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L'ALCOOL AL VOLANTE UCCIDE

sotto i 21 anni tolleranza zero

I cinque membri dello staff della Società italiana di Alcologia mi sembravano molto soddisfatti. Quando sono usciti dall’audizione della Commissione Lavori pubblici del Senato.
E se il nutrito calendario delle audizioni comincia proprio da loro una ragione ci sarà. E' che quando si parla di sicurezza stradale la prima cosa che viene in mente è l'alcol (i limiti consentiti, i controlli da effettuare).
E qui è la sede nella quale si discute del disegno di legge che probabilmente renderà più moderno il Codice della Strada.
Si diceva dei cinque professori.. Siccome erano soddisfatti, è logico ritenere che le loro istanze abbiano trovato accoglienza, come si dice. Hanno insistito sulla tolleranza zero.
Non esistono livelli ritenuti ragionevoli o sicuri di alcolemia alla guida. L'adozione di un livello zero per tutti i minori di 21 anni è da considerarsi indispensabile.
Anche un livello di alcolemia compreso tra 0,2 e 0,5 grammi triplica il rischio di incidente fatale rispetto al livello di alcolemia zero».
Per cui ne discende che «con il livello attuale di alcolemia di 0,5 il legislatore accetta che il conducente possa essere esposto a un rischio da 2 a 3 volte maggiore rispetto al livello ze¬ro».
L'alcol alla guida è la prima causa di morte dei giovani di età compresa tra i 16 e i 25 anni, è il "killer number one", come lo chiama l'Oms; dunque contro l'alcol-killer si invocano le misure più radicali.
Gli esperti rigettano perciò le accuse di proibizionismo: «In nessuna Nazione europea, dicono, si parla di proibizionismo ma di una legittima esigenza di adozione di politiche di controllo».
Per cui la prima proposta che gli "Alcologi" hanno avanzato ai sena¬tori riguarda «l'aumento degli etilometri sulle strade. Le pattuglie della Polizia stradale non bastano? Niente paura, facciamo gestire gli etilometri dai Comuni».
La seconda proposta è di stabilire il divieto di vendita di tutte le bevande alcoliche sulle autostrade per 24 ore al giorno, modificando l'attuale decreto legge che prevede il divieto di vendita solo dei superalcolici tra le 20 e le 6 del mattino.
La terza proposta riguarda le pene: «Sostituire la pena detentiva e pecuniaria con quella del lavoro di pubblica utilità», recita l'emendamento. Cioè spedire gli automobilisti sorpresi alla guida in stato d'ebbrezza (soprattutto i giovani), a seconda della gravità del danno procurato, a lavorare nelle Associazioni di volontariato come gli "Alcolisti anonimi", le pubbliche assistenze eccetera.
Le richieste, come si vede, sono importanti. E la Commissione del Senato pare orientata a confermare la tolleranza-zero contro l'alcol. Il punto è ora di vedere come la prenderà la controparte, gli esercenti, i proprietari delle discoteche, i pro¬prietari dei ristoranti.
Il loro presidente è convinto che«troppi divieti non risolvono nulla. Guardate che cosa è successo con il divieto di non somministrare bevande alcoliche dopo le 2 di notte: si è alimentato un business parallelo di venditori ambulanti, spesso abusivi, di scorte di ogni tipo accatastate dentro i portabagagli delle auto.
I ragazzi, se vogliono ubriacarsi, si ubriacano lo stesso: vanno in una casa privata o in un raveparty e si ubriacano». Ed ancora il Presidente difende a spada tratta gli interessi della categoria: «Tutti questi divieti - afferma - stanno facendo danni rilevanti al settore. I limiti del tasso alcolemico vanno stabiliti con cognizione e vanno valutati da persona a persona. I provvedimenti all'esame del Senato rischiano di abbassare il livello dell'offerta del vino nei ristoranti, che è piacere puro: che fine farà, di questo passo, la cultura tutta italiana della buona tavola?».
Ecco trovato dunque il paladino dell'alcol. La frase che ripeterà come uno slogan davanti ai senatori è la seguente: «L'alcol in generale e il vino in particolare stanno pagando conti non loro».
E il direttore generale della Fipe, lo spalleggerà: «Vorrei ricordare - dice - che insieme a Ungheria e Slovacchia l'Italia è l'unico Paese che prevede un tasso alcolico pari allo zero. Dobbiamo evitare il paradosso di punire chi mangia un babà o una pastarella e rischia di superare lo zero assoluto del tasso alcolemico».
Tra i due schieramenti si annuncia una battaglia senza esclusione di colpi.
Nell’attesa qualche dato:
sono state 400mila le persone individuate alla guida in stato di ebbrezza nell’anno 2008
le vittime in incidenti stradali sono stati 6mila, metà dei quali correlati all’alcool
0,5m/l il tasso alcol emico da non superare.
(di Dott. Domenico Carola - Dirigente P. M. - Isernia - del 2009-10-12) articolo visto 1798 volte
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