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“PENSIONATO DI STRADA”: GIUSTA LA PATENTE A TEMPO INDETERMINATO?

soluzioni al pericolo del “nonno” al volante

In Italia, si sa, nascono pochi bambini e di conseguenza si va incontro ad un innalzamento dell'età media che non solo non si è mai registrato in epoche precedenti, ma per di più è da primato se osserviamo i dati degli altri Paesi occidentali. E con l'invecchiamento della popolazione, invecchiano anche il profilo e le abitudini degli automobilisti italiani.
CRESCE IL “POPOLO DEGLI ANZIANI” - Secondo quanto raccolto recentemente dal Ministero dei Trasporti, i conducenti che hanno superato i 60 anni sono 6.840.059, ovvero il 19,2% delle totali 35.514.454 autorizzazioni alla guida. Un numero destinato comunque ad aumentare se si pensa che in soli 4 anni, dal 2004 al 2008, l'incremento delle cosiddette “patenti grigie” è stato del 3,9%.
Nei prossimi anni siamo quindi destinati a vedere sempre più persone anziane al volante. Basti pensare che nella fascia d'età compresa tra i 50 e i 59 anni ci sono 5.933.077 patentati, di cui 3.144.626 guidatori tra i 50 e i 54 anni e 2.788.451 nella fascia di età tra i 55 e i 59 anni.
C'è da dire inoltre che da una ricerca effettuata dall'Asaps (associazione amici polizia stradale) è emerso che gli uomini con la licenza di guida sono di più delle donne ma queste, pur essendo più longeve, rinunciano a guidare molto prima. In particolare i maschi che hanno superato i 60 anni e che ancora guidano sono il 67,9%, mentre le donne il 27,3%. Inoltre la percentuale dei maschi cresce gradualmente con l'aumentare della fascia d'età: si passa dal 58,6% nella fascia 60-64 anni, all'85,6% nella fascia oltre 80 anni.
CAMBIA IL RAPPORTO CITTADINO-AUTO -Ma ciò che cambia profondamente è anche e soprattutto il rapporto tra cittadini e automobile. “Usiamo meno l'auto, percorriamo meno chilometri e si consolida la domanda di auto più comode, maneggevoli e con il cambio automatico, e di una segnaletica più grande e più luminosa”, ha dichiarato il presidente dell'ACI Franco Lucchesi alla luce dell'annuale rapporto ACI-Censis.
“L'approccio alle 4 ruote degli over 65 – continua – sarà più simile a quello che si registra, oggi, tra i 45 e i 65 anni piuttosto che a quello di giovanissimi o fasce intermedie, per effetto del prolungamento della vita attiva, che renderà lo stile di vita di un 75enne simile a quello che attualmente manifesta un 65enne”. Se andiamo poi ad analizzare la mobilità in riferimento all'età, scopriamo che gli over 65 utilizzano sempre più spesso l'automobile: per gli spostamenti la scelgono l'80,4%, mentre soltanto il 35,9% della stessa fascia d'età preferisce far ricorso ai mezzi pubblici urbani ed extraurbani.
In pratica è più facile vedere un nonno al volante, piuttosto che seduto in un autobus; questo a causa di uno scarso comfort dei veicoli (39.7%), per una carenza dei collegamenti (34.6%) e orari delle corse incompatibili con le esigenze degli utenti (27.3%).
GIUSTA LA PATENTE A TEMPO INDETERMINATO? -Niente di strano se non fosse che con l'aumentare dell'età, diminuisce la capacità di concentrazione nonché la possibilità di poter contare su riflessi pronti. L'anziano alla guida diviene perciò fondamentalmente per molti un problema di sicurezza e sebbene quando “si diventa grandi” si diventa anche più rispettosi delle regole e più propensi alla prudenza, le trasgressioni e gli incidenti stradali sono ancora tanti, molti dei quali provocati proprio da un nonno alla guida distratto.
Troppi probabilmente perché la patente nel nostro Paese continui ad essere a tempo indeterminato. In Italia infatti la licenza di guida si rinnova ogni 10 anni se il titolare non ha superato i 50 anni, dopodiché ogni 5 anni; e dopo i 70 ogni 3 anni.
RIMEDI POSSIBILI? - Che fare allora? Porre un limite d'età può davvero essere una valida soluzione? E dire che loro, gli anziani, ritengono che la propria abilità al volante sia rimasta immutata nel tempo e che anzi, grazie all'esperienza acquisita negli anni, la loro capacità di guida in certi casi sia addirittura migliorata. Ma dietro queste affermazioni c'è molto spesso un errore di sopravvalutazione, rischiando così di conseguenza di essere invece un serio pericolo, in particolare per gli utenti della strada più deboli e più esposti, come ciclisti e pedoni.
