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NON LASCIAMOCI INFLUENZA....RE

Evitando l’eccessivo allarmismo, alla scoperta dei virus che causano l’influenza: l’evoluzione, la prevenzione

Come ogni anno, all’inizio della stagione autunnale, l’influenza è un argomento che monopolizza l’attenzione per alcuni mesi della stagione fredda, le pagine di quotidiani, tg, oltre che l’opinione pubblica.
L’attenzione a questo argomento è sempre molto elevata, ma quest’anno lo è in particolar modo, dato che, oltre alla "normale" influenza stagionale, si parla con particolare interesse della "nuova" influenza.....dovuta al virus A/H1N1.
Questa attenzione alla "nuova" influenza, sembra esagerata e soprattutto poco utile tanto che molti ritengono sia un tentativo di creare allarme attorno ad una patologia di scarso rilievo.
Dico questo perché ogni anno, solo in Italia, muoiono circa 4000 persone a causa delle complicanze causate dall' influenza stagionale (ma mai se ne è parlato). Quest’anno la concomitanza delle due influenze ha creato ancora maggior allarmismo, soprattutto a seguito delle morti che si sono verificate (di numero molto inferiore rispetto a quelle causate dall’influenza stagionale), ed attribuite a questo nuovo virus.
I VIRUS CHE CAUSANO L’INFLUENZA - Ma quali sono questi virus che causano le influenze? Sono virus appartenenti alla famiglia Orthomixoviradae: l’influenza virus A,B e C.
I tipi A e C infettano diverse specie, mentre il tipo B infetta quasi esclusivamente l’uomo. Quello che a noi interessa è il virus di tipo A: è il più virulento e può causare diverse gravi malattie o complicazioni,qualora la persona sia già affetta da altre patologie di un certo rilievo.
A seconda delle glicoproteine di superficie, il virus a sua volta si suddivide in 15 sottotipi, a seconda della sua emoagglutinina (da H1 a H15) e 9 sottotipi a seconda della neuraminidasi (da N1 a N9). La emoagglutinina facilita il distacco del virus dalle cellule, mentre la neuraminidasi facilita l attacco del virus alle cellule. Queste proteine inoltre costituiscono le porte di attacco dei vaccini.
Si hanno 144 possibili combinazioni di queste proteine, ma ne sono state identificate solamente 3 (H1N1-H2N2-H3N2) come causa di trasmissione tra gli uomini, mentre vi sono altre combinazioni proprie di altri animali, ma che "per errore" possono infettare l’uomo. Con questo, i virus influenzali hanno difficoltà non nel loro riassortimento, ma nell’adattamento da una specie animale all’altra. Ma una volta che il nuovo virus si è insediato nell’uomo, è lo stesso organismo dell’uomo che si vuole difendere sviluppando una potente immunità contro quelle glicoproteine che caratterizzano il virus.
Ma il virus, di rimando, attua due contromosse, cioè il "DRIFT" virale (mutazione del genoma virale) e lo "SHIFT" virale grazie al quale il virus si riassortisce con nuove Emoagglutinine e e Neuraminidasi.
IL LONTANO 1918 … - Facendo un salto indietro nella storia, ricordiamo l’epidemia influenzale Spagnola, del 1918, che fu proprio causata da un virus di tipo A/H1N1, il quale di fatto può essere considerato il progenitore di una lunga serie di virus pandemici che si sono avvicendati in questi 90 anni. Infatti in quell’anno nacque un nuovo virus, modificato perché avente 8 nuovi geni dell’influenza, geni derivati sia dal virus degli uccelli sia da virus suini.
Da allora questo virus di tipo A ha continuato per la sua strada, cioè ad evolversi e modificare la sua sequenza genica, fino ad arrivare all’attuale virus, che sta facendo tanto parlare di sè. I virus influenzali A hanno come habitat naturale l’intestino di molte specie di uccelli, dove vivono tranquillamente e si rimescolano continuamente, a causa dell’instabilità degli 8 geni, instabilità che conferisce ai virus aviari di rimanere stabilmente adattati all’intestino di centinaia di specie di uccelli.
