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Il WEB ABBATTE I COSTI?

quando la crisi può essere sostenuta dalla tecnologia. Siti più di una semplice risorsa ...

Un sempre maggior numero di applicazioni software di utilizzo corrente sono (o diventeranno) applicazioni Web, quindi di fatto applicazioni residenti ed eseguite su pc di terzi e mantenute da questi ultimi, disponibili praticamente "on the cloud", vale a dire sulla Rete vista come una gigantesca piattaforma operativa integrata: tali applicazioni saranno perciò fruibili on-demand. Si pensi, ad esempio, di applicazioni di "Office on the Cloud", che consistono nella possibilità da parte delle aziende di affidarsi ad applicazioni Web per gestire le proprie attività di business ed i propri dati, aziende che così possono fare a meno di ricorrere a software acquistati, licenziati, oppure sviluppati e utilizzati nel solo ambito aziendale.
Inoltre, un ulteriore paradigma emergente è rappresentato dal cloud computing, cioè letteralmente di "nuvole di computer" i quali, lavorando come se fossero uno solo, sono in grado di eseguire complesse applicazioni software distribuite di tutti i generi, delle applicazioni che sono capaci di sostenere dei carichi elaborativi altamente variabili, in dipendenza dell’uso contemporaneo che di esse viene fatto da parte degli utenti.
L’ESEMPION DI GOOGLE - Il motore di ricerca Google rappresenta, ad esempio, una di queste super applicazioni, ma anche quelli di Yahoo! o di Microsoft. Google, con la sua infrastruttura; Yahoo!, che sulla piattaforma Apache Hadoop ha appena lanciato la Yahoo! Search Webmap utilizzando un cloud di 10.000 CPUs; Microsoft; IBM (che ha recentemente lanciato Blue Cloud, il progetto RESERVOIR); Amazon (con i suoi già molto utilizzati servizi EC2 e AWS), Sun Microsystems (con Network.com); ed una serie di aziende più piccole - tra le quali spicca 3Tera (con il suo AppLogic) - che, con vari livelli di servizi e di soluzioni più o meno ibride offerte, comprendono FlexiScale, Enomaly, RackSpace, la nuovissima arrivata Mosso (con il suo nuovo approccio al cloud computing orientato verso il basso), RightScale, nonché diverse altre società già citate predenza. Ma ci sono anche Dell, HP, Oracle, ed EMC, la quale da poco ha comprato PI Corporation, una start-up che sviluppa software per il cloud computing, e moltissimi altri soggetti che sicuramente arriveranno.
COME SI PRESENTA, COSA OFFRE? - Lo scenario nel quale si muove l'utente è quello dove, avendo un device (non importa quale: un PC, un palmare, uno smartphone), il giusto browser ed una connessione ad Internet, egli può accedere alla nuvola giusta che gli fornisce i servizi e/o i dati che gli sono necessari. Spesso poi questi servizi saranno personalizzati dall’utente a seconda delle sue necessità. In questo modo egli può creare uno strumento ad hoc fatto di un mosaico di funzionalità derivanti dalla somma di singoli servizi web. Per ora il cloud computing offre servizi per gestire archivi foto e video, la posta elettronica, l’agenda appuntamenti, la gestione di testi e documenti vari, inclusi fogli elettronici. Oltre ovviamente a tutto ciò che è già presente solo sul web (blog, comunità virtuali, mappe geografiche e/o stradali e così via). Presto però questo sarà possibile anche per l’immagazzinamento di file del tutto generici. Occorre ricordare che il sogno di poter eliminare il famoso PC desktop è datato e da tempo ci sono diversi fautori dell’ ‘open distributed computing’ inteso come utilizzo del software non mediante applicativi residenti sul proprio PC ma utilizzabili via Internet.
PERCHE’ PASSARE AL “CLOUD COMPUTING”? - Le aziende in tutto il mondo che stanno passando al cloud computing sono in costante aumento, tra cui l’adozione del noto Google Apps, una serie di servizi offerti dalla stessa società di Google per la comunicazione e la produttività e, nello stesso frangente tali soluzioni hanno subito notevoli migliorie prestazionali, il tutto ha generato migliaia di dollari di fatturato a Google.
Ma il notevole beneficio del cloud computing va oltre ciò citato in precedenza, basti pensare a termini di risparmio economico. Infatti le aziende che usano Gmail con un costo di 8,47 dollari ad utente è di fatto la soluzione più conveniente e prestazionale sul mercato odierno rispetto a quelle che superano i 20 dollari al mese. Tuttavia è presente un piccolo problema: le suddette Google Apps vengono aggiornate senza preavviso e molto frequentemente. Per questo motivo Rajen Sheth, senior product manager Google Apps ha spiegato l’importanza di implementare strumenti nell’amministrazione che poi danno la possibilità o meno di aggiornare in un primo o in un secondo momento.
(di Simone Barbè Maccario - del 2009-07-11) articolo visto 4303 volte
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