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ONORIFICENZE, INSEGNE ED USO DELLE DECORAZIONI

PREMESSA - gli Ordini Cavallereschi, come già anticipato ed ampiamente descritto nei precedenti numeri di questa Rubrica, proprio per loro natura sono titolati (se riconosciuti dall’ordinamento e contesto in cui vengono assorbiti) a rilasciare titoli onorifici e quindi riconoscimenti che in sostanza sono sistemi premiali destinati a premiare soggetti (persone fisiche e giuridiche) che si sono distinti per attività svolte in favore degli Ordini di appartenenza stessi.
NON SOLO ORDINI CAVALLERESCHI - è di indiscutibile valenza, però riconoscere che non solo gli Ordini Cavallereschi, possono attribuire ricompense ed onorificenze che essi siano di Merito, Nazionali e non Nazionali, Statuali, o ancora Dinastici, Magistrali ed Equestri. Infatti, nel panorama onorifico, esistono numerosissimi Enti, Associazioni, Organi ed Amministrazioni di Stato, rientranti nel contesto del Diritto Pubblico, ma anche fondazioni ed organizzazioni che hanno la titolarità ad emettere svariati riconoscimenti.
CLASSI D’APPARTENENZA E RANGHI - Sui generis possiamo affermare che il sistema premiale ruota intorno a due grandi categorie, la classe civile e quella militare. In ognuna di esse sono svariate le classi che a loro volta si possono identificare, che in linea di massima non sarà mai superiore al numero di 5 per categoria. Una sottocategoria si può identificare nei contesti degli Ordini Cavallereschi, per quanto attiene il rango maschile e quello femminile, la forgia e determinate dimensioni di insegne che si differenziano nel tipo di decorazione.
Al di là della mera differenziazione le due macrocategorie, indistintamente, devono rispettare, come anticipato in precedenza, da un lato un iter procedurale amministrativo ai fini delle autorizzazioni per il formale riconoscimento, dall’altro l’ordinamento e regolamento che prescrive l’uso e l’indosso delle onorificenze. Gli insigniti, interessati, sono tenuti al rispetto della formalità, regolata da protocolli applicativi ed attuativi sul modo di fregiarsi. Quest’ultimo mezzo identificativo ed indispensabile tra i consociati, interni ed esterni al “mondo onorifico”.
FORME, DIMENSIONI E FORMALITA’ - Decorazioni, insegne appunto, ed onorificenze (seppure autorizzate dal prescritto organo competente per materia), dovranno essere categoricamente corrispondenti nelle forme, nelle dimensioni, nei materiali, come idoneamente identificato e disposto dagli emittenti le onorificenze. La regolamentazione viene formalmente emessa, nel caso in specie per lo Stato Italiano dall’Ufficio Cerimoniale dello Stato, che resta la massima autorità accreditata nel settore. Ne consegue inoltre che oltre al predetto, l’Istituto viene sistematicamente regolato alla base dalla fonte del SDM-G-l0 edizione 2002 “Regolamento e disciplina delle Uniformi” (non ancora aggiornata) dello Stato Maggiore della Difesa, a cui tutti gli organi che indossano le uniformi (Polizia di Stato – Arma dei Carabinieri – Guardia di Finanza – Polizia Penitenziaria Polizia Locale etc) sebbene abbiano un proprio regolamento interno, per principio di sussidiarietà devono, se non in esso contemplato, attenersi alle prescrizioni dell’anzi detto SDM-G-10. Difficoltà di interpretazione e continue modifiche con circolari di vari Ministeri, ma anche sentenze, portano anche a creare non poca confusione tra gli insigniti e gli “addetti ai lavori”.
Non di rado ancora, si ha modo di vedere che taluno indossi decorazioni ed insegne onorifiche di sedicenti Ordini ovvero organizzazioni che certo non rientrano in nessun protocollo di riconoscimento e di merito. Titoli rilasciati all’interessato con tanto di “attestato” – “Diploma” e “Medaglia”. Illusioni queste che per l’ipotetico insignito, diventano un vero e proprio incubo, quando l’organo competente nega autorizzazione perché non rientrante nell’elenco ufficiale o perché onorificenza fasulla. Non appare superfluo sottolineare inoltre, che esistano anche casi ove, sebbene vi siano tutti i riscontri oggettivi e presupposti inerenti all’uso delle decorazioni, le prescrizioni specifiche al loro utilizzo, vengono sistematicamente disattese, in quanto taluno indossa i riconoscimenti anche in situazioni e modi completamente contrari al regolamento attuativo. Non in ultimo e facile trovare soggetti (di ogni estrazione sociale e rango) che si fregia anche di sistemi premiali ed insegne non riconosciute con una palese messa in opera di esibizionismo che in svariate circostanze pone in difficoltà chi realmente è titolato e rispetta le regole nel suo complesso normativo.
CONSIDERAZIONI FINALI - Ritengo, e questa resta una mia considerazione personale, che tali condizioni certo non contribuiscono a dare il giusto valore al sistema premiale ma bensì svalorizza la sua essenza, non solo dal punto di vista prettamente estetico ma anche formale e nei confronti di chi osserva e disegna il soggetto come un collezionista di “patacche”.
NEL PROSSIMO NUMERO - inizieremo a parlare dei vari tipi di diplomi ed attestati e delle loro caratteristiche. Delle medaglie, croci, placche, nastrini e rosette ma anche dell’ordine d’importanza e precedenza nell’indosso delle decorazioni ed onorificenze nelle svariate circostanze.
(di Rino Berardi - del 2010-02-28) articolo visto 6309 volte
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