L'Opinionista Giornale Online - Notizie del giorno in tempo reale
Aggiornato a:
 

“PROSTITUIRSI” IN CAMBIO DI UNA LAUREA

un metodo che fa guadagnare bene senza togliere molto tempo allo studio

CARO STUDIO QUANTO MI COSTI! - E sì ultimamente le spese per studiare sono aumentate mentre le borse di studio no. È questo uno dei motivi principali per cui ormai i ragazzi universitari hanno escogitato una vera e propria forma di sostentamento diversa da quella che veniva adottata anni fa dai loro coetanei. Pare che per mantenersi agli studi non si passa più le serate a fare camerieri, baby setter e ripetizioni ma davanti ad un pc per vendere il proprio corpo!
Forma di guadagno già esercitata dagli studenti inglesi e francesi e ora anche gli italiani per laurearsi ricorrono alla prostituzione come nuovo modo per rendersi indipendenti dalle famiglie. I clienti vengono reclutati per la maggior parte attraverso annunci pubblicati su siti appropriati pattuendo in anticipo le ‘rose’ (questo il modo per indicare in gergo il prezzo, forse per non offendere la sensibilità altrui) che variano molto dalla tipologia di servizio.
LE TESTIMONIANZE - Alcuni “porno-studenti” si sono anche resi disponibili a raccontare le loro esperienze e la maggior parte ha affermato di guadagnarsi i soldi in questo modo non solo perché si racimola molto denaro ma cosi agiscono senza dare troppo nell'occhio, rimanendo nell’anonimato e poi non perdono molto tempo. Infatti di giorno riescono tranquillamente a seguire le lezioni e studiare e di sera si connettono accordando incontri oppure esibendosi tramite la web cam. Le prestazioni variano a seconda dei casi e delle proprie necessità di denaro: ci si può solo spogliare oppure andare oltre toccandosi o addirittura simulare un rapporto sessuale con l’interlocutore spiandosi entrambi attraverso le fotocamere dei propri pc.
I compensi vengono corrisposti attraverso ricariche del credito su postepay oppure ricariche telefoniche: sistema meno imbarazzante e alquanto discreto piuttosto che ricevere soldi direttamente in mano o lasciati sul letto di uno squallido motel; gesti che forse peserebbero maggiormente sulla propria coscienza in quanto rimarcherebbero la propria svendita. E anche chi cerca questi tipi di prestazioni si sente più sicuro che non venga visto da conoscenti o intercettato dalle forze dell’ordine che sorvegliano le strade del sesso a pagamento. Poi ci sono i più coraggiosi che accordano degli appuntamenti dal vivo, alcuni anche per ottenere un posto in cui dormire e non pagare affitti per case sempre più costose.
LE TIPOLOGIE - Quindi i “porno-studenti” non sono tutti uguali: ci sono gli etero, i gay e i camboy o girlboy, ossia quelli che si spogliano in cam attraverso i vari strumenti messaggeria istantanea e visiva. Ma il mercato offre anche i gigolò e gli escort che si accompagnano a persone più adulte per intrattenerle o farle compagnia in feste o cene incassando in media 150 euro a serata e anche mille per un fine settimana. Non ci sono paragoni con i guadagni che si otterrebbero con i classici lavoretti part-time da studenti. C’è chi si giustifica dicendo che ci sono ragazzi che si drogano, altri che bevono e loro si vendono, altri universitari sono, invece, più vergognosi e sofferenti a palarne perché lo fanno malvolentieri.
I SONDAGGI - Da recenti sondaggi condotti da Matteo Scarlino sul sito Studenti.it si è arrivati alla conclusione che gli omosessuali vengono contattati maggiormente rispetto ai loro colleghi eterosessuali anche se pagati meno. Inoltre tra gli inserzionisti la maggior parte sono studenti del sud-Italia fuori sede. Quindi il fenomeno sarebbe un ulteriore aspetto della dolente ‘questione meridionale’. Le famiglie di appartenenza di questi ragazzi vivono in gravi difficoltà economiche e non riescono sempre ad avere i mezzi necessari per mantenere i figli nelle università del centro-nord. I figli, dal canto loro, cercano di diminuire le spese familiari perché purtroppo conoscono bene le difficoltà di arrivare a fine mese con un solo stipendio e il più delle volte anche precario.
