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ERITROPOIETINA E SPORT

viaggio alla scoperta dell’EPO, il suo utilizzo, le sue controindicazioni

Sappiamo che in quasi tutti gli sport di squadra il principale meccanismo che ci consente di produrre energia è la via aerobica, su ciò influisce notevolmente la quantità di ossigeno che viene trasportata e utilizzata dai muscoli coinvolti nell’esercizio. Chi contribuisce in modo decisivo a legare l’ossigeno nel sangue ed aumentare di conseguenza la capacità di trasporto è l’ emoglobina.
L’HB… - L’emoglobina (hb) è una proteina complessa (pigmento rosso dei globuli r.) costituita da una parte principale proteica, la globina, unita con un gruppo prostetico contenente ferro. Una singola molecola di Hb lega 4 molecole di O2.
Quando la quantità di Hb si riduce, di conseguenza crollano anche le prestazioni. Prima di addentrarci nel discorso EPO diamo uno sguardo a un processo fondamentale, ossia l’eritropoiesi.
L’ERITROPOIESI - Col termine eritropoiesi intendiamo la produzione di eritrociti (o globuli rossi) e questo processo avviene nel midollo osseo ematopoieticamente attivo ( vertebre, torace, creste iliache, estremità superiori di omero e femore). Affinchè si completi tutto il processo di maturazione degli eritrociti ci vogliono all’incirca 7 giorni. Le prime cellule commissionate sono i Pronormoblasti, che derivano dalla maturazione delle cellule staminali. Essi non contengono emoglobina. A loro volta, dividendosi tre volte per mitosi, danno origine a 3 diversi Eritroblasti: basofili, policromatofili e ortocromatici. Lo sviluppo di questi eritroblasti è caratterizzato dalla sintesi di emoglobina e dalla diminuzione del suo diametro.
Avremo susseguentemente, l’ Eritroblasto maturo che perde il suo nucleo e diventerà eritrocita comportando la completa sintesi di emoglobina e la perdita del materiale reticolare. Questo processo di eritropoiesi è controllato finemente dai livelli di ERITROPOIETINA o EPO.
L’ EPO – E’ un ormone glicoproteico costituito da 165 amicnoacidi. La sua produzione avviene in Rene (90%) e Fegato (10%). Una ridotta tensione d’ossigeno a livello renale può essere da stimolo per la produzione di Epo, che ha un emivita di circa 8 ore.
La secrezione di Epo fa aumentare anche di 9 volte la produzione di globuli rossi. Ciò è favorito anche dall’azione delle catecolamine, l’ormone tiroideo, il Gh ecc. Il termine Eritropoietina l’abbiamo iniziato a sentire con una certa insistenza al termine degli anni 90 quando iniziarono a venire a galla tutte le pratiche illegali di doping ematico soprattutto negli sport di resistenza (ciclismo in primis).
IL SUO USO, LE CONTROINDICAZIONI - Dapprima veniva utilizzato il cosiddetto doping ematico ossia l’utilizzo, da parte di un atleta, di sangue, globuli rossi ecc, che può essere preceduto da un prelievo di sangue dello stesso atleta, che in quel determinato arco di tempo continua gli allenamenti in una condizione di deficit ematico. Questa condizione detta “boosting” (potenziamento) sanguigno fa si che ci sia una immediata produzione di globuli rossi che va a compensare quella persa, e poi, a distanza di qualche settimana si reinfonde il proprio sangue dopo averlo “conservato”.
Anche l’allenamento in quota veniva utilizzato prima per produrre un alto numero di globuli rossi. Occorrono almeno 2 settimane di permanenza in quota per avere un significativo incremento dell’Hb totale.
L’introduzione dell’eritropoietina sintetica o Rh-Epo ha fatto si che s’andasse incontro ad un enorme abuso da parte degli atleti che molto spesso andavano incontro a problematiche di salute. Un pericolo fra tutti, è rappresentato dall’innalzamento dell’ematocrito, ossia del rapporto tra la parte corpus colata del sangue e la parte liquida (plasma). Quando ciò avviene si corre il rischio di andare incontro a Trombosi e a grosse problematiche a livello vascolare.
Non essendoci, all’epoca, adeguate metodiche anti-doping, molti ciclisti venivano fermati in “via cautelativa” per via dell’ematocrito alto (che spesso raggiungeva picchi fino al 65%), quando il limite massimo fissato dalla Wada era il 50%.
Anche nel calcio purtroppo questo fenomeno venne a galla a fine anni 90 colpendo una delle nostre squadre più rappresentative. Anche se non si arrivò, in sede di processo, a nessuna condanna per vari cavilli, le Cartelle cliniche dell’epoca confermarono livelli di ematocrito “elevatissimo” a carico di quasi tutti i principali giocatori e ciò, sinonimo di pratiche illegali di doping.
(di Paolo Cisternino - del 2009-02-07) articolo visto 3035 volte
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