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IL CLIMA: CAMBIA DAVVERO?

Spostandosi dal Polo Nord all’ Equatore si può osservare che il tempo ha caratteristiche diverse nelle varie parti del mondo

Ai poli il Sole è sempre basso (eccetto che in inverno quando non sorge mai) perciò fa freddo e il cielo è limpido. Spostandosi a Sud il Sole è più alto sull’orizzonte e fa sempre più caldo. All’Equatore il Sole si trova a mezzogiorno nel punto più alto perciò fa caldissimo ed è umido: l’aria calda infatti assorbe molta dell’acqua che evapora dagli oceani e si hanno piogge frequenti. I caratteri del tempo cambiano durante l’anno: le aree vicino ai poli hanno una stagione calda e una fredda, nelle zone equatoriali fa caldo tutto l’anno ma si possono avere una stagione umida e una asciutta.
Il clima è l’insieme delle condizioni meteorologiche che caratterizzano una data regione nel corso dell’anno. I climi più freddi sono quelli polari, i più caldi quelli desertici, i più umidi quelli equatoriali; nei tropici è caldo e umido tutto l’anno e fioriscono lussureggianti foreste. Europa e America Settentrionale hanno climi temperati con stagioni calde e fredde distinte. Il clima di un paese dipende dalla distanza dall’Equatore ma anche dalla vicinanza a mare; l’Asia centrale, ad esempio ha un clima molto asciutto perché è assai distante dal mare.
L’INFLUENZA DEGLI OCEANI - Gli Oceani influenzano notevolmente il tempo: l’acqua assorbe il calore del Sole vicino all’Equatore e lo trasporta verso i poli tramite le correnti oceaniche mosse dai venti. La corrente del Golfo, ad esempio trasporta calore dai Caraibi verso l’Europa occidentale e rende miti gli inverni in Gran Bretagna.
L’aria calda e umida associata alla corrente del Golfo incrementa le precipitazioni proprie delle perturbate estati inglesi. In tutta gli oceani esistono giganteschi circuiti di correnti nei quali spesso l’acqua fredda lambisce le coste occidentali dei continenti e quella calda le coste orientali.
LE STAGIONI - L’asse terrestre non è perpendicolare rispetto al pieno dell’orbita che il nostro pianeta percorre intorno al Sole: la Terra infatti rivolge verso il Sole prima un emisfero e poi l’altro determinando l’alternarsi delle stagioni. In giugno l’emisfero settentrionale è più illuminato e in Europa, Asia e America settentrionale è estate. In dicembre è estate nell’emisfero meridionale. L’equatore riceve sempre la stessa quantità di energia solare e non ha stagioni.
CALDO ARIDO -Quando il cielo è limpido e il sole risplende sembra assurdo restare chiusi in casa. Il caldo è per molti qualcosa di piacevole; tuttavia, se si presenta all’improvviso o se si mantiene troppo a lungo, l’alta temperatura può avere effetti disastrosi.
Una sola ondata di calore è capace di distruggere i campi, svuotare le riserve d’acqua, deformare le strade e favorire gli incendi. Il caldo può anche uccidere. Il nostro corpo si difende sudando, cioè rinfrescando la pelle con l’evaporazione dei liquidi, ma se il caldo è eccessivo sudare non basta e si possono avere colpi di calore che hanno come conseguenza vertigini, collassi e talvolta portano al coma e alla morte.
Se le condizioni di caldo perdurano a lungo e le piogge scarseggiano si possono avere siccità e carestie per mesi e talvolta per anni. Inizialmente mutano infatti le piante coltivate e quelle selvatiche, poi gli animali incominciano a patire la fame.
INQUINAMENTO - Nel dicembre 1952 un miscuglio di nebbia, fumi e polveri prodotte da migliaia di stufe a carbone e di treni ha invaso Londra. La preoccupazione dei governi ha portato a leggi che limitano l’inquinamento nelle città,tuttavia gli scarichi di auto e industrie continuano anche oggi ad avvelenare l’atmosfera e l’intero pianeta.
