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ASSOLO MILAN! LA FORMULA ALLEGRI PUÒ RILANCIARE IL DIAVOLO?

Arrivato a Milanello in punta dei piedi, in pochi mesi ha cambiato filosofia di gioco dei rossoneri

C’era una volta il Milan del possesso palla sopra ogni cosa. Una squadra che metteva la tecnica e il palleggio davanti a tutto spesso a scapito della corsa e della fisicità.
Dopo i Milan di Ancelotti e di Leonardo oggi la squadra rossonera si presenta con tutto un altro vestito, la stoffa è più o meno la stessa degli anni scorsi alla quale è stata aggiunta qualche toppa di quelle che ti sistemano per un bel pò.
Le toppe, se così vogliamo chiamarle, si chiamano Boateng, Robinho e Ibrahimovic. Ma è cambiata la mano del sarto: Massimiliano Allegri da Livorno. Il tecnico, dopo le buone annate di Cagliari, soprattutto dal punto di vista del gioco, è arrivato a Milanello in punta di piedi.
La prima esperienza nella panchina di una grande si presentava sin da subito come una sfida non facile, contornata dalla voci di molti che dicevano: “Allegri farà l’allenatore, la formazione la farà Berlusconi”.
Arrivato al Milan senza proclami, accusato di poca personalità, ha lavorato nell’ombra e costantemente giorno dopo giorno per conoscere sempre meglio la squadra e spiegare le sue idee e il suo calcio a campioni che hanno vinto tutto.
Così partita dopo partita il Milan è cresciuto in convinzione, ha iniziato a mostrare un gioco nuovo. Roba che a Milanello non si vedeva dall’arrivo di Ancelotti di quasi una decina di anni fa. Addio al Milan compassato che cercava di sfondare le difese chiuse col possesso palla, spesso sbattendo sul muro difensivo avversario.
Allegri in pochi mesi è stato capace di varare un nuovo corso in casa Milan, che finora gli sta dando ragione, vista la posizione dei rossoneri in testa alla classifica. Un Milan che è diventato concreto, cinico, muscolare, che pressa alto e sfinisce l’avversario senza farlo respirare. Ronaldinho in panchina, alla faccia di chi credeva alla poca personalità di Allegri contro i dictat presidenziali, e spazio ai tre mediani muscolari Ambrosini, un Gattuso tornato ai suoi migliori livelli, Boateng o Flamini, sacrificando anche l’intoccabile Pirlo.
Là davanti un Robinho ritrovato nella condizione fisica e nel morale ed un Ibrahimovic devastante fanno il resto, concretizzando un gioco ad alