L'Opinionista Giornale Online - Notizie del giorno in tempo reale
Aggiornato a:
 

MORRICONE, PICCIONE, TROVAJOLI: TRE COLONNE PORTANTI NELLA STORIA DEL CINEMA ITALIANO

un enorme patrimonio visivo e sonoro viene rievocato dai vecchi maestri dell’arte

Se il cinema italiano del passato è ancora oggi considerato come una delle maggiori espressioni internazionali della settima arte ciò è dovuto alla qualità del lavoro dei suoi artisti. Tra di loro non si può trascurare il ruolo degli autori delle colonne sonore: la musica è un elemento funzionale al film ancora prima dell’avvento del sonoro: già durante l’epoca del muto c’era spesso nelle sale di proiezione qualcuno che commentava gli stati d’animo del film con l’accompagnamento del pianoforte o di un’orchestra.
SENSIBILITA’ ARTISTICA DEL DOPOGUERRA - Ad intercettare la sensibilità e la grande creatività dei registi e di tutto il movimento artistico del cinema italiano del dopoguerra ci hanno pensato alcuni musicisti che, fondendosi in un connubio prima di tutto fatto di amicizia e di rapporti umani e poi lavorativo, con i registi, sceneggiatori, montatori e produttori, hanno dato vita a capolavori nei capolavori.
Era quello un cinema forse scomparso: un cinema italiano dei registi, e non degli attori, delle idee e non della spettacolarità, che privilegiava il risultato artistico rispetto all’ammiccamento allo spettatore. L’arte doveva imporsi, vincendo anche al botteghino.
Piero Piccioni fu un astro vivido nel panorama italiano già da giovanissimo: supportato dal fatto di essere cresciuto in ambienti colti ed importanti, già a tredici anni faceva provini suonando il pianoforte, spinto dal padre, che poi fu ministro della Dc negli anni ’50.
Suonò alla radio, per la quale condusse anche programmi radiofonici insieme all’amico Armando Trovajoli. Benchè il jazz non fosse amato dal Duce, perché di provenienza americana e per di più afroamericana, esso era tollerato dal regime, magari con qualche aggiustamento nei nomi dei titoli dei dischi: capitava che così che “Saint Louis blues” diventasse “le tristezze di Saint Louis” o ancora peggio: “saint Louis, tristezze di”.
Lo stesso Jazz all’epoca veniva chiamato “gezzo”. Nonostante ciò anche uno dei figli di mussolini, Romano, ne era appassionato tanto da diventarne uno dei massimi interpreti italiani del dopoguerra.
NASCITA DI UNA STELLA - Già in epoca fascista però, un asso tra i migliori in circolazione del panorama italiano era proprio Piero Piccioni, l’unico musicista italiano ad aver suonato con Chet Baker, che in quell’occasione, secondo i testimoni dell’evento, suonò divinamente. Negli anni 40 e 50 diresse orchestre, per poi approdare, lentamente, nel mondo del cinema.
L’ACME’ - Fu negli anni 60 e 70 che probabilmente Piero Piccioni ebbe la sua Acmè: se andiamo a scandagliare il panorama dei film dell’epoca, notiamo come tantissimi film di successo ebbero la sua firma nella colonna sonora.
Fu un compositore di quantità e di qualità, e pose la sua opera al servizio di circa 200 pellicole. Distintivo del suo stile fu il filone appunto degli anni ’60-’70 dei film con Alberto Sordi, talvolta diretti da Sordi stesso. Era un Sordi diverso, più autoriale, non più solo comico, ma con contenuti propri ed autentici da esporre, anche con coraggio (il commerciante d’armi) (il comune senso del pudore). Non si possono non menzionare, tra le più belle colonne sonore firmate da Piccioni, quella di “Bello, onesto, emigrato in Australia, sposerebbe compaesana illibata” oppure di “ Polvere di stelle” che fu ripresa e aggiunta dei testi per la voce di Fred Bongusto in “noi, innamorati all’improvviso”. Due film in cui Sordi era accompagnato rispettivamente dalla bellissima Claudia Cardinale e da un’esuberante Monica Vitti.
IL CASO WILMA MONTESI - Piero Piccioni fu coinvolto in quella che fu la prima vicenda scandalistica del dopoguerra: la morte di Wilma Montesi, una ragazza romana con ambizioni nel mondo dello spettacolo. Un caso ancora irrisolto, su cui non è mai emersa una verità inconfutabile. Wilma Montesi fu trovata morta sulla spiaggia di Torvajanica, con il capo rivolto verso il mare; un’autopsia frettolosa e fatta senza particolare impegno archiviò l’evento così: la ragazza si era sentita male, probabilmente dopo essersi immersa nell’acqua gelida con le gambe per fare un pediluvio. Dopo lo svenimento, sarebbe morta per annegamento.
Ma il caso era destinato a non essere archiviato così frettolosamente, come del resto la polizia fece. Prima velatamente, poi in maniera sempre più diretta, la stampa iniziò a lanciare accuse contro la polizia e contro il mondo politico, per sospetto insabbiamento del caso. La tesi fu avvalorata dal fatto che non lontano dal luogo del delitto c’era la villa del giovane conte Montagna, amico di Piccioni, in cui i due davano delle feste, secondo alcune accuse successive a base di sesso e di droghe.Le accuse di due donne legate al Montagna, Adriana Concetta Bisaccia, e Maria Augusta Moneta Caglio, fecero in modo di avvalorare tale tesi.
