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UN GIRO PER CONTINUARE A SOGNARE

Tra corridori squalificati, squadre non ammesse. Il “giro etico” 2008 rischia di far parlare di sé

IL VIA - Il 10 maggio partirà la 91° edizione della corsa ciclistica italiana più importante: il Giro d'Italia. La gara per aggiudicarsi la maglia rosa inizierà quest'anno da Palermo e si concluderà, come quasi sempre è accaduto, a Milano.
LE SPERANZE DEL GIRO - Cosa ci si aspetta da questo Giro? Sicuramente che sia soprattutto una gara priva di polemiche. Il ciclismo di questi ultimi anni, macchiato da doping, processi, morti sospette e quant'altro, ha soprattutto bisogno di una gara pulita, in cui il vero protagonista sia lo sport. Da ormai troppo tempo non si pensa al ciclismo come a una corsa fatta di sudore, forza fisica, gioco di squadra. Le sfide epiche che hanno contraddistinto per anni questo sport, sono passate in secondo piano. Ora è il momento di mettersi tutto alle spalle e ripartire.
11 ANNI SENZA VITTORIA - Il Giro non viene vinto da un ciclista straniero dal 1996, quando trionfò il russo Pavel Tonkov. Da allora nelle successive undici edizioni si è assistito ad altrettanti trionfi italiani. L’unico ciclista in grado di far uscire la maglia rosa fuori dai confini italiani pare essere l’iberico Alberto Contador, ultimo trionfatore del tour de France. La sua squadra, L’Astana, è stata invitata all’ultimo momento dagli organizzatori e sarebbe ben felice di onorare con una vittoria l’invito a sorpresa ricevuto.
I FAVORITI - I corridori favoriti però sono due ciclisti made in Italy: Gilberto Simoni e Danilo Di Luca. Gilbero Simoni, Simoni, 36 anni, vincitore del Giro nel 2000, ha chiaramente dalla sua l'esperienza, oltre al fatto di essere uno dei migliori scalatori in circolazione. Il capitano della Saunier Duval sarà quindi uno dei favoriti per quel che riguarda le durissime scalate delle Dolomiti e soprattutto sul Mortirolo, le cui pendenze mettono i brividi a chiunque.
BIS ABRUSSESE? - L'ultimo vincitore del Giro, l'abruzzese Danilo Di Luca, punta a ripetere l'exploit dello scorso anno, per far dimenticare le inchieste per doping che lo hanno coinvolto lo scorso anno, gettando ombre sulla sua vittoria. L'assoluzione ottenuta nell'ambito dell'inchiesta “Oil for drug” il 16 aprile, può essere un punto di partenza importante. Chiaro che solo un bis al Giro metterebbe definitivamente fine alle voci che continuano a girare.
LA SORPRESE - In mezzo a questi due ciclisti c'è un outsider, anch'egli Italiano: Riccardo Riccò. Il modenese – classificatosi l'anno scorso sesto nella classifica generale e secondo in quella riservata ai giovani dietro il lussemburghese Andy Schleck – teoricamente dovrebbe essere uno dei gregari di Simoni, ma, Cunego insegna, mai dire mai.
IL CAMPIONE SFORTUNATO - Il bicampione del Mondo Paolo Bettini, che non ha mai avuto molta fortuna nella corsa rosa, proverà a ribaltare la tradizione negativa. A Bettini , dopo l’oro olimpico e i titoli mondiali, manca solo un grande successo al Giro per entrare nell’olimpo dei grandi. Ci proverà quest’anno e c’è da scommettere che sarà uno dei protagonisti della corsa rosa.
I GRANDI ASSENTI - Rimane il rammarico dell'assenza di Ivan Basso, Damiano Cunego e Alessandro Petacchi . L'atesino, vincitore del Giro del 2006, è squalificato fino al 24 ottobre 2008 a causa del suo coinvolgimento nell'Operaciòn Puerto.
Del tutto diversi i motivi della rinuncia di Cunego. Il trionfatore del Giro 2004 non parteciperà alla corsa organizzata dalla Gazzetta dello Sport per ragioni meramente tecniche: l’obiettivo del ciclista veneto infatti è quello di vincere il Tour de France e per questo punta a prepararsi al meglio.
Petacchi merita invece un discorso a parte. Lo spezzino aveva già rinunciato al giro a causa di una fastidiosa forma di affezione virale alle vie respiratorie, poi, a sorpresa è arrivata la squalifica di un anno inflittagli dal Tas di Losanna a causa della positività al salbutamolo durante il Giro d'Italia dello scorso anno - dopo che la Disciplinare della Federciclismo lo aveva assolto. Petacchi così potrà tornare a correre solo dopo il 31 agosto. La squalifica prevede tra l’altro la cancellazione dei 5 trionfi ottenuti nello scorso Giro. Le sue vittorie di tappa scendono così da 24 a 19.
Dolorosa è anche l'esclusione di Garzelli, vincitore del Giro nel 2000 . Il 24 aprile infatti, il Tar del Lazio ha respinto il ricorso presentato dalla squadra di Garzelli, l'Acqua&Sapone, contro la decisione degli organizzatori del Giro di non ammettere la squadra facente capo a Palmiro Masciarelli.
I giudici hanno dato ragione dunque alla Rcs che nel comunicare l'esclusione dell'Acqua&Sapone aveva fatto sapere che tra le cause vi era il fatto che “dal punto di vista etico, l'attitudine della squadra alla lotta contro il doping ha suscitato numerosi interrogativi”.
NO ALLA PAROLA DOPING - Il termine “doping” è una parola che è ricorsa molto in questo periodo e anche in questo articolo. La speranza è che quest'anno venga sostituita dalla parola “sogno”. Sono lontane le sfide tra Coppi e Bartali, lontana l'epoca degli “uomini locomotiva”, però il sogno non svanisce mai. Per questo non importa chi vincerà il Giro, quest'anno conta solo che torni la favola del ciclismo: quella del sudore e del binomio uomo-bicicletta. Senza sogno questo sport è destinato a morire. In un'epoca in cui il romanticismo e la fantasia va via via sparendo, la speranza è che il ciclismo effettui un passo indietro e si faccia ammirare solo per il sudore, le cadute e le risalite.
(di Davide Luciani - del 2008-04-25) articolo visto 1442 volte
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