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G8 A L'AQUILA: TRIONFI E PROMESSE

ottimi risultati dal punto di vista logistico e importanti obiettivi postisi dai grandi della Terra

Il G8 dell'Aquila è stato un successo italiano, ma è stato soprattutto il successo di Berlusconi. Prima del summit, infatti, il Premier italiano era “sotto attacco dei media” per dirla con le sue parole, a causa della vicenda delle escort. A G8 concluso invece, Berlusconi ha ricevuto il plauso della comunità internazionale e anche la stampa straniera, che più volte lo aveva duramente criticato, ha fatto dietrofont.
Uno dei risultati più eclatanti ottenuto nei tre giorni di confronti è stata la riappacificazione dell'Italia con la Libia e del confronto sereno che ha portato alla storica stretta di mano tra Barack Obama e Muhamar Gheddafi, stretta di mano che ha sancito la possibilità di un dialogo futuro tra Usa e Libia. Dal punto di vista dei risultati ottenuti dall'incontro tra i grandi, 4 sono stati i temi principalmente trattati.
GLI AIUTI - Il primo è stato quello degli aiuti ai paesi poveri. A questo proposito 40 delegazioni mondiali presenti all'Aquila hanno l'ufficializzato l'aumento di capitale per gli aiuti, da 15 a 20 miliardi di dollari, da distribuire in 3 anni. Questi aiuti sono una boccata di aria fresca per chi soffre quotidianamente di malattie in paesi sottosviluppati.
LA CRISI - Il secondo punto di discussione è stato quello inerente l'attuale crisi finanziaria che sta causando enormi perdite economiche al mercato globale. Il G8, a tal proposito, ha dato mandato a Pascal Lamy, direttore del WTO (World Trade Organization) di convocare a Settembre i ministri competenti per poter portare le relative decisioni al G20 di Pittsburgh.
IL CLIMA - Il terzo tema, inerente al clima, è stato certamente il più spinoso trattato dai grandi della terra. A questo proposito, pesante è stata l'assenza del Presidente della Repubblica Popolare Cinese (che è dovuto tornare in Cina a causa degli scontri etnici nella regione dello Xinjiang) al Summit, assenza che alcuni maliziosi hanno letto come un tentativo di evitare il confronto su un tema molto spinoso. Oltre alla Cina gli altri due Paesi fortemente interessati alla questione erano Usa e India.
Dalla ratifica del protocollo di Kyoto su questo tema molto è stato promesso e pochissimo è stato mantenuto con la conseguenza che le emissioni non cessano di causare ingenti danni sia al clima che alla salute dei cittadini del Pianeta Terra. USA e Cina, insieme, consumano quantità esorbitanti di risorse energetiche ed inquinano enormemente. A differenza di Bush che ostracizzò gli accordi di Kyoto non firmandoli, Barack Obama ha promesso, durante la sua campagna elettorale presidenziale, di invertire la tendenza del suo predecessore. Tutti quanti attendiamo di trovare conferma alle promesse. Per quel che riguarda Cina e India, invece, esse ricevono su di sè gran parte delle responsabilità di quel continente in tema di rispetto ambientale, sostenibilità ed investimenti in energie riciclabili ed alternative.
Il documento approvato nel summit, riconosce , pur differenziandole da Paese a Paese, le responsabilità sull'inquinamento e fissano come obiettivo la riduzione di “almeno il 50% delle emissioni globali entro il 2050”. Questo risultato però non varrà per tutti. I paesi ricchi dovranno abbassare di più le loro emissioni di gas . L'obiettivo che il G8 si è posto è di far accettare, nel prossimo summit di Copenaghen sul clima, questa decisione ai Paesi emergenti.
IRAN - Ultimo argomento trattato è stato la crisi in Iran a seguito delle travagliate elezioni presidenziali che hanno visto la rielezione del Presidente Mahmud Ahmadinejad, lasciando però forti dubbi di legittimità. La protesta del rivale politico del presidente iraniano, Mir-Hossein Mousavi Khameneh, ha portato a proteste di piazza con forte tensione civile e morti. Si è parlato di eventuali sanzioni contro l'Iran, pur invocando però il dialogo. Nel documento redatto il G8 invita l'Iran a rispettare “ i suoi obblighi nel contesto della convenzione internazionale sui diritti civili e politici”.
BERLUSCONI SODDISFATTO -Berlusconi si è detto orgoglioso dei risultati aggiunti. “Ho fatto un miracolo” ha detto “Questo summit mi ripaga di tante amarezze”.
Effettivamente come, già accenato ad inizio articolo, dal punto di vista organizzativo che logistico la riunione è stata impeccabile. A differenza di quel che accadde 8 anni fa a Genova, non vi sono stati scontri e la decisione, da molti contestata perchè giudicarta una mossa elettorale, di far venire a L'Aquila i grandi della terra invece che in Sardegna, si è rivelata azzecata . Il Premier ha vinto su tutto il fronte, dunque.
Ora però bisognerà valutare i risultati concreti di questi incontri. Perchè se alle parole non seguiranno i fatti non ci vorrà molto tempo per tornare a criticare l'operato di Berlusconi.
Speriamo dunque che il G8 dell'Aquila venga ricordato non solo come una bella pagina regionale e nazionale, ma soprattutto come quello di una nuova era.
Forse siamo troppo ottimisti, ma sognare non costa nulla.
(di Davide Luciani - del 2009-08-04) articolo visto 4708 volte
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