L'Opinionista Giornale Online - Notizie del giorno in tempo reale
Aggiornato a:
 

IVAN BASSO, QUANDO IL COLORE DELLA SPERANZA…NON E’ VERDE

Dopo la conquista del 2° Giro d'Italia si riproporrà di lottare per la conquista del Tour de France

FU L’UNICO AD IMPENSIERIRE LANCE - L’Italia non si aggiudica il Tour de France da tempi memorabili. L’ultima volta fu nel 1998, quando nel pieno della prima bufera doping che cambiò il ciclismo, una meteora illuminò la storia della Gran Boucle: era il compianto Marco Pantani, che fece presagire, all’epoca, anni di grandi soddisfazioni. Poi sappiamo tutti come sarebbe andata a finire.
Nel 2004 si affaccerà al proscenio tricolore un certo Ivan Basso, l’unico che sulle montagne riuscì a tenere testa al dio texano Lance Armstrong. Basso riportò l’Italia sul podio, precisamente sul 3° gradino. L’anno seguente Basso sarà addirittura 2°, inchinandosi all’americano solo nelle fatidiche cronometro. Il 2006 per Basso sembrava l’anno della svolta, per lui e per il nostro ciclismo; il varesino, infatti, riesce in scioltezza a primeggiare al Giro d’Italia, e pare in grado di regalarci persino la Corsa Gialla, potendo approfittare, se non altro, del prematuro ritiro di Armstrong: dopo un Impero durato 7 anni vi erano i presupposti per aprire un nuovo corso.
DALLO SCANDALO DOPING AL…GIALLO SPERANZA - Ma ancora una volta il diavolo ci mette lo zampino, per quella che appare a tutti gli effetti una maledizione a tinte verdi, bianche e rosse: Basso, uno dei migliori prodotti del ciclismo azzurro dell’ultimo ventennio, verrà coinvolto nella tristemente famosa “Operazione Puerto”, e da lì a poco inizierà per il Nostro un calvario lungo 2 anni, quanti saranno gli anni di squalifica a cui verrà sottoposto, colpevole di esser stato trovato in possesso di sostanze proibite, come da lui stesso ammesso. (confesserà altresì di aver pratico l'autoemotrasfusione, salvo ritrattare) attuando in tal modo una collaborazione a tratti con la procura antidoping del Coni, primo in Italia a compiere una simile scelta.
Ciò nonostante la Commissione disciplinare della Federciclismo italiana non ammorbidirà la pena nei suoi confronti, ed i 2 anni di stop non subiranno alcuna riduzione…
L’anno scorso vi è stato finalmente il suo rientro ad alti livelli, mostrando una confortante condizione sia al Giro che alla Vuelta. Quest’anno, a 32 anni, dopo la conquista del 2° Giro d’Italia, si riproporrà di lottare per la conquista del Tour de France, per ottenere la definitiva consacrazione. Quando la speranza si tinge di giallo…
(di Alberto Sigona - del 2010-06-22) articolo visto 3256 volte
sponsor