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PREVENZIONE DEI TRAUMI E DEGLI INFORTUNI NEL CALCIATORE

Lo sport e gli infortuni sportivi quasi sempre sono un binomio inscindibile

L’attività sportiva è una delle prime cause di infortunio per gli atleti. La maggior parte dei danni riguarda inizialmente le parti molli dell’apparato locomotore (muscoli, tendini e legamenti) fino ad arrivare a colpire articolazioni e ossa; proprio per questo gli atleti dovrebbero prestare maggiore attenzione alla prevenzione degli infortuni sportivi. Il rischio di infortunio può dipendere da due tipi di fattori:

1. Fattori intrinseci:
• Età
• Sesso
• Peso
• Possibili malattie

2. Fattori estrinseci:
• Sport
• Ambiente sportivo
• Equipaggiamento sportivo
• Condizioni meteo

La continuità degli allenamenti, l’impegno psico-fisico e la convinzione di raggiungere un determinato obiettivo aiutano l’atleta a rispondere positivamente a questi diversi fattori che alterano la prestazione fisica e contribuiscono alla nascita di infortuni molto spesso anche gravi.

Negli atleti la tipologia dei traumi può essere suddivisa in:
• Traumi sportivi provocati da una forza meccanica durante l’attività sportiva
• Lesioni di un tessuto o di un organo

Nel calciatore gli infortuni possiamo suddividerli in:
• Eventi traumatici (contrasti con l’avversario, movimenti incongrui o oltre il range articolare)
• Sovraccarico

Generalmente gli infortuni più frequenti nel calciatore colpiscono molto spesso le articolazioni degli arti inferiori (particolarmente il legamento crociato anteriore, leg. collaterali, menisco, caviglia ecc..) e le strutture muscolari portanti quali quelle della catena cinetica posteriore (quadrato dei lombi, flessori, gemelli, tendine d’Achille) .
Questi tipi di infortuni possono essere provocati da traumi diretti quali (contrasti con avversari) o da infiammazioni dovute a (sovraccarico, scarso tempo di recupero, microtraumi ripetuti, terreni di gioco sconnessi ecc….) .
La prevenzione dei traumi nei calciatori passa attraverso una necessaria conoscenza degli aspetti fisiologici. Una delle tecniche di prevenzione degli infortuni soprattutto muscolari è lo stretching.
Questa metodologia dovrebbe essere utilizzata durante l’allenamento, gara e nei tempi morti quali, sostituzioni, tra un’ esercitazione e l’altra e verso la fine del riscaldamento. L’importanza dello stretching riguarda fondamentalmente la semplicità dei processi di recupero tendineo, migliorando, tramite esercitazioni di sensibilizzazione neuro muscolare la contrattilità del muscolo sprigionando la massima forza possibile e contemporaneamente riducendo le tensioni agenti sui tendini e inserzioni.
Esistono diversi tipi di allungamento muscolare (passivo, attivo, statico, dinamico, balistico e pnf). Il pnf (Facilitazione Neuromuscolare Propriocettiva) è una delle metodiche più efficaci di allungamento muscolare e di aumento dell’escursione articolare e flessibilità. Il pnf viene effettuato utilizzando maggiormente la contrazione/rilassamento isometrici dell’agonista contraendo i muscoli allungati isometricamente e poi rilassandoli oppure la contrazione isometrica dell’antagonista contraendo gli antagonisti dei muscoli allungati.
Queste tecniche di pnf sono seguite da un allungamento finale poiché ottengono vantaggio dall’acquisizione di una nuova elasticità e dalla maggiore ampiezza di movimento, utilizzando il periodo successivo alla contrazione isometrica per far abituare i recettori dell’allungamento a questa nuova e maggiore lunghezza del muscolo. Nel calciatore la muscolatura degli arti inferiori è quella fondamentale per la rappresentazione del gesto tecnico della corsa, del tiro, dello stacco da terra ecc…
Gli ischiocrurali o muscoli della faccia posteriore della coscia, hanno compiti dinamici di movimento, essi sono molto importanti nell’appoggio del piede a terra e sono, inoltre, quei muscoli più di tutti soggetti ad accorciamento. Ricordando che rappresentano il gruppo muscolare più soggetto a infortuni nel giuoco del calcio, sono rappresentati da: bicipite femorale (si inserice sulla testa del perone), semitendinoso (inserzione a fianco della cresta tibiale, concorre inoltre a formare il tendine della zampa d’oca) e semimebranoso (al di sotto del precedente ma più voluminoso).

Una metodica di prevenzione degli infortuni utilizzata per gli ischio crurali è il lavoro eccentrico; tipologia di attivazione muscolare che permette al muscolo di produrre forza non accorciandosi ma attraverso l’allungamento. Esistono diversi esercizi che si possono effettuare per esempio:

1) 5 scatti massimali sui 20 m con arresto e cambio di direzione seguiti da contrazioni eccentriche veloci assistite
2) Contrazioni eccentriche ad esaurimento su macchinario (leg curl) seguite da contrazioni eccentriche veloci assistite
3) Corsa calciata con ausilio di bande elastiche (durata 20” 30”) seguita da contrazioni eccentriche veloci assistite
4) Corsa calciata con ausilio di bande elastiche (durata 20” 30”) seguita da contrazioni eccentriche ad esaurimento su macchinario (leg curl).

Oltre agli ischio-crurali i muscoli molto utilizzati dal calciatore e soggetti ad infortuni sono anche il quadrato dei lombi e i muscoli del polpaccio (gastrocnemio, soleo, tibiale posteriore) anche essi molto stimolati e soggetti ad infortuni a volte anche molto gravi.

(di Dott. Leonardo Squarcella - del 2010-04-02) articolo visto 17611 volte
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