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GRANDI STRALI SULLE RONDE DI CITTADINI: MA SONO VERAMENTE NON QUALIFICATI?

Il Governo promulga il decreto legge anti stupri, come rimedio alle numerose violenze sessuali che sono accadute nel nostro Paese negli ultimi tempi. Entra in gioco il reato di stalking.

Il Governo, con il suo decreto legge 23.2.2009 n. 11 ha dato un notevole giro di vite per cercare di arginare una devastante ondata di atti di violenza sessuale, anche di gruppo, che sta attraversando il nostro paese. Da cittadino e giurista devo dire di essere contento che, finalmente vi siano delle norme ad hoc create per la tutela delle vittime degli stupri, soprattutto per la tutela dei minori.
E’ giusto prevedere l’ergastolo per l’omicidio commesso a seguito di uno stupro; del pari è giusto che vi sia la custodia cautelare in carcere per i delitti di pornografia minorile, per la violenza sessuale contro i minorenni e per quella di gruppo; è giusto che i condannati per stupro non abbiano i benefici delle legge Gozzini e che le vittime dello stupro abbiano garantito il patrocinio a spese dello Stato. Qualche perplessità ha destato l’applicazione dell’arresto obbligatorio in flagranza di reato limitato solamente ai casi più gravi e non a quelli meno gravi, anche se è vero che l’unica forma di violenza sessuale esclusa dall’arresto obbligatorio è quella compiuta da un soggetto che si sia sostituito ad altro soggetto ingannando la vittima. Comunque, anche in tale caso, si potrà procedere con l’arresto facoltativo, perché la pena stabilita anche per la forma meno grave di violenza sessuale supera i tre anni di reclusione.
E’ bene che vi sia stato un aggravamento della disciplina dei casi di violenza sessuale però…..attenzione alla caccia alle streghe. E’ recentissima la notizia di due Rumeni accusati di aver stuprato una ragazza….ma, a quanto pare essi rumeni sono innocenti. Certo, magari non sono cittadini comunitari con il certificato del casellario giudiziario immacolato, però il doppio test del D.N.A. li ha scagionati e sembra che anche la donna non sia più tanto sicura di averli riconosciuti. Le vittime di una violenza sessuale sono persone sconvolte, che hanno subito un qualcosa di veramente terribile nella loro vita, è facile che le stesse siano confuse e commettano degli errori nella presunta identificazione dei propri carnefici. E’ una materia molto delicata in cui bisogna procedere con tutta la necessaria prudenza che ogni caso concreto richiede.
Le ronde, tanto criticate da molti in questi ultimi giorni, non sono quello che pensa l’opinione pubblica. Il decreto legge del Governo stabilisce un vero e proprio piano di controllo del territorio, dando la possibilità ai Comuni di video sorvegliare alcune zone delle città e di organizzare ronde composte, preferibilmente, da appartenenti delle associazioni dei carabinieri, dei finanzieri, della polizia e dei militari dell’esercito, in congedo. Tali ronde servirebbero solamente a comunicare alle forze dell’ordine eventuali probabili situazioni di pericolo. Un appartenente alle forze dell’ordine, in congedo, sa bene come comportarsi in caso di pericolo e sa anche distinguere quali sono le situazioni che veramente giustificano l’intervento delle stesse forze dell’ordine. Non vi è nulla di male se alcuni ex appartenenti alle forze dell’ordine vogliono ancora rendersi utili alla cittadinanza. Naturalmente sono previste anche le ronde di cittadini che non siano ex appartenenti delle forze dell’ordine. Anche per tale circostanza non vi è nulla di male.
Le ronde sono già in atto in molte città d’Italia (su iniziativa di alcuni Sindaci sia di sinistra che di destra) dove hanno dimostrato di essere un valido aiuto per le forza di polizia. Le forze dell’ordine non hanno la possibilità di pattugliare anche gli angoli più remoti delle città, pertanto, l’aiuto di qualche volenteroso cittadino non può che giovare all’intervento tempestivo delle stesse. E’ stato giusto anche inserire una nuova fattispecie di reato. L’era dei telefonini permette una nuovo tipo di disturbo della quiete dei cittadini, cioè minacce ed atti persecutori ripetuti da parte del persecutore contro la vittima. Di solito questa fattispecie capita spesso fra coniugi separati, e, il reo può essere indifferentemente sia il marito che la moglie. Naturalmente le minacce devono essere così ossessive da procurare ed ingenerare ansia nel minacciato e da costringerlo a modificare la propria esistenza.
Il decreto concede la possibilità alle vittime del reato predetto di rivolgersi ai centri anti violenza, in modo che le stesse possano trovare personale specializzato in grado di aiutarle. Indubbiamente è corretta anche la possibilità di evitare di querelare il persecutore e di poter ottenere contro lo stesso una diffida del questore. Come già detto tali reati avvengono soprattutto tra ex coniugi, i quali, il più delle volte hanno figli, e, quindi, prima di attivare un procedimento penale è bene che si cerchi di far rinsavire il persecutore con un atto che ha l’effetto di un avvertimento allo stesso. E’ giusto che vi siano anche misure coercitive cautelari nei confronti del molestatore, che, in caso di applicazione delle stesse, non potrà avvicinarsi né frequentare i luoghi che frequenta la persona offesa. Nel complesso il giudizio sul provvedimento del Governo è positivo, e rispecchia la necessità di adeguare le pene e di creare nuove fattispecie di reato che siano al passo con i tempi. Certo il decreto legge dovrà essere convertito in legge dal parlamento, ci si augura non vengano apportate modifiche sostanziali allo stesso.
(di Avv. Luigi Del Gallo - del 2009-03-22) articolo visto 1925 volte
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