le procedure per la Cassa integrazione ordinaria a partire dal 01/12/2008 con conseguenze pesanti per tutte le famiglie.
AIUTARE O NO IL SETTORE? - Secondo le dichiarazioni della responsabile dell'Antitrust Ue, la olandese Kroes, l’obiettivo principale non è solo quello di sopravvivere alla recessione in arrivo, ma di uscirne più prosperi, con aziende più forti e più lavoro di prima. Il piano d'azione sugli aiuti di Stato fornisce un percorso chiaro, ovvero interventi mirati, temporanei e non discriminatori cercando di evitare la “corsa” ai sussidi.
POSSIBILE SOLUZIONE - La crisi dell'auto potrebbe avere un esito ecologico. Ovvero: massicci finanziamenti pubblici e incentivi all'acquisto per nuovi veicoli a basse emissioni, ibridi e persino elettrici. Si dovrà investire su tecnologie pulite in grado di sostenere la transizione a un'economia a basse emissioni carboniche e maggiore efficienza energetica: di qui l'ipotesi di sostenere questi investimenti piuttosto che destinare i fondi pubblici a semplici aiuti statali d'emergenza.
La BEI (Banca Europea per gli Investimenti), una settimana fa, ha già annunciato la sua disponibilità a mettere sul piatto crediti per 30 miliardi di euro, nei prossimi due anni, gran parte dei quali dovrebbero proprio andare allo sviluppo di eco-veicoli di prossima generazione.
Questo può essere solo il primo passo per cercare di non influire in maniera negativa, soprattutto, sui lavoratori che sono costretti ad andare in Cassa Integrazione a causa di una recessione mondiale.
(di Andrea Ambrosini - del 2008-12-31) articolo visto 4364 volte
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