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AUTOVERDE: CORSA AL FUTURO...

è davvero vicina l'ora del cambiamento? Il rispetto dell'ambiente quanto pesa ancora sui prezzi?

Sono molti ormai i Costruttori che propongono almeno una versione “pulita” dei loro modelli più venduti. Queste auto, che promettono consumi più bassi, danno anche una mano all’ambiente grazie alle minori emissioni di anidride carbonica. LA STRUTTURA DELLE AUTO “PULITE” - Come vengono assemblate queste macchine? La base di partenza è una versione economica (con pochi fronzoli ed optional di lusso insomma) che di solito è anche diesel, alla quale viene apportata qualche modifica come minor peso, rapporti del cambio più lunghi, prese d’aria parzialmente sigillate, spie che consigliano al conducente quando è meglio cambiare marcia (come ad esempio sulla Smart), gomme con minore resistenza al rotolamento, sistemi che mettono in stand-by il motore ai semafori o durante soste troppo lunghe. Tutti questi cambiamenti però fanno salire di qualche centinaio di euro il costo totale della vettura ma sul lungo periodo fanno risparmiare e aiuteranno il pianeta. Per adesso Case come Audi, Citroen, Fiat, Ford, Mercedes, Seat, Skoda, Smart, Volkswagen e Volvo hanno messo a punto dispositivi in grado di inquinare meno e risparmiare qualche litro di carburante per ogni pieno e stanno perfezionando per il futuro tecnologie sempre più “verdi”. LA DOPPIA ALIMENTAZIONE DELLE IBRIDE - Le “ibride” invece sono macchine già nate “pulite” perché utilizzano una doppia alimentazione, un motore elettrico abbinato solitamente ad uno a benzina o diesel. L’offerta, a causa dei costi di progettazione, è molto limitata e si riduce a pochi modelli (abbastanza costosi): la Toyota Prius, la sua rivale Honda Civic Hybrid fino ad arrivare alle più lussuose Lexus GS 450h, LS 600h e RX 400h. Anche Peugeot sta lavorando ad un prototipo di macchina ibrida, la 308 HYBRID2, che probabilmente entrerà in commercio a partire dal 2011. Il suo motore 1.6 HDi turbodiesel è affiancato da un motore elettrico alimentato da batterie al nichel - metallo idruro. A bassa velocità funziona solo il motore elettrico ma affondando il pedale entrano in azione entrambi per garantire la massima potenza. Secondo la Casa si percorrono 29,4 Km/l emettendo al massimo 90 grammi di anidride carbonica per chilometro. L’unico limite sembra essere la scarsa durata degli accumulatori. IL MERCATO LENTAMENTE TRASCINA ALTRI MARCHI - Anche Smart, Mitzubishi e Nissan si stanno attrezzando per non restare indietro rispetto alle altre Case e all’ultimo Salone di Parigi hanno presentato tre prototipi totalmente elettrici: Smart ED, Mitzubishi i-MiEV e Nissan Nuvu. La prima ha la stessa carrozzeria della comune Smart ma al posto del tappo della benzina ha una presa della corrente e dal 2010 sarà possibile muoversi nei giorni di blocco del traffico dopo aver fatto il pieno di elettricità in 4 ore. L’autonomia si aggira sui 100 km. La seconda, la MiEV, è una piccola monovolume elettrica (lunga 340cm) che FORSE sarà in vendita in Europa dal 2010. Forse, perché la Casa la sta ancora mettendo a punto e non è detto che arrivi anche da noi. Per ricaricare le batterie agli ioni di litio basta appena mezzora: un tempo brevissimo! Infine la Nuvu, lunga solo 3 metri, ha l’abitacolo costruito con materiali naturali e riciclati e sul tetto ha dei pannelli solari che alimentano le batterie agli ioni di litio. La vettura dovrebbe arrivare nel 2011 e avrà un sistema di ricarica rapida (10 minuti) o tramite presa di casa (3-4 ore). Non siamo ancora in grado di sostituire al 100% il petrolio, c’è molta strada da fare per essere indipendenti dalle tradizionali fonti energetiche ma la Case automobilistiche stanno facendo progressi in tempi relativamente rapidi e il futuro si prospetta più pulito che mai.
(di Simone Barbè Maccario - del 2009-03-25) articolo visto 4211 volte
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