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IL TRADER: ISTRUZIONI PER L’USO

Viaggio alla conoscenza delle basi per una lettura chiara degli andamenti dei titoli in borsa

PER INIZIARE … – Qualche doverosa spiegazione sulla terminologia prima di approfondire l’argomento. Il trader è colui che acquista e vende titoli (azioni, obbligazioni) speculando sulle differenze di prezzo determinate tra l’acquisto e la vendita, il trade è un’ operazione di compravendita di titoli, il trading è un’operazione di trade, il trading system è invece un sistema automatico di elaborazione di informazioni di strumenti finanziari tramite il software tradyng system consentendo così di eliminare la componente emozionale dell’investitore che può incidere negativamente sul risultato finanziario. Il trading può essere anche online (T.O.L.), ossia l’acquisto e la vendita di strumenti finanziari tramite internet, il trend invece è l’andamento del titolo espresso in forma grafica.
I GRANDI TRADER DEL PASSATO – Fra questi uno dei più importanti è Charles Henry Dow (1851 – 1902) il quale introdusse degli importanti indici di borsa per l’analisi di mercato: l’”Industrial Average” che includeva i 12 titoli più rappresentativi del settore industriale e il “Rail Average” che rappresentava i 20 titoli più importanti di aziende che operavano nel settore dei trasporti delle ferrovie. Questi indici attualmente sono conosciuti con il nome di “Dow Jones Industrial Average” e “Dow Jones Transportation Average”. Altro importante trader è stato William Delbert Gann (1878 – 1955). Sua caratteristica era quella di prevedere l’andamento del mercato finanziario con molta precisione. Gann dichiarò che questi risultati li otteneva attraverso metodi esoterici di ispirazione biblica. Tuttavia, nonostante abbia lasciato degli scritti, nessuno è mai riuscito a fare delle previsioni con tanta accuratezza il che ha alimentato la convinzione che le sue fossero operazioni di “Insider Trading”. Ralph Nelson Elliot (1871 – 1948) cercava, invece, di prevedere in anticipo il trend finanziario in modo da ridurre al minimo anche le perdite meno significative.
LA BORSA: COS’E’ E COME FUNZIONA – Già nel lontano medioevo vi sono documenti che provano l’esistenza di mercati che concettualmente sono molto simili alle nostre attuali borse. Nel ‘900 esse sono regolarmente organizzate dando così origine a degli speculatori tra cui i già ricordati Charles Dow e Gann che segnarono la storia di Woll Street. Nelle borse, in passato le contrattazioni avvenivano “alle grida”, oggi invece le tansazioni avvengono tramite strumenti telematici (trading on line). Fin’ ora si parlato di borsa senza darne una definizione o dire a cosa serve. La borsa è il luogo in cui avvengono gli scambi di titoli in particolare di azioni. Gli scambi avvengono ad un dato prezzo, il cui prezzo è stabilito fra ciò che il compratore è disposto ragionevolmente a spendere, e ciò che il venditore è disposto ragionevolmente a vendere. Usando un’espressione tecnica, il prezzo è una mediazione continua tra domanda ed offerta. Tale prezzo costituisce il prezzo di mercato. La borsa , quindi, può essere definita come un mercato organizzato e regolamentato in cui avvengono gli scambi di valori mobiliari il cui scopo è quello di agevolare l’incontro tra domanda ed offerta di capitali consentendo di mettere in contatto coloro che necessitano di mezzi finanziari (in genere società) e coloro che invece dispongono di capitali da investire.
NOZIONI DI ANALISI – Esistono alcuni metodi perseguiti da risparmiatori e investitori per cercare di prevedere l’andamento del mercato o di specifici titoli e per regolarsi sulle proprie decisioni di investimento. Distinguiamo in particolare due forme di analisi che sono l’analisi fondamentale e l’analisi tecnica. L’analisi fondamentale mira ad individuare il valore intrinseco delle azioni tramite l’analisi micro e macroeconomica del settore in cui la società opera, della contabilità, l’anilisi dei propri bilanci. Individuato così il valore intrinseco lo si confronta con il valore di mercato il cui scopo è quello di individuare titoli sovra o sotto quotati. Infatti tale teoria si basa sul concetto che le forze di mercato possano correggere le sovra o sotto quatozioni riportando i prezzi di mercato al loro valore effettivo. L’analisi fondamentale è stata sottoposta a critiche perché, basandosi su informazioni insufficientemente reperebili o reperibili in ritardo, non risulta perfettamente in linea con l’attuale situazione di mercato.