Quindi le motivazioni che spingono i laureandi verso queste pratiche sono molteplici, sicuramente tra di loro non ci saranno solo chi si sente obbligato a farlo per vivere decentemente ma alcuni lo faranno liberamente per togliersi qualche sfizio che non potrebbero con la paghetta dei genitori. Non dobbiamo sottovalutare che siamo in un’ epoca dove l’apparenza conta molto e quindi un capo firmato come un telefonino di ultima generazione fa gola ai ragazzini che ci tengono a seguire le mode del momento anche tra i banchi.
Come continua ad esserci, nonostante la diffusione del fenomeno, una buona percentuale di universitari che preferiscono arrivare alla corona d’alloro con i tradizionali lavori saltuari.
INTERVENTO POLITICO - L’11 novembre 2008 sul sito il Politico.it viene riportato un intervento del deputato del Partito Democratico, Franco Laratta “Sto preparando una proposta al Ministro della Pubblica istruzione a favore degli studenti universitari fuori sede. Molti gli interventi che suggerirò al Governo: ad esempio la riduzione delle tasse universitarie (oggi piuttosto sostenute), l’aumento del numero delle borse di studio, l’incremento dei contributi straordinari per i meno abbienti e i più meritevoli, più buoni pasto, aumento consistente degli alloggi per gli studenti fuorisede. E ancora: agevolazioni nei trasporti, convenzioni con associazioni per svolgere gratuitamente attività ricreative, culturali ecc. Come pure: incentivi a quelle aziende che assumono studenti in regime di part-time , purché con regolari contratti e a cifre dignitose. Occorre, quindi, investire nell’istruzione per scongiurare i fenomeni di cui sopra e garantire al Paese un futuro”.
Un’altra iniziativa è stata progettata in Lombardia, essendo risultata la regione in cui la prostituzione giovanile è più diffusa, l’assessore alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna ha ideato un libretto sulla baby-prostituzione che verrà diffuso dal 14 ottobre in edicola e nelle farmacie con l’obiettivo di informare le famiglie della città lombarda sul fenomeno.
Allarmato per il numero crescente di ragazzini che vendono il loro corpo in compenso di denaro e oggetti tecnologici, mettendo a rischio anche la propria salute con rapporti non sicuri, l’assessore spiega che è stato necessario mettere assieme informazioni sulla microprostituzione, sulle foto hard e pratiche sessuali via web e farne un fascicolo da diffondere:
"Il libretto e' diventato sempre piu' corposo: sono 44 pagine che saranno stampate in 200 mila copie entro l'8 ottobre. Il progetto verra' poi presentato alla stampa il 13 e la distribuzione scattera' a partire dal 14 ottobre, non solo nelle edicole in abbinamento ad alcuni giornali ('Oggi' e 'Vivimilano'), ma anche nelle farmacie della città.(..) Il mio obiettivo e' quello di arrivare al maggior numero di famiglie possibile e credo che i canali scelti finora me lo permetteranno. Se poi la Giunta o un altro assessore ritengono di voler contribuire all'ampliamento del progetto, ne saro' felice".
Inoltre ognuno di noi potrebbe riflettere ciò e chiedersi dove è finito il diritto allo studio e soprattutto se è davvero necessario fare tutto ciò per una qualifica scolastica…ad ognuno la sua riflessione!
(di Anna Rita Ferri - del 2009-10-14) articolo visto 5177 volte
SFOGLIA ARCHIVIO NOTIZIE
sponsor



Fotogallery