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MAX ERNST : ENIGMATICO MANIFESTO DEL SURREALISMO

L’arte come continua ricerca per mettere in luce l’essenza spirituale della realtà

La fama di questo artista, scomparso nel 1976 a 85 anni, è legata al superamento delle forme tradizionali dell'arte figurativa e alla scoperta di forme nuove di espressione, che vanno dai collages papiers , ai frammenti di materiali vari uniti insieme. Dopo gli studi di filosofia, storia dell'arte e psichiatria a Bonn, iniziò a disegnare scoprendo la sua vocazione all'arte; in gioventù si trovò a vivere intensamente quel periodo di transizione delle cosiddette Avanguardie, proprio delle arti figurative; il nuovo clima culturale dei primi anni del Novecento era caratterizzato dalla ricerca scientifica che spaziava dall'avvento della fotografia e del cinema, alle ricerche psicoanalitiche di Freud. Ed avvenne così che anche l'arte subisse una profonda evoluzione, trovandosi spesso ad anticipare gli eventi, a manifestare i primi sentori dei cambiamenti in atto, rimettendo in discussione la funzione stessa dell'arte, superando l'idea che essa abbia come scopo copiare tutto ciò che è ritenuto bello e conferendole così una inedita funzione sociale e nuovi spazi di ricerca espressiva.
LA SUA INTERPRETAZIONE - Il fatto nuovo era che all'artista venivano riconosciuti il prodotto della sua immaginazione e della sua fantasia. Da quel momento l'arte non doveva più necessariamente rispettare i criteri di armonia e proporzione perseguiti fin dai tempi di Aristotele; l'artista si faceva interprete del sentimento collettivo, della sensibilità e della solitudine interiore dell'individuo.
Per queste ragioni Max Ernst fece della sua arte una continua ricerca; poiché la nostra percezione è abituata a muoversi soltanto nel mondo delle forme concrete (di cui ciascuno di noi ha esperienza), perdendo così la capacità di andare oltre il livello del mondo materiale, egli attraverso la creatività spontanea dell'artista, mirava a mettere in luce l'essenza spirituale della realtà. Si andava così delineando uno dei più importanti movimenti artistici del '900: il Surrealismo.
Nel 1914 Ernst, che amava farsi chiamare con il nome di battaglia Dadamax, cominciò a lavorare con Hans Arp, aderendo al movimento del “Blaue Reiter” di Monaco e successivamente al gruppo “ Der Sturm “ di Berlino. Da allora continuò a perfezionare la ricerca di nuove forme espressive, da quelle puramente plastiche in scultura, all'esplorazione di forme, mezzi e materiali innovativi, che in realtà miravano a fare tabula rasa di ogni linguaggio figurativo “istituzionalizzato” o storico, per ricondurre l'operazione artistica all'elementarità dell'atto estetico puro. Dada era libertà, non era estetica, come tutti gli altri movimenti; era un modo di concepire. Non si interessava del valore artistico, ma piuttosto dello shoc che causava nello spettatore, per toglierlo dalle sue pigre abitudini mentali.
IL FROTTAGE - Nel '25 Ernst scoprì una nuova tecnica, il “frottage“ che si basava su un comune gioco grafico, che però diventò, nelle mani dell'artista, uno dei più seri esperimenti in arte di tutto il '900. Egli appoggiava il foglio su una superficie ruvida qualsiasi (foglia, legno, pietra,ecc.) e strofinava con una matita per far apparire il disegno dei rilievi sottostanti: le nervature della foglia o quelle del legno....; mentre il gioco procedeva, in quelle figure casuali e imprevedibili, proprio come le macchie di inchiostro usate nei test psicanalitici, la mente dell'artista vedeva immagini insolite e misteriose che venivano poi completate da contorni e qualche dettaglio, in modo che l'immagine diventasse riconoscibile per tutti ; l'immagine si sviluppava nel quadro attraverso un gioco complesso di associazioni fuori dalla logica. Lo stesso artista affermava di assistere al processo creativo “da spettatore“ : non dipingeva il sognato, ma sognava dipingendo!
Il massimo dell'automatismo gestuale in pittura, Ernst lo raggiunse con lo sgocciolamento del colore sulla tela, come, dopo di lui, avrebbero fatto tanti altri (ad esempio Pollock). Figura significativa e dominante del surrealismo, egli fece dell'arte il tramite per spaziare nel sogno, nell'inconscio.
(di Sabina Di Rado - del 2009-03-22) articolo visto 9329 volte
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