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LEGGE 40 BOCCIATA MA NON CAMBIATA

la Consulta giudica incostituzionali alcuni passaggi della legge, ma la politica non intende modificarla

La legge 40 è da tempo all'attenzione dell'opinione pubblica e della scena politica. L'ultima notizia che la riguarda è la bocciatura da parte della Consulta per incostituzionalità di due commi dell'articolo 14 relativi alla suddetta legge e cioè i commi 2 e 3. Il primo stabilisce che gli embrioni siano immessi nell'utero della donna con "unico e contemporaneo impianto, comunque non superiore a tre" mentre il secondo afferma che il trasferimento venga effettuato "senza pregiudizio della salute della donna".
La sentenza della Consulta si era resa necessaria dopo che il Tribunale di Firenze e il Tar del Lazio avevano sollevato dubbi di compatibilità costituzionale della legge su richiesta della “World Association Reproductive Medicine” e di una coppia meneghina non fertile e affetta da una grave malattia genetica che conduce allo sviluppo eccessivo della cartilagine ossea, la esostosi. Per i due tribunali, infatti, questi passaggi della legge 40 sarebbero in evidente contrasto con i principi tutelati dalla Carta in merito al diritto alla salute e all'autodeterminazione nelle cure sanitarie, cioè alla libertà di scegliere i trattamenti sanitari a cui esser sottoposti.
L’INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELLA CAMERA - Ad appoggiare la sentenza della Consulta è intervenuto a sorpresa Gianfranco Fini. Il presidente della Camera ha infatti dichiarato che “La sentenza della Consulta che dichiara illegittime alcune norme della legge 40 sulla fecondazione assistita rende giustizia alle donne italiane, specie in relazione alla legislazione di tanti paesi europei. Fermo restando che occorrerà leggere le motivazioni della Corte mi sembra fin d’ora evidente che quando una legge si basa su dogmi di tipo etico-religioso, è sempre suscettibile di censure di costituzionalità, in ragione della laicità delle nostre istituzioni".
LA REPLICA DELLA ROCCELLA - Le opinioni di Fini hanno scatenato una querelle all'interno della sua stessa coalizione. La sottosegretaria al Welfare con delega alla bioetica, Carmela Roccella è infatti subito passata al contrattacco affermando che si deve parlare di una sentenza dagli "effetti molto dubbi", rispetto a cui ha annunciato l'emanazione di "nuove linee guida" emanate sulla base dei pareri scientifici elaborati dal Consiglio Superiore di Sanità, l'organo tecnico scientifico di consultazione del ministero. La Roccella ha sottolineao che comunque "resta il divieto di congelamento degli embrioni e di soppressione di questi", una pratica che avviene, ha aggiunto, "quando per la diagnosi preimpianto se ne producono in sovrannumero.”raddizioni" su cui "bisognerà fare chiarezza".
LE STATISTICHE BOCCIANO LA LEGGE 40 - Al di là delle opinioni politiche sono però le stesse statistiche a bocciare la legge numero 40. Secondo uno studio condotto da Luca Gianaroli, presidente dell'European Society of Human Reproduction and Embryology infatti da quando la suddetta legge è enrata in vigore, l'Italia è fanalino di coda in tema di riproduzione assistita.
Le possibilità di avere un figlio in provetta sono scese dal 25% del 2003 al 21% del 2006. I dati italiani sono in controtendenza rispetto al resto d'Europa e rispetto agli Stati Uniti. Nel 2006 le probabilità di avere un figlio in Europa attraverso il ricorso alle tecniche di fecondazione assistita sono del 27%, mentre negli Usa le probabilità sono quasi il doppio rispetto a quelle italiane: il 40%. Di contro, è aumentata la probabilità di incorrere in parti multipli, dal 22% del 2003 al 24% del 2006, anche in questo caso in controtendenza rispetto ai dati forniti dagli altri paesi più sviluppati. La conseguenza di tutto ciò è una sola: continua e si ingrandisce il flusso di migrazioni verso l'estero, per avere un figlio in provetta, in particolar modo verso la Spagna e i paesi dell'Est Europa, come la Russia e la Repubblica Ceca. Inoltre, sono 3.500 gli embrioni non più desiderati dai genitori, congelati prima dell'entrata in vigore della Legge 40, destinati lentamente a perire perché, quelli italiani, non possono essere impiantati o utilizzati per la ricerca.
Nella legge 40 vivono dunque le contraddizioni che contraddistinguono la società italiana spaccata tra le norme etico-religiose e la ricerca scientifica. Fino a quando questa contraddizione non sarà risolta continueranno a esserci situazioni paradossali come quella appena elencata: una legge bocciata dai tribunali, ma in vigore per ragioni religiose. Con buona pace della laicità dello stato.
(di Davide Luciani - del 2009-04-15) articolo visto 1303 volte
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