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SESSO: FUORI I COLPEVOLI

Dai ragazzi della nuova generazione ai nuovi modelli di famiglia, dai mass media ai profitti di mercato

Una recente ricerca condotta su quasi 600 ragazzi, fra maschi e femmine, per capire il loro rapporto con il sesso e comprendere le abitudini in merito ad un aspetto così importante della vita di ognuno di noi, ha messo in evidenza come da un lato i giovani d'oggi siano molto più disinvolti e disinibiti delle generazioni precedenti, ma dall'altro purtroppo è emerso come tutto ciò mascheri in realtà una profonda ansia e fragilità e, ciò che è peggio, tanta disinformazione.
CURIOSITA’, VOGLIA DI DIVENTARE “GRANDI” - Un rapporto precoce, quindi, ma spesso accompagnato da troppa superficialità. Sì perché se pensiamo per esempio alla fatidica “prima volta”, questa avviene sempre prima, addirittura sotto i 14 anni; ma se è la curiosità ed il desiderio di “diventare grandi” a spingerli verso un'esperienza così importante e intima, non c'è lo stesso interesse a voler approfondire temi legati comunque alla sessualità, primi fra tutti: malattie e metodi contraccettivi. Basta pensare che sono pochissimi i ragazzi che usano il preservativo, mentre molte ragazze sono convinte che non bisogna necessariamente usarlo se già si assume la pillola.
INFORMAZIONI POCHE E SBAGLIATE - Le informazioni che hanno sull'argomento, non solo sono poche, ma molto spesso pure sbagliate. Per non parlare di quanti sono affetti da patologie, disturbi e infiammazioni genitali e/o riproduttive senza nemmeno saperlo, perché sottovalutano i problemi che ne possono seguire o perché credono, a torto, di essere sufficientemente informati sull'argomento.
Giovani e giovanissimi convinti addirittura che l'Aids non esista più o che l'omosessualità si possa “curare”. Dubbi e domande che danno poi vita a pregiudizi e convinzioni quasi sempre errate e delle quali le vittime sono prima di tutto proprio loro. Questo perché la “fonte” principale d'informazione sono nella maggior parte dei casi gli amici e i mass media (televisione e internet più di ogni altro), a discapito della famiglia e della scuola che si ostinano a considerare tale materia ancora un forte tabù.
Oggi come ieri, direbbe qualcuno. Con la differenza, però, che in una società civile come la nostra, in cui la tv e il web sono i mezzi più potenti per comunicare e informare, e perché no educare, è triste pensare che il risultato è invece ben diverso e persino paradossale. Il sesso, infatti, è presente ormai ovunque, ma ciò che ci viene data è un'immagine distorta e invasiva, se non addirittura aggressiva. I continui stimoli e riferimenti sessuali pervadono a tal punto che è facile poi orientare e influenzare le scelte di quei soggetti la cui psiche è già di per sé facilmente plasmabile: ovvero gli adolescenti. Così tendono a costruirsi e a rinforzarsi dei modelli e delle convinzioni (spesso vere e proprie leggende metropolitane) che poi però rischiano solo di avvicinarli al sesso troppo presto e in maniera confusa e non adeguata.
PUBBLICITA’ E SESSO: BINOMIO VINCENTE? - Pensiamo alla pubblicità. È ormai dato per scontato che il sesso aiuti a vendere di più o che almeno giochi un importante ruolo nel processo decisionale d'acquisto, salvo poi avere come risultato che l'attenzione di chi guarda (e ciò accade soprattutto negli uomini) si sposta dall'effettivo prodotto pubblicizzato all'immagine a sfondo sessuale, tanto che poi difficilmente riesce a memorizzare il marchio o altri elementi direttamente collegati al prodotto. Per non parlare poi di tutti quei contesti multimediali (dai film alla musica, dai programmi televisivi alle riviste), dove il sesso viene rappresentato quasi sempre come esente da qualsiasi rischio.
Poco o niente servono allora i programmi educativi su malattie sessualmente trasmissibili e gravidanze precoci, se poi parallelamente i giovani vengono letteralmente bombardati da messaggi di quel tipo. Una preoccupazione lecita, questa, che cresce quando lo strumento multimediale a cui hanno accesso gli adolescenti è internet, utilizzato nella maggior parte dei casi senza il controllo dei genitori.
WEB ARMA A DOPPIO TAGLIO … - Di conseguenza il web, utilissimo per studiare, fare ricerche ed essere costantemente informati su quanto accade nel mondo, può diventare allo stesso tempo “un'arma” pericolosa. E sebbene esistano ormai molti contenuti studiati appositamente per i più giovani, l'accesso a quelli sessuali o con contenuti riservati agli adulti non è quasi mai limitato, ma anzi spesso totalmente gratuito. Ciò rimanda nuovamente alla volontà delle grandi aziende di trarre enormi profitti e guadagni in maniera facile e veloce. Il mondo dell'erotismo e della pornografia sono stati i primi a capire la potenza del web in tal senso, riuscendo a sovvertire il ruolo stesso di internet che, da semplice magazzino di informazioni, si è trasformato in complesso mondo in cui è possibile comunicare e condividere persino le proprie più intime emozioni ed esperienze.
In questo perverso meccanismo, si collocano in primo piano i social network: da quelli “d'intrattenimento” come Netlog, Facebook, Badoo e Twitter, a quelli “artistici” come deviantART, Flickr, MySpace, Vimeo e YouTube, fino a quelli “per lavoro” come LinkedIn e Viadeo, senza dimenticare i canali esplicitamente pornografici come YouPorn e Porn-hub, che copiano il modello gratuito di accesso e condivisione dei filmati inventato da YouTube. Questo modo di usare la tecnologia, con un continuo scambio di immagini, notizie, testi, video e audio, non poteva che avere un impatto destabilizzante sulla sessualità, ribaltandone i ruoli e i tempi.
GENITORI, IMPORTANTI ALLEATI - Perché se i giovani sono diventati più consapevoli sul quando e con chi fare sesso, c'è invece fin troppa leggerezza sul come e sul perché. Indubbiamente serve un maggiore dialogo innanzitutto tra genitori e figli per fornire più elementi di riflessione e conseguentemente più possibilità di scelta. Scelte che devono essere del tutto personali, ma che non devono trasformarsi in situazioni pericolose per se stessi e per gli altri.
Maggiore informazione e campagne di sensibilizzazione sono importanti ma non quanto il dialogo aperto fra i giovani e le famiglie che molto spesso glissano sull'argomento o lo affrontano in maniera troppo vaga. Così i ragazzi hanno una disponibilità all'intimità fisica più precoce e più facile, ma non per questo più appagante e più sana.
L'educazione sessuale è invece un patrimonio di comportamenti e valori che deve essere trasmesso attraverso un insegnamento intelligente e soprattutto libero, basato su un rapporto di fiducia reciproca. Mamme e papà non devono avere paura di spiegare come avviene un rapporto, i rischi che questo comporta, gli accorgimenti e le precauzioni che si devono prendere, oltre naturalmente a rispondere in modo preciso ai dubbi e alle perplessità dei propri figli.
(di Matilde Geraci - del 2010-07-22) articolo visto 3795 volte
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