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I TEMPORALI

la loro formazione e la loro previsione

Il temporale è un fenomeno convettivo intenso accompagnato da forti raffiche di vento, precipitazioni intense anche a carattere grandinigeno e da scariche elettriche (fulmini). I temporali si possono classificare in tre tipi principali: di calore, orografici e frontali.
I temporali di calore si sviluppano quando l’atmosfera si trova in condizioni di instabilità condizionata al raggiungimento di una certa temperatura in prossimità del suolo. Sono più probabili nella stagione calda,in montagna ed al pomeriggio/ sera. Sulle Alpi sono molto frequenti nel periodo estivo, circa un giorno su due, mentre nel periodo primaverile sono più probabili sulle Prealpi in quanto sulle Alpi ancora innevate è più difficile raggiungere al suolo le temperature di innesco. I temporali orografici si innescano quando il flusso negli strati medio bassi dell’atmosfera costringe l’aria a sollevarsi per la presenza delle montagne. Se l’atmosfera è instabile al di sopra di una certa quota si potranno sviluppare i temporali orografici. I temporali frontali avvengono invece in corrispondenza del passaggio di un fronte prevalentemente di tipo freddo. Frequenti sono i temporali anche in corrispondenza dei fronti occlusi mentre più rari sono quelli in corrispondenza dei fronti caldi. I temporali frontali possono svilupparsi a qualunque ora del giorno o della notte ed anche in inverno.
NUBI TEMPORALESCHE - I cumulonembi , le nubi che portano i temporali sono straordinari con la loro base grigia e turbolenta sormontata da colonne di nubi rigonfie. I temporali sono il frutto del violento mescolamento di aria vapore acqueo, goccioline d’acqua e cristalli di ghiaccio all’interno dei cumulonembi, le nubi più grandi del pianeta. Un singolo cumulonembo può sprigionare una quantità di energia pari a quella di una bomba atomica. Oltre a produrre tuoni e lampi, i cumulonembi sono associati ad acquazzoni, nevicate e a improvvise e violente raffiche di vento.
NASCITA DI UN CUMULONEMBO - I cumulonembi si formano quando l’aria calda e umida sale, si raffredda e il vapore acqueo in essa presente condensa. Durante la condensazione si libera calore, l’aria sale di più e la nube cresce in altezza. Un cumulonembo può spingersi fino al limite della troposfera ,oltre il quale non può andare perché la temperatura tende a stabilizzarsi. I cumulonembi possono rilasciare pioggia, neve grandine per circa un’ora: poi esaurito il contenuto di acqua, si dissolvono gradualmente.
NUBI A MAMMELLA - Alla base dei cumulonembi, dalla tipica forma a incudine, si possono formare nubi a mammella per effetto delle correnti d’aria discendenti. Se si osservano le nubi di questo tipo è meglio trovare un riparo, perché preannunciano temporali, raffiche di vento, piogge torrenziali e talvolta tornado.
PERICOLO AI TROPICI - I cumulonembi sono comuni nelle aree tropicali, come nello Zaire dove l’aria è molto calda e umida. In queste nubi gigantesche le correnti d’aria ascendenti e discendenti hanno velocità di oltre 50 km/h. Le correnti più forti generano nubi alte anche 11 km, che si spingono fino alla stratosfera e risultano chiaramente visibili dallo spazio .L’estremità superiore delle nubi, modellata dai venti assume la forma di una grande incudine.
BENE ALL'ERTA - Le nubi temporalesche si possono osservare a più di 300 km di distanza, soprattutto in aree pianeggianti come l’Arizona. I piloti degli aerei evitano queste nubi che spesso risultano pericolose .Un aereo intrappolato in un cumulonembo può essere colpito da forti raffiche di vento al punto da far perdere il controllo al pilota.
FULMINI - Tutti si accorgono quando sta arrivando. Il cielo diventa scuro, gatti e cani si innervosiscono e infatti poco dopo il temporale scoppia: uno straordinario ed inquietante spettacolo di luci abbaglianti, rumori assordanti e pioggia scrosciante. Un temporale estivo può sprigionare una quantità di energia pari a quella dell’esplosione di 12000 t di dinamite. Quasi tutta l’energia si libera in forma di fulmine che riscaldano l’aria fino a una temperatura di 30000° c, cinque volte più alta di quella della superficie solare. Negli Stati Uniti ogni anno i fulmini provocano 10000 incendi e centinaia di vittime. In ogni istante nel mondo ci sono contemporaneamente circa 2000 temporali durante i quali si scaricano 100 fulmini al secondo. Ogni giorno su tutta la terra si contano 8 milioni di temporali.
TRA LE NUBI - Oltre che tra una nube e il suolo, i fulmini si sviluppano anche tra la zona carica positivamente e quella carica negativamente della stessa nube o di nubi diverse o tra nubi e aria.
COME SI FORMANO I FULMINI - Dentro un cumulonembo le forti corrente d’aria favoriscono la collisione dei cristalli di ghiaccio che si caricano di energia statica. Alla base della nube si concentrano le cariche negative mentre al suolo e alla sommità della nube si concentrano le cariche positive. Le cariche continuano ad accumularsi finchè si sviluppa una scarica elettrica prima all’interno della nube e poi tra nube e suolo.
TRASMORMATO IN ROCCIA - Quando i fulmini colpiscono il suolo lo scaldano fino a 1800 ° C in un centomillesimo di secondo. Se il fulmine penetra in un suolo sabbioso asciutto può fondere la sabbia dando origine a folgoriti, strutture vetrose a forma di nubi più o meno ramificati che indicano il movimento delle varie scariche.
FONTE DI ENERGIA - I fulmini che si sviluppano tra nube e suolo sono visibili quando la scarica dal basso incontra quella dall’alto. Nell’impatto di circa una frazione di secondo si libera un’enorme quantità di energia che riscalda l’aria e la fa espandere così in fretta da provocare un’esplosione avvertibile come tuono.
PALLE DI FUOCO - Le palle di fuoco, un fenomeno ancora inspiegato, si osserva durante i temporali, hanno dimensioni variabili tra quelli di una palla da golf e quelli di un pallone, ed emettono una luce giallastra. Queste hanno una vita di pochi secondi e fluttuano rimbalzando in tutte le direzioni non lontano dal suolo.
PREVEDIBILITÀ DEI TEMPORALI - I temporali sono quasi sempre imprevedibili per quanto riguarda l’intensità e la localizzazione. La moderna scienza meteorologica consente di prevedere l’approssimarsi di un fronte con associati temporali, ma non permette di prevedere con esattezza dove e quando si formeranno le celle temporalesche associate, stante anche la notevole complessità morfologica del territorio valdostano. Questo vale anche per i temporali di calore tipici della stagione estiva, che nel territorio montano si sviluppano spesso, in particolar modo nelle ore pomeridiane e serali. Allo stesso modo è impossibile attualmente prevedere l’intensità e la tempistica delle raffiche di vento o delle eventuali grandinate associate ai temporali.
(di Gabriella Casarino - del 2009-08-06) articolo visto 5643 volte
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