Cioè con le mutazioni genetiche, i virus sono sempre un passo avanti all’uomo, poiché nel momento in cui l’uomo trova la cura, o il farmaco adatto per quel particolare e specifico virus, ecco che lui (il virus) si è già trasformato in un altro virus e per il quale quella nuova cura non è adatta.
Ma ci sono comunque farmaci grazie ai quali è possibile curare entrambi i tipi di influenza che quest’anno la fanno da padrone. L’importante è rivolgersi al medico di base, se ci sono sintomi conclamati di contagio, e soprattutto se la persona è affetta da altre patologie; altrimenti al farmacista che svolge un ruolo più ampio, dal momento che è il primo punto di riferimento per consigli a livello farmaceutico, tipo l’assunzione di farmaci di automedicazione: quali sono i più adatti da assumere per combattere i primi sintomi influenzali, come acido acetilsalicilico, ibuprofene o il classico paracetamolo, con proprietà antiinfiammatorie, analgesiche e antipiretiche, ma meglio se associati a vitamina C.
In caso di tosse, sono disponibili sedativi della tosse, se si tratta di tosse secca e stizzosa (a base di destrometorfano, dropropizina), o fluidificanti, in caso di tosse grassa (a base di carbocisteina, ambroxolo). Infine gli antistaminici, ormai associati in larga parte al paracetamolo o ibuprofene (quali clorfenamina, feniramina),in caso di raffreddore, quindi con starnuti, gocciolamento nasale, congiuntivite.
Molte persone, seguono il detto....meglio prevenire che curare. Da molti anni, in farmacia è in vendita il vaccino antiinfluenzale stagionale, che fino allo scorso anno, era poco considerato e ancor più poco acquistato, nonostante sia sicuro come prodotto, perché quell’influenza non era considerata pericolosa (quando invece lo era e lo è tutt’ora). Quest’anno con l’arrivo della nuova influenza c’è stata la corsa al vaccino, dovuto all’allarmismo che si è creato intorno a questo argomento. Per non parlare del "nuovo" vaccino: chi dice di farlo, chi dice di non farlo, perché ancora non sicuro.
Una cosa è certa: gli stessi medici di base non si sono vaccinati per questa nuova influenza … forse questo ci aiuta a riflettere!
MIGLIORIAMO LE NOSTRE DIFESE IMMUNITARIE - Invece negli ultimi anni si stanno facendo sempre più spazio negli scaffali delle farmacie, prodotti o di natura sintetica (cioè ottenuti in laboratorio) o proprio naturali, che hanno la proprietà di aumentare le difese immunitarie nell’organismo umano e quindi lo preparano e rendono più resistente agli attacchi dei virus . Il prodotto più conosciuto è la classica Vitamina C, che ormai si trova anche in associazione ai principi attivi ad azione antiinfiammatoria (Aspirina C), oltre che come prodotto da assumere sottoforma di compresse masticabili o effervescenti, oppure prodotti fitoterapici, a base di Echinacea, Rosa canina, Acerola, ricchissimi in Vitamina C naturale, che possono essere assunti singolarmente o in associazione (rosa canina con echinacea ad es), a periodi alterni, interrompendo di tanto in tanto la cura.
Comunque una cosa è certa: non sottovalutare i primi sintomi influenzali, come il mal di gola, tosse, mal di testa, e anche stati da raffreddamento. Rivolgersi sempre a persone di fiducia ed esperte in materia che possono darvi consigli su come intervenire contro questi stati di malessere generale. E soprattutto non lasciarsi influenzare dai media, che nella maggior parte dei casi enfatizzano su cose di scarsa rilevanza, tanto per avere lo scoop della giornata.
L’influenza è sempre esistita, e continuerà ad esserci, in diverse forme evolutive, più o meno pericolose, dato che chi la provoca, cioè i virus, sono sempre in continua evoluzione, e l’uomo non riesce a stare al passo con loro.
(di Delia Paraskevopoulos - del 2009-12-02) articolo visto 1682 volte
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