Le foreste di conifere vengono danneggiate dalle piogge acide. E’ stato scoperto che sopra l’Antartide tutti gli anni in ottobre si forma un buco nello strato di ozono per la reazione chimica tra lo stesso e i clorofluorocarburi contenuti negli spray, etc. Nel 1990 durante la Guerra del golfo sono stati bombardati e incendiati i depositi di petrolio .
Il fumo prodotto dagli incendi ha formato tutt’intorno alla Terra una cortina visibile che si è disciolta ma non sembra aver avuto conseguenza dannose. A città del Messico lo smog fotochimico è arrivato ormai a livelli altissimi; questo tipo di inquinamento si forma nelle giornate più calde quando i gas di scarico delle auto reagiscono con il calore del sole dando origine a sostanze che riducono la visibilità e ostacolano la respirazione. A città del Messico la situazione è assai grave perché la città è circondata da montagne che impediscono la dispersione degli inquinanti.
RISCALDAMENTO GLOBALE - Nel 2025 ci saranno più di 2 miliardi di auto sulle strade con un forte aumento di diossido di carbonio e di altri gas di scarico. Sembra che la maggior concentrazione di diossido di carbonio nell’atmosfera intrappoli il calore determinando l’innalzamento della temperatura globale.
Il clima non diventerebbe soltanto più caldo ma aumenterebbero alluvioni e tempeste in alcune zone e la siccità in altre. Forse si modificherebbero le correnti oceaniche . Se ad esempio, venisse deviata la corrente del golfo il clima nell’Europa nord occidentale diventerebbe molto più freddo. Non dobbiamo però dimenticare che la caratteristica del clima tropicale è il regime monsonico, e questi venti umidi a noi sono del tutti estranei.
C’è un altro fattore che potrebbe indurci a paragonare la recente situazione meteorologica Italiana a quella dei Paesi Tropicali: è il surriscaldamento superficiale del Mar Mediterraneo. A questo dato è strettamente collegato l’aumento delle piogge in autunno. Perché le correnti di aria fredda arrivano sopra un mare ancora molto caldo e questo fa si che più acqua evapori e si trasformi in nuova pioggia.
.Anche l’arretramento di ghiacciai sulle Alpi è un altro elemento visibile e tangibile del trend climatico al quale stiamo assistendo; mentre quest’ultimo fenomeno è indicatore di una tendenza locale, l’incremento della temperatura della superficie del mare è un trend regionale, dove per regione si intende tutta l’area euro africana.
Secondo le previsioni ci sono aree del pianeta che tenderanno a tropicalizzarsi e altre che diventeranno sempre più aride, ma non è facile stabilire la linea di confine. Si è ancora in una fase d’incertezza climatica. Ci vorrà qualche anno perché il quadro del mutamento si delinei con più chiarezza e il riscaldamento si manifesti in maniera netta. Purtroppo non ci possiamo aspettare niente di buono perché ci siamo ostinati a rinviare i correttivi che gli scienziati avevano suggerito da tempo e che ruotano tutti attorno al drastico taglio delle emissioni di gas serra.
Vi sono nuove prove che il riscaldamento causato dall'uomo sta procedendo in modo molto veloce, dato che le emissioni di CO2 sono in forte aumento, mentre la capacità della Terra di assorbire i gas serra sta diminuendo. Si parla di un incremento di 6°C a fine secolo (rispetto ai livelli pre-industriali) per cui è arrivato il momento di spingere con decisione sui cambiamenti: alcune conseguenze del riscaldamento sono ormai inevitabili, ma altri danni possono essere evitati, anche costruendo città in modo più intelligente, con case bio-climatiche. In questi giorni la Conferenza di Copenaghen (7/18Dicembre 2009),sta suscitando molto interesse nella speranza che da questo summit vengano fuori risultati tangibili e che i potenti della terra prendano decisioni a favore dell'ambiente e dell'umanità.
(di Gabriella Casarino - del 2009-12-12) articolo visto 6389 volte
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