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IL FENOMENO DEI VIDE-GRENIERS FRANCESI

realtà culturali e tradizionali che continuano a riscuotere grande successo in una società sempre più interattiva

Chi è andato in Francia, probabilmente, si sarà imbattuto in queste manifestazioni popolari che dagli anni ’70 circa coinvolgono sia grandi e importanti città sia piccoli villaggi d’oltralpe. Il vide-grenier (svuota soffitta) non è altro che un mercato, organizzato nel centro della città, dove i “particuliers”(venditori non professionisti) espongono dei loro oggetti, che non utilizzano più ma che occupano solamente spazio, al fine di sbarazzarsene rivendendoli ai visitatori.
BRADERIE E VIDE-GRENIER - Sono due tipi di mercati che spesso convivono e si svolgono nella stessa manifestazione. Però sono due cose ben diverse. Infatti mentre il vide-grenier, come abbiamo detto prima, è costituito da venditori non professionisti che espongono oggetti usati, la braderie vede la presenza di commercianti specializzati che vendono prodotti nuovi. La braderie più antica e più importante di Francia è quella che si tiene ogni anno il primo week-end di Settembre a Lille.
METTERE IN ORDINE LA SOFFITTA, RECUPERARE QUALCHE EURO E FARE FELICE QUALCUNO - Questo è lo spirito col quale i “particuliers” decidono di partecipare al vide-grenier. Il ritorno economico, anche se qualche euro in più ad arrotondare il portafoglio non fa mai male, non è l’aspetto principale. Per loro l’importante è cercare di vendere e di liberarsi di quei mobili, utensili, giochi, libri, dischi, decorazioni, vestiti e tante altre cose non più utilizzate e riposte in soffitta o in cantina. Non perché inutilizzabili, ma solo perché o vengono sostituiti da nuovi oggetti più moderni o perché i gusti cambiano o perché i bambini crescono. Ad esempio si vedono ragazzini che dietro la loro bancarella cercano di vendere per qualche centesimo di euro i loro vecchi giocattoli ad altri bambini. Diciamo che questi mercatini sono anche il mezzo per donare una seconda vita a ciò che il venditore vede come roba ingombrante o “attira polvere”, ma che all’occhio del visitatore può risultare interessante, utile o singolare.
L’ORGANIZZAZIONE - Sono decine di migliaia le manifestazioni di questo genere organizzate ogni anno in Francia. Gli organizzatori devono depositare una domanda, completa del numero di partecipanti, al comune quando la superficie che ospiterà il vide-grenier è inferiore ai 300 m² due mesi prima della manifestazione; se la superficie è superiore ai 300 m² la domanda deve essere portata tre mesi prima in prefettura. Gli espositori devono registrarsi in comune portando con loro la carta d’identità. Tutto questo per una questione di sicurezza di ordine pubblico.
BUONI AFFARI A PREZZI BASSI - I visitatori sono di tutte le età, occasionali o appassionati, curiosi o collezionisti, tutti con la stessa idea in testa: trovare il super affare. Perché effettivamente i prezzi sono molto bassi ed a chi piace negoziare le condizioni sono ideali, soprattutto perché chi vende vuole liquidare il più possibile. La vastità e la svariata tipologia di cose esposte permettono di fare incontrare la domanda e l’offerta, soddisfacendo, così, i desideri di molti. Dice una mamma: << a me piace molto frequentare ed acquistare in questi mercatini perché trovo buoni abiti per vestire i miei bambini a ottimi prezzi>>.
IL FASCINO DELLO “SVUOTA SOFFITTA” - L’ambiente, molto familiare, vero e non virtuale, che permette di incontrare e scambiare due parole con le altre persone, dona al vide-grenier un aspetto speciale. Passeggiando tra queste bancarelle, osservando, toccando con mano alcuni di questi oggetti si scoprono la cultura e le tradizioni di quella regione, di quella città. E poi, può capitare che l’occhio cada su un oggetto che evochi memorie della propria vita e che faccia ripensare a quei momenti, a quei ricordi rimasti, fino a quel attimo, in un angolo ricoperti da uno strato di polvere.
Tutto questo è il fenomeno vide-grenier: recuperare oggetti usati e vecchi ricordi. Forse sono proprio questi ultimi le “perle nere” che i visitatori adorano di più ricercare camminando in questi mercatini.
(di Stefano Girasante - del 2010-02-13) articolo visto 8233 volte
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