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LE CHIACCHIERE SE LE PORTA VIA … LA FELICITA’!

E’ il tema che solletica da sempre l’essere umano

Cos’è che ci fa stare bene e ci rende felici? Un recente studio pubblicato sulla rivista Psychological Science svela che le persone che passano molto tempo in compagnia di amici, intrattenendosi con discorsi di un certo spessore intellettivo, è più probabile che valutino se stesse come felici.
La ricerca, condotta dagli psicologi M. Mehl e S. Holleran dell’Università dell’Arizona, si focalizza sulla quantità e sulla qualità delle conversazioni, giungendo a conclusione che le persone più felici sarebbero anche quelle che spendono circa il 70% del loro tempo con gli altri a parlare, ma che soprattutto fanno in media il doppio di discorsi “profondi” rispetto alle persone infelici.
Sono state registrate conversazioni per 4 giorni consecutivi, attraverso un piccolo apparecchio indossato da ognuno dei 79 soggetti del campione di volontari (32 maschi e 47 femmine). I dialoghi brevi, in cui avvenivano scambi di notizie banali e insignificanti, sono stati considerati semplici, “superficiali”; conversazioni invece nelle quali il contenuto comprendeva informazioni significative, sono state considerate sostanziali, “profonde”.
I ricercatori hanno provato a considerare se differenze di personalità potevano rendere conto di differenze nei livelli di conversazione. Per esempio, hanno cercato di verificare se i soggetti tendenti all’introversione, pur senza lunghe e sostanziali conversazioni, fossero comunque felici. Il risultato è stato che, al di là della personalità, coloro che sostenevano di possedere un elevato livello di benessere erano coloro che avevano gestito conversazioni più “profonde”.
Ora, la correlazione è chiara, ma rimane il dubbio: le persone felici sono attratte dalle conversazioni di un certo “spessore”? O conversazioni di un certo “spessore” rendono le persone più felici? I ricercatori affermano che indubbiamente dedicare tempo a dialoghi affrontati con una certa “profondità” accresce nell’individuo quel senso di condivisione e di appartenenza, che garantisce il formarsi di costruzioni affettive necessarie al benessere dell’individuo. Potremmo inoltre parlare di queste conversazioni come di narrazioni, che punteggiano la nostra vita di ogni giorno e delle quali è già nota la funzione terapeutica e sociale.
(di Laura Gazzella, Psicologa - IGEA Centro Promozione Salute - del 2010-04-03) articolo visto 1916 volte
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