La tesi accusatoria fu però smontata in sede processuale, complici alcuni fattori: Piccioni era fidanzato con la nota e bellissima attrice Alida Valli. La stella del cinema confermò in tribunale che Piccioni era con lei nelle ore in cui si era consumata la morte della ragazza. Inoltre l’avvocato di Saverio Muto, il giornalista che aveva sostenuto la tesi dell’orgia finita male, fu coinvolto egli stesso da uno scandalo nello scandalo: pare infatti che si recasse, insieme alla moglie, in una casa di piacere, e che la sua consorte si intrattenesse in tali occasioni con diversi giovani. Le accuse a Piero Piccioni rimasero impresse nella memoria collettiva fino alla sua morte, tanto è vero che quando la stampa ne annunciò la scomparsa, metà del ricordo dei media andò al suo grande operato artistico, e metà a questa vicenda. Un effetto a breve termine questa storia lo ebbe: quello di stroncare la carriera del padre, ministro all’epoca dei fatti per la Dc, che si dovette dimettere.
ARMANDO TROVAJOLI, COMPOSITORE TRASVERSALE MA ANCHE INTERPRETE DELLA MUSICA TRADIZIONALE ROMANA - Si puo’ dire che Armando Trovajoli fu un artista brillante in un contesto di artisti altrettanto brillanti. Già compositore e direttore d’orchestra negli anni ’40 e ’50, Trovajoli si avvicinò con il tempo sempre di più al cinema, tanto da diventarne uno dei principali interpreti musicali. Anche il teatro gli deve molto: si pensi solo che “Roma nun fa la stupida stasera” è stata scritta da lui, così come “Aggiungi un posto a tavola”, per l’omonimo musical interpretato nella sua prima versione da Johnny Dorelli.
“Roma nun fa la stupida stasera” doveva essere parte di un film su Rugantino, un personaggio di fantasia della Roma ottocentesca, ma poi il film non si fece. Garinei e Giovannini non si lasciarono scappare l’occasione, e ne fecero un’opera teatrale, impreziosita dalle musiche di Trovajoli.
RUGANTINO - Rugantino non è null’altro che un ragazzo, che si invaghisce di una donna sposata. Riesce nell’intento di sedurla, ma poi si lascia andare alla vanità e racconta in giro questa sua impresa. Perderà così il suo amore. Nel frattempo il marito di costei, è tornato a Roma dopo un lungo periodo, ma ha dei conti in sospeso con dei delinquenti. Viene ucciso, e la colpa viene data a Rugantino. Sebbene Rugantino conosca una donna nobile e influente che potrebbe scagionarlo, visto che nel momento dell’omicidio si trovava con lui, decide di non farla chiamare, e di accettare così la pena di morte. Influisce su questa decisione il fatto che la moglie del defunto gli esprime amore e apprezzamento perché considera l’omicidio “un gesto da uomo”. Rugantino preferisce così morire per mantenere l’amore della donna a cui tiene.
LE COLONNE SONORE DI TROVAJOLI - Amico di Piccioni e di Morricone, Trovajoli, come loro, vanta centinaia di films all’attivo come musicista, e sarebbe troppo lungo elencare anche solo quelli di successo: “Matrimonio all’italiana”, tanto per fare un esempio, “In nome del papa re”, “Doctor Jekyll e gentile signora”, in cui la canzone che fa da sfondo è un pezzo di jazz-rock in inglese.
ENNIO MORRICONE - Ennio Morricone non ha bisogno di presentazioni: diplomatosi al Conservatorio di Santa Cecilia, già negli anni ’50 collaborava con radioRai e numerose orchestre.
MORRICONE E SERGIO LEONE - Grande ed inaspettata popolarità arrivò da “Per un pugno di dollari”, nato come b movie, con la sfiducia dei produttori e degli attori stessi. I nomi all’inizio erano tutti inglesizzati nei titoli di coda: veniva rinnegata persino la paternità italiana del film in nome di una commercializzazione che doveva essere estesa anche agli Stati Uniti. Senza nulla togliere alla grandezza della colonna sonora di Morricone, e alla presenza nel cast di personalità già affermate come Gian Maria Volontè (lo stesso Eastwood non era ancora considerato una prima scelta), si deve alla bravura e alla meticolosità di Sergio Leone il successo del film.
Principalmente, Leone ebbe una grande intuizione: quella di fare un western realistico, in cui l’eroe non è il buono, ma è un cattivo tra i cattivi, non è impomatato e non veste in maniera improbabile come John Wayne. Gli attori di Sergio Leone sono sporchi e quasi bestiali nella loro cattiveria, e la regia sapiente dà alle scene una maggiore crudezza. La magia di gruppi di lavoro così affiatati si riproporrà anche negli anni successivi a “Per un Pugno di dollari” (che valse a Morricone il premio “ Nastro d’Argento”).
Una delle migliori colonne sonore di Morricone, probabilmente, è la famosa “Shon shon” di “Giù la testa”, che solo apparentemente è un western, ma a ben vedere è una storia che si discosta parecchio dal genere. Ottima anche è la colonna sonora di “metti una sera a cena”, esempio del cinema torbido e fricchettone dell’epoca post-contestazione giovanile. Tale musica è stata riproposta da un altro grande compositore brasiliano, Eumir Deodato, che ha affidato alla voce della cantante Daniela Mercury gli splendidi vocalizzi tipici di Morricone presenti nel pezzo (clicca qui per vedere il video). A proposito di vocalizzi, distintive di una certa composizione di Morricone sono anche le melodie fischiate di Alessandro Alessandroni.
Nel 2007 Ennio Morricone ha ricevuto il premio Oscar alla carriera.
(di Andrea Russo - del 2009-03-29) articolo visto 4798 volte
SFOGLIA ARCHIVIO NOTIZIE
sponsor



Fotogallery