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LINEE PROGRAMMATICHE PER IL RILANCIO ECONOMICO

Il piano del Pdl attraverso cinque punti essenziali

L’EQUAZIONE DEL BENESSERE - Il nucleo del programma elettorale del Partito della libertà è “l’equazione del benessere”: meno tasse, più consumi e posti di lavoro e, quindi, maggiori risorse per le infrastrutture e il Welfare. Il taglio del debito pubblico sarà perseguito anche grazie alla vendita di asset e immobili pubblici in un piano da svariate centinaia di miliardi.
COME RILANCIARSI? - Il rilancio dello sviluppo economico sarà realizzato attraverso un azione congiunta di spese per il miglioramento delle infrastrutture, riduzione della pressione fiscale, rilancio dei consumi e lotta all’evasione fiscale.
La spesa pubblica sarà consistente per le infrastrutture, con il rifinanziamento della “Legge obiettivo” e delle grandi opere. La priorità sarà data al Ponte sullo Stretto di Messina, alla Pedemontana lombarda e all’alta velocità ferroviaria. Se la ripresa dell’economia dovrebbe di per sé determinare un aumento del gettito, il Pdl si dice pronto anche a varare un “piano straordinario di finanza pubblica” per realizzare il federalismo fiscale e ridurre il debito dello Stato, “immettendo sul mercato una quota corrispondente di patrimonio pubblico”.
I PUNTI ESSENZIALI DEL PIANO - Il piano straordinario di finanza pubblica si basa su 5 punti essenziali da cui emerge che: • l’attivo è superiore al passivo. Il patrimonio pubblico (circa 1.800 miliardi di euro) è in specie superiore al debito pubblico (circa 1.500 miliardi di euro);
• tutto il passivo è collocato come debito pubblico sul mercato, mentre la parte di attivo che potrebbe essere collocata e valorizzata sul mercato, fatta da azioni, aziende, immobili, crediti, diritti di concessione, etc. (fino al 40% del totale, fino a circa 700 miliardi di euro) è ancora in mano pubblica;
• simmetricamente, il grosso del risparmio privato è direttamente ed indirettamente investito in passività (ed in specie in titoli del debito pubblico) e non in attività;
• mentre quasi tutto il debito pubblico è del governo centrale (dello Stato), il grosso del patrimonio pubblico che può essere collocato e valorizzato sul mercato - circa i due terzi del totale - è dei governi locali (Regioni, Province, Comuni). Da ultimo, mentre il governo centrale (lo Stato) tende a privatizzare, molti Governi locali seguono il processo opposto tendendo a pubblicizzare;
• mentre quasi tutto il prelievo fiscale è centrale (dello Stato), la parte crescente della spesa pubblica discrezionale è locale (di Regioni, Province, Comuni).
L’obiettivo del nuovo governo è quello di creare un patto tra Stato, Regioni, Province, Comuni, risparmiatori ed investitori. Nel particolare: - realizzare il federalismo fiscale solidale, di cui all’art.119 della Costituzione;
- ridurre il debito dello Stato, immettendo sul mercato una quota corrispondente di patrimonio pubblico, offrendo a risparmiatori ed operatori economici maggiori e migliori opportunità di investimento.
PRESSIONE FISCALE RIDOTTA - Il Pdl vuole diminuire gradualmente la pressione fiscale sotto il 40% del Pil dall’attuale 43,3% e introdurre il “quoziente familiare”. C’è anche l’impegno ad eliminare completamente l’Ici sulla prima casa (2 mld) e la tassa di successione. Alle imprese il Pdl promette la graduale abolizione dell’Irap su costo del lavoro e perdite (20 mld), la detassazione degli straordinari e quella “graduale” delle tredicesime; il versamento dell’Iva solo dopo il reale incasso della fattura. Il Premier sostiene che i maggiori oneri dovuti al taglio delle tasse possono essere finanziati con la digitalizzazione della pubblica amministrazione, che vale dai 20 ai 40 miliardi di risparmio all’anno.
“LA NO TAX AREA” - Il rilancio dei consumi dovrebbe realizzarsi attraverso la previsione di una “no tax area” specifica che terrà conto della composizione del nucleo familiare (quoziente familiare), del lavoro della casalinga (lavori di cura), dei disabili e degli anziani a carico. La formula proposta da Pdl dovrebbe garantire una maggiore quota di reddito da destinare ai consumi che unito alla riduzione della pressione fiscale dovrebbe consentire un rilancio della produzione industriale e, quindi, del Prodotto interno lordo.
L’effetto positivo cumulato atteso è stimabile in termini di 1 punto di prodotto interno lordo di minore spesa pubblica corrente e di 1 punto di prodotto interno lordo di maggiore crescita. Sommando questi effetti con gli effetti dell’azione concreta già avviata contro l’evasione fiscale, per ridurla del 30% (con la riforma delle esattorie, con il potenziamento della partecipazione dei Comuni all’accertamento,con il potenziamento dell’amministrazione finanziaria, con il progetto della riforma dal basso e non dall’alto degli studi di settore), dovrebbero sulla base delle ipotesi formulate dal Pdl garantire il raggiungimento degli obiettivi del programma.
(di Francesco Pace - del 2008-04-30) articolo visto 4250 volte
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