L’analisi tecnica, elaborata da Charles Dow, è basata su grafici, metodi statistici, trend per far si che l’investitore possa individuare il momento giusto per entrare od uscire dal mercato, per poter vendere o acquistare titoli. Alla base dell’analisi tecnica vi è la convinzione che dalle valutzioni passate del mercato si possa prevedere il suo andamento futuro. Altri principi dell’analisi tecnica sono: che “il mercato sconti tutto”, cioè che il prezzo sia influenzato non solo da fattori economici ma anche da fottori psicologici, ambientali ecc.; che “la storia si ripete” ossia che al ripetersi di determinate situazioni gli investitori tenderanno a mettere in atto comportamenti simili; che “il mercato si muove in trend”, significa che avrà lo stesso andamento finchè non sovraggiungono elementi che ne possano far cambiare la tendenza. Il trader, in questo tipo di approccio, si serve anche di indicatori ed oscillatori, il cui compito è quello di facilitare la lettura di dati ed individuare se i trend possono avere un’inversione di tendenza. All’analisi tecnica si contrappone la teoria del random walk (andamento casuale) secondo cui l’andamento del prezzo dei titoli è indipendente, di natura stocastica e quindi imprevedibile.
COME APPLICARE L’ANALISI TECNICA - Per poter applicare l’analisi tecnica è necessario imparare ad utilizzare alcuni strumenti. Fra questi i grafici in tutte le loro forme (lineari, a barre, a candele), poi, all’interno di questi grafici si possono formare delle figure. Tali figure possono essere di continuazione o consolidamento (che si formano quando vi è una situazione di equilibrio tra coloro che vendono e coloro che acquistano), e di inversione (che si hanno quando il trend tende in direzione opposta). Per quanto riguarda i trend, secondo Charles Dow, possono essere primari, secondari e minori. I trend primari durano uno o più anni e possono essere rialzisti, se il merato disegna dei minimi e dei massimi ascendenti, ribassisti se disegna dei minimi e massimi discendenti. All’interno del trend primario vi possono essere delle reazioni correttive da uno a tre mesi (trend secondari). Quest’ultimi sono costituiti da movimenti di breve periodo, pochi giorni fino a tre settimane, che costituiscono i trend minori. Il trader per ottenere il miglior risultato deve avere una notevole capacità analitica ed interpretativa del trend. Vi sono ancora i supporti e le resistenze. I supporti si riferiscono al livello di prezzo sotto il quale la quotazione ha difficoltà a scendere, invece, la resistenza è il livello di prezzo sopra la quale la quotazione ha difficoltà a salire. In entrambi i casi c’è la nostra propensione al rischio ed inoltre essi mancano di una valutazione oggettiva e quindi è rimesso alla bravura dell’analista per una loro corretta individuazione.
ALCUNE REGOLE NON SCRITTE DEI TRADERS – Oltre alle regole scritte accennate precedentemente, molti traders seguono anche delle regole non scritte per evitare il più possibile di incorrere in perdite finanziarie. L’ importante è avere un metodo da seguire e della disciplina. Alcune regole sono: la borsa sarà aperta anche domani. In sintesi, significa stare calmi, prima di agire ragionare, non lasciarsi influenzare, domani si avrà un’altra occasione, aspettare ad entrare sul mercato, prima sarebbe meglio istruirsi magari facendo qualche mese di prove su carta per verificare il metodo; seguire un piano prestabilito; tagliare le perdite, lasciare correre i profitti; vendere sulla notizia; le voci sono spesso una trappola; quando si è in dubbio stare fermi o uscire dal mercato, mai smettere di studiare; seguire il trend; non avere paura di vendere allo scoperto; evitare rischi eccessivi; non essere impazienti; documentarsi il più possibile; analizzare le operazioni fatte.
INSIDER TRADING – Oltre al trading analizzato finora è vi anche il cosidetto insider trading. Con quest’ultimo termine ci si riferisce a delle operazioni di conpravendita di titoli di una detrminata società da parte di soggetti che, operando all’interno della stessa, sono venuti a conoscenza di informazioni considerate privilegiate e non di pubblico dominio. Per tale motivo tali soggetti traggono vantaggio rispetto ad altri investitori che operano nel medesimo mercato. In tal senso si parla di asimmetria informativa. Tale forma di trading è reato.
(di Giovanna Barone - del 2010-04-29) articolo visto 5513 volte
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