Un maggiore rispetto del Codice della strada in rapporto ai giovani, è chiaro quindi, non è sufficiente. I conducenti anziani, benché arzilli e partecipanti attivi della società, non riescono comunque a gestire bene l'attuale complesso fenomeno del traffico e, per ovvi motivi di salute, non risultano più essere all'altezza della situazione. È sicuramente vero che le prestazioni psicofisiche sono migliori oggi di qualche decennio fa, ma è innegabile che le capacità fisiche diminuiscano.
Soprattutto quelle visive, e nel traffico stradale le informazioni importanti sono proprio nel 90% dei casi di questo tipo. Impedire però loro di guidare, senza differenziazione, è sicuramente una soluzione sbrigativa e per questo errata. Forse una guidabilità più agevole dell'autovettura potrebbe essere un buon punto di partenza. Se pensiamo infatti che la fascia di età dai 55 ai 64 anni è quella più facilmente propensa all'acquisto, le case automobilistiche non dovrebbero avere tanti problemi nel creare vetture più adatte alle esigenze e alle abitudini di uomini e donne che non vogliono rinunciare al volante nemmeno con l'avanzare dell'età.
Parecchi over 60 intervistati dall'ACI chiedono infatti, nell'ordine, auto più maneggevoli; più comode e dotate di cambio automatico. Utili sarebbero anche automobili dotate di segnali acustici e/o facilitatori in alcune situazioni ed emergenze di traffico, come il mantenimento della distanza di sicurezza, il rilevamento di ostacoli, ecc. Anche le infrastrutture stradali e gli accorgimenti sulla sicurezza passiva, che già svolgono un ruolo fondamentale nella prevenzione di incidenti, devono in questo caso fare la loro parte: essere cioè in grado di creare sistemi più intuitivi e facilmente comprensibili da tutti, magari attraverso una segnaletica più grande e più luminosa; guard-rail più visibili e in materiale non pericoloso in caso di collisioni; rete stradale principale implementata con sistemi e sensoristica per la sicurezza passiva; dissuasori e/o limitatori di velocità in punti di passaggio critici come scuole, servizi pubblici ed incroci.
Senza dimenticare il settore degli apparecchi di navigazione satellitare. Perché non integrarlo con applicazioni utili per gli anziani alla guida, quali per esempio la comunicazione automatica con strutture d'intervento dall'esterno in caso di necessità o, ancora, suggerimenti pratici dei percorsi alternativi durante la guida?
Negli Stati Uniti esiste addirittura un videogioco per migliorare la capacità di reazione degli automobilisti più anziani. Si tratta di un esperimento condotto dalla compagnia assicurativa americana Allstate Corporation in collaborazione alla Posit Science, azienda specializzata nella realizzazione di software per tenere allenata la mente. Nella fattispecie si tratta di esercizi di vario tipo, alcuni aiutano a migliorare la velocità di elaborare le informazioni visive, altri mettono alla prova la precisione visiva.
Rimanendo invece in Italia, precisamente a Lecco, è stato organizzato qualche tempo fa un corso organizzato dall'ACI locale e dedicato esclusivamente agli automobilisti che avevano superato i 65 anni di età, con l'obiettivo primario di offrire loro una maggiore informazione sulla guida sicura anche in condizioni non proprio favorevoli come neve e strade coperte di ghiaccio. Al termine degli incontri non è previsto nessun esame ma solo raccomandazioni e suggerimenti riguardo ad esempio le novità del Codice stradale, i comportamenti da tenere alla guida, i problemi relativi al rinnovo della patente e gli aspetti sanitari legati all’effetto dell’uso di farmaci e alcol.
Infine non bisogna nemmeno escludere la possibilità di rinunciare spontaneamente alla patente, valutando in modo critico e responsabile la propria capacità e abilità alla guida e non sottovalutare problemi o difficoltà, senza escludere una visita medica e oculistica almeno una volta l'anno. E se i mezzi pubblici non rappresentano ancora una valida alternativa, cerchiamo di pensare che la rinuncia totale all'automobile giova senz'altro all'ambiente e al portafoglio, tagliando i costi di manutenzione, esercizio e assicurazione.
(di Matilde Geraci - del 2009-09-28) articolo visto 1771 volte
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