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SFIDA TRA PALMARI: ORA C’E’ ANCHE GOOGLE IN PISTA

dopo i tanti confronti fatti da noi tra un vasto panorama di palmari, adesso accorre anche il Gphone a rendere concorrenziale un nuovo fertile mercato della tecnologia

E’ nato il telefonino di Google, grande avversario di Iphone di Apple, ma sono molte le differenze tra loro.
L’ENTRATA NEL MONDO MOBILE - Non a caso questo cellulare e noto a tutti come il Google Phone (o GPhone), anche se ufficialmente si chiama T-Mobile G1.
E’stato realizzato in collaborazione con la taiwanese HTC, ma per gli utenti comuni e per gli addetti ai lavori questo cellulare significa solo una cosa: il segno tangibile che Google, l’azienda divenuta sinonimo di internet, ha deciso di dare l’assalto al mondo mobile. E che ha deciso di farlo senza indugi, associando per la prima volta nella sua storia il prezioso marchio ad un oggetto fisico.
Non è un caso che per il salto dal mondo digitale a quello fisico Google abbia scelto proprio un telefonino. Durante la conferenza stampa di presentazione, Larry Page, uno dei fondatori dell’azienda, disse che ci sono 3 miliardi di cellulari nel mondo e trova eccitante la possibilità di usare internet sul telefonino come se si fosse su un computer.
Tradotto in termini puramente economici, se i dispositivi mobili aumenteranno e saranno gli oggetti attraverso i quali il mondo navigherà in rete, Google vorrà essere il soggetto che faciliterà questa esperienza, rendendola del tutto uguale a quella che proviamo tutti i giorni sul pc.
CARATTERISTICHE DEL NUOVO GPHONE - Ha tutto quello che un telefonino di ultima generazione dovrebbe avere. Lo schermo touch-screen, la possibilità di trasferire dati sulle reti di terza generazione (3G), la tecnologia Wi-Fi per connettersi a internet senza passare dai network degli operatori mobili, una tastiera Qwerty a scomparsa per rendere più facile la digitazione di sms e e-mail. Ma soprattutto ciò che lo rendere interessante è quel marchio che si legge ben visibile sul retro: Google, ed è quello a cui tutti guardano.
Se fuori c’è il marchio, dentro c’è il software. All’interno del GPhone pulsa il nuovo sistema operativo Android sviluppato proprio dal più popolare motore di ricerca del pianeta.
Non stupisce che il punto di forza sia proprio l’integrazione con i servizi dell’azienda di Mountain View. La ricerca su internet, ovviamente, ma anche tutte le applicazioni sviluppate negli anni da Google. A cominciare dalle mappe con Google Maps.
Sul fronte multimediale e dell’intrattenimento, invece la caratteristica principale è il collegamento al negozio di musica digitale di Amazon, la libreria online più importante al mondo, che permetterà di scaricare, a pagamento, musica da un catalogo di 6 milioni di brani.
DIFFERENZE CON L’IPHONE - Non è difficile capire che con questa mossa, Google voglia dare una stoccata a Apple e al suo servizio di distribuzione di musica online, iTunes.
Ma dopo tutto, rispetto al dispositivo di Apple, il Gphone è decisamente meno elegante (il design della Mela resta sempre ineguagliato), più stretto (5,5 contro 6,2 cm), più spesso del 30% e con lo schermo un po’ più piccolo.
Il paragone, per quanto suggestivo possa essere, regge fino ad un certo punto. Le strategie di mercato sul mondo mobile dei due colossi sono radicalmente diverse. L’azienda di Steve Jobs fa tutto da sola progettando sia il corpo (hardware) che il cervello (software) dei dispositivi controllando con scrupolosità tutta la produzione per offrire agli utenti un prodotto inconfondibile.
Google, al contrario, ha scelto fin da subito la strada della collaborazione. Si occuperà solo di quello che sa fare meglio, ovvero lo sviluppo del software, e lascerà che siano gli altri a mettere a punto l’hardware.
Ma è proprio sul fronte software, che Google vuole conquistare il mercato della telefonia, scegliendo la filosofia dell’open source, infatti, il codice di Android sarà aperto e dunque potrà essere migliorato dai contributi di programmazione di tutti coloro che lo desiderano.
Google punta dunque a rendere il sistema operativo a prova di futuro in modo da disseminarsi all’interno di molti telefonini realizzati dal più ampio numero di marche. Non a caso è stato creato, proprio da Google, un consorzio (Open Handset Alliance) che riunisce produttori hardware, software e operatori per rendere Android fruibile al meglio su più cellulari possibili.

(di Andrea Ambrosini - del 2009-06-02) articolo visto 4202 volte
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