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UNA STELLA BRILLA PER TUTTI

nella notte di Natale una speranza da vivere a cuore aperto

Santo Natale e felici festività a tutti! La stella che illumina il mondo anche questa sera è per noi, un dono unico e speciale per chi sa coglierla.
Fredda o calda notte buia della vigilia non importa, l'attesa si legge con il cuore...
Quale migliore augurio dunque se non quello di poter ricevere quella gioia che non passa per i beni materiali come da anni il mondo vuole farci credere. Tante cose hanno un prezzo ma ci sono cose che non possono essere identificate ma che sono capaci di farci prendere il volo.
Come accorgercene? Ci fanno brillare gli occhi, ci riempiono il cuore. Quante volte ci siamo visti allo specchio, come appare il nostro sguardo? E' passata la stella? Restiamo in attesa ma fiduciosi perchè grazie a quella che illumineremo il buio che ci è attorno così da poter vedere meglio il sentiero per tutti.
Come non gioire con tutti voi che ci avete regalato un sogno da vivere e gustare quotidiamente? Grazie a tutti dai nostri amici lettori ai collaboratori che a vario titolo hanno regalato con professionalità e dedizione questo progetto. Le festività ci aiuteranno a riflettere su noi stessi per poter meglio approcciarci al prossimo. Se fosse sempre nostro il primo passo...
La luce del Natale passa sperando di non essere troppo affaccendati per farsela sfuggire. Come una notte di mezza estate (viste le temperature estive degli ultimi giorni in regione) siamo pronti a guardare in alto aspettando un nuovo giorno ed un nuovo anno per stringerci in un forte abbraccio...
Vi lascio con un passo della scrittrice Patrizia Tocci, un dono che la professoressa ha fatto al giornale e che io faccio a tutti voi per condividere insieme pensieri ed emozioni... ancora grazie di cuore a tutti e che la stella che brilla nella notte di Natale possa aprirci il sorriso...
NEL FOLTO DEL BIANCO
La neve non è bianca. In montagna la neve è azzurra e brilla di infiniti luccichii; quando è appena caduta ed il cielo è sereno, si disperde in mille particelle di luce; è la luce. Ti abbaglia, non puoi guardarla; se durante la notte gela, il giorno successivo ha una coperta di raso che luccica splende e ti ferisce gli occhi. No, non puoi guardarla. Soltanto a primavera, quando ormai la neve è stata assorbita dalla terra, allora perde la sua arcana bellezza. Interi giorni, interi pomeriggi della mia vita trascorsi a guardarla: quando accompagna e sottolinea, quando invece alleggerisce i profili e le sagome; come un tratteggio deciso e leggero che evidenzia il volume o la struttura. A volte invece incorpora i volumi e le forme: gli alberi duplicano lo spessore, i fili della luce propongono balze inconsuete, i tetti assumono un fiabesco disegno bombato, in attesa di scivolare via da un momento all’altro. Scompaiono asperità, lati, spigoli. Attorno alle fontane nascono altre fontane : qualsiasi colore è ridotto all’impotenza: tutto si attenua, diluisce nel bianco, tutto si fa quieto ed immobile. Se la neve è fresca, la sua consistenza è dolce come quella dello zucchero a velo, leggera tanto da sembrare una fioritura. L’azzurro d’oriente delle nevicate!La cupola del cielo, intatta, senza una nuvola: luce su luce, bianco su bianco, azzurro su oro.
|Dal libro di Patrizia Tocci: La città che voleva volare, Tabula fati, Solfanelli Chieti 2010|
(di Alessandro Gulizia - del 2009-12-24) articolo visto 1293 volte
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