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DUE GIORNI CON GLI ALPINI D’ITALIA

Viaggio nella 83esima adunata delle penne nere

Arrivano di notte gli alpini, senza fare rumore, senza dar troppo nell’occhio, scaricano le loro cose e piazzano le loro tende che gli accompagnano da ogni parte; e sembra quasi che la straordinaria macchina organizzativa messa in moto a fin che tutto vada per il meglio non serva.
Agli alpini non servono grandi spazi per collocarsi, c’è chi si accontenta di un giardino, chi addirittura dei piccoli spazi all’interno delle isole pedonali; e pian piano montano una città nella città, recuperando posti dimenticati dagli abitanti .
Quest’anno è toccato alla città di Bergamo essere invasa dalle penne nere, che ogni anno il secondo fine settimana del mese di maggio si radunano in una città italiana per festeggiare loro stessi, per mostrare ai più giovani cosa vuol dire essere alpini e soprattutto per ricordare a tutti che alpini lo si è tutta la vita.
UNA CITTA’ IN FESTA -La città di Bergamo, come tutte le città che ospitano questa magnifica manifestazione si è preparata a dovere. La macchina organizzativa non ha lasciato nulla al caso, a partire dalla viabilità. Agli ingressi della città volontari della protezione civile e forze dell’ordine indicano con precisione dove poter parcheggiare e le strade da percorrere per raggiungere il centro. I bus navetta( naturalmente gratuiti) fanno la spola dall’aeroporto.
Già da giovedì la città è invasa dagli alpini e dai simpatizzanti che hanno deciso di passare giorni felici con le penne nere; ci sono molti giovani, perché un’altra caratteristica di questa gente è quella di sapersi divertire con tutti.
L’atmosfera si fa subito magica: in ogni punto della città si sente qualche fanfara suonare, ed i canti della gente l’accompagnano senza sosta; si socializza con tutti e tutti sono orgogliosi di mostrare ed offrire ai colleghi di altre regioni tutte le ricchezze della propria terra. Nonostante il vino faccia da padrone sulle tavole e in ogni angolo della città non si riscontra nessun problema di ordine pubblico, non è nello spirito degli alpini.
Il programma dei tre giorni è gremito di manifestazioni sia istituzionali che non, a cominciare dall’alza bandiera del venerdì pomeriggio. É la cerimonia che da inizio ufficialmente all’adunata, partecipano tutti i direttivi regionali ed il direttivo nazionale. L’atmosfera è solenne e anche chi magari fino a qualche ora prima era immerso nella baldoria si ricompone e partecipa tutto serio alla cerimonia. Il venerdì sera si continua a fare festa in ogni angolo della città. Il tricolore sventola dappertutto, anche in queste zone dove spesso politicamente si tende a disdegnarlo, ma gli alpini sono al di sopra di tutto.
Si canta per tutta la notte, le strade del centro sono gremite di gente, intanto l’organizzazione continua a lavorare senza tregua per preparare la sfilata pulendo di continuo le strade e montando le tribune.
Sabato arrivano le ultime persone, la città è stracolma, la polizia parla di più di quattrocentomila persone e guardandosi attorno si capisce come questo dato sia più che verosimile.Si continua a far festa mentre i più rigorosi si ritirano nelle proprie tende per riposarsi; vogliono arrivare freschi e lucidi alla sfilata della domenica.
SFILANO LE PENNE NERE - La domenica la sfilata comincia presto, alle nove gli alpini già sono pronti nei vari puniti di ammassamento. Apre la sfilata il Piemonte che ospiterà l’anno prossimo l’adunata (Torino 2011), sfilano tutte le province ognuna di esse accompagnata da una fanfara.
Nonostante la maggior parte dei partecipanti siano alpini in congedo si porta il passo come dei veri militari in file da massimo dieci persone ed equidistanti tra di loro. Davanti ad ogni gruppo vi sono degli striscioni con messaggi di pace e di lode agli alpini; Il gruppo di La spezia espone uno striscione con scritto: “L’Aquila con gli alpini tornerà a volare”. Nessuno può dimenticare il grande aiuto che le penne nere hanno data alla nostra città ferita. Le fanfare intonano le marce degli alpini e questi tutti orgogliosi cantano commossi e con voce soave.
Una dopo l’altra sfilano tutte le regioni.Verso le tredici è la volta dell’Abruzzo. Un fiume di camice verdi comincia a sfilare innanzi alla folla che applaude. Tutti sono meravigliati dal numero di alpini abruzzesi che ogni anno partecipa a questa manifestazione; sono sempre i più numerosi. La sezione Abruzzo procede ordinata ci sono striscioni di ringraziamento per tutti, in particolare per la città di Bergamo che ospita.
La sfilata continua a passo scandito dalla fanfara. Intanto coloro che già hanno sfilato cominciano a prepararsi per ripartire. Gli ultimi a sfilare saranno gli alpini di Bergamo, da bravi padroni di casa. Alle ore venti ci sarà l’ammaina bandiera, la cerimonia di chiusura dell’adunata. Intanto tutti si apprestano a partire, per molti la strada da fare è tanta, e tanti sono quelli che l’indomani devono tornare a lavoro.
LUIGI UN ALPINO COME TANTI - Per coronare un evento del genere non si poteva omettere la testimonianza del luogo, e cosi ho deciso di intervistare il Signor Luigi, sessantatrè anni,alpino naturalmente.
Incontro il signor Luigi in un bar a due passi dall’accampamento dell’Abruzzo. Mi si presenta da subito molto cordiale e disponibile a rispondere alle mie domande.

Signor Luigi cosa si prova ad ospitare l’adunata nella propria città?

R – E’ un onore per noi Bergamaschi ospitare questo evento, è una sensazione indescrivibile, è come se un appassionato di calcio avesse l’opportunità di vedere la finale dei mondiali nella propria città”.

Si aspettava tutta questa gente?

R - Sinceramente si, a tutte le adunate degli alpini è cosi, non ho mai visto una adunata con poca gente, non è da alpini”.

Cosa significa per voi alpini partecipare all’adunata?

R - Significa tornare indietro nel tempo, ai tempi della Naia. Alpini lo si è tutti i giorni, lo si manifesta nelle proprie azioni, e nel proprio modo di vivere; l’adunata è la giornata che ci ricorda la nostra scelta di vita”.

In questi giorni abbiamo visto tanti giovani in giro, cosa si aspetta da loro? R - Da loro mi aspetto che prendano esempio, che imparino il buono che c’è in noi, e soprattutto che non vedano l’adunata solo come una festa dove si beve tanto, perchè non è cosi”

L’anno prossimo si andrà a Torino, lei ci sarà?

R - Questo non posso decierlo io, si decide da molto più in alto, se Lui non fa problemi è naturale che ci sarò”.

Saluto il signor Luigi e lo ringrazio per la sua disponibilità, ma soprattutto per averci fatto capire con poche risposte cosa vuol dire per lui essere alpino.
La città di Bergamo pian piano si svuota, da domani si tornerà alla vita di tutti i giorni, ma difficilmente dimenticheranno gli alpini.
(di Francesco Creato - del 2010-05-17) articolo visto 3215 volte
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