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LA SUGGESTIONE DEI PARCHI AMERICANI SECONDO ADAMS

è stato autore di numerosi libri di fotografia che lo hanno reso celebre per il mondo

"…una grande fotografia è la piena espressione di ciò che l’autore sente del soggetto che sta fotografando nel senso più profondo; per questo è la vera espressione di ciò che lo stesso (fotografo) sente sulla vita nella propria complessità".
CENNI BIOGRAFICI - Ansel Adams, nato a San Francisco nel 1902, noto ambientalista, è conosciuto a livello mondiale come maestro e innovatore della tecnica fotografica. Durante la sua lunga carriera ha svolto attività di insegnante di fotografia e di promotore di workshop e attività culturali, divenendo il principale fotografo paesaggista americano e difensore dell'ambiente naturale.
Inizia a fotografare nel 1916 con delle immagini del Yosemite Park in California: infatti ora un parco compreso tra lo Yosemite e la Muir Wilderness Area porta il suo nome, così come una vetta dello Yosemite che scalò per primo nel 1921. Nel 1946 fonda una scuola di fotografia in California. Nel 1962 si ritira in un convento. E’ venuto a mancare alla fine dell’aprile 1984.
LA STRAIGHT PHOTOGRAFY - Ha sempre interpretato il paesaggio secondo inviolabili toni di bianco-bianco, nero-nero e grigio-grigio di grande forza suggestiva, catturando lo “spirito del luogo”. Per lui la fotografia interpretava la realtà, rappresentando qualcosa di autonomo e proprio, raffigurando qualcosa che comunque sia si è presentato davanti all’obiettivo.
Ha dedicato la sua vita alla fotografia grazie all'incontro con Paul Strand (fotografo e regista americano) e con la sua straight photography ("fotografia diretta", movimento fotografico che riproduce in maniera obiettiva la realtà senza il sostegno di alcuna implementazione tecnica in cui si evidenzia la grande profondità del campo e l´estrema definizione del dettaglio privilegiando i piani ravvicinati) scoprendo nella fotografia il suo vero mezzo espressivo.
Difatti negli anni 30, insieme a Edward Weston e Imogen Cunningham, fondò il gruppo f/64 costituito da fotografi, per l’appunto, aderenti alla straight photography. kIspiratore e teorico del Sistema Zonale (tecnica finalizzata alla controllata trascrizione in bianconero della realtà), Ansel Adams ha innalzato a livelli eccelsi l’estetica del bianconero fotografico:
"…E’ importante rendersi conto che tanto la fotografia espressiva (detta anche creativa) quanto quella di documentazione non sono in rapporto diretto con quello che noi chiamiamo realtà. Noi, senza percepire determinati valori del soggetto cerchiammo di duplicarlo sulla stampa. Se lo desideriamo, possiamo simulare l’apparenza in termini di valori di densità riflessa, oppure possiamo restituirlo ricorrendo ad altri valori, basati sull’impatto emotivo".
Alla base dell’opera fotografica di Adams ci sono sintesi, tecnica e creatività insieme ad una buona dose di consapevolezza che l’azione combinata obiettivo-pellicola debba simulare al possibile la reazione occhio-cervello.
LE SUE TECNICHE - Quello che distingueva Ansel Adams da altri fotografi era la sua grande capacità di pre-calcolo e pre-visualizzazione. La perfetta conoscenza che aveva della zona in cui viveva e fotografava gli permetteva di capire, attraverso determinate condizioni atmosferiche, come quella sarebbe apparsa, trovandosi al posto giusto nel momento giusto.
Un’altra caratteristica è il processo di sviluppo delle pellicole attraverso la gamma delle tecniche applicate fra le quali si individua la più adatta a esprimere l’immagine così come si è impressa nella mente del fotografo. La componente tempo incide sulle aree più luminose controllando così il contrasto definitivo del negativo bianconero, sia locale che totale.
Invece la chimica dello sviluppo agisce sulla grana e sulla definizione. In tal modo si può ottenere una gradazione ottimale delle componenti del grigio tenendo conto di come i diversi tempi di sviluppo agiscono sulla curva della pellicola, agendo con sviluppi forzati, “estendendo” o “contraendo” la scala dei valori di densità del negativo.
Difatti Adams definisce il proprio Sistema Zonale come la capacità di orientare l’informazione racchiusa nella fotografia bianconero secondo particolari emozioni personali e individuali (in altre parole è una tecnica che permette ai fotografi di trasporre la luce che essi vedono in specifiche densità sul negativo e sulla carta).
"Molti ritengono che le mie immagini rientrino nella categoria delle "foto realistiche", mentre di fatto quanto offrono di reale risiede solo nella precisione dell’immagine ottica; i loro valori sono invece decisamente "distaccati dalla realtà". L’osservatore può accettarlo come realistico in quanto l’effetto visivo può essere plausibile, ma se fosse possibile metterli direttamente a confronto con i soggetti reali le differenze risulterebbero sorprendenti".
(di Sabina Di Rado - del 2009-06-16) articolo visto 4834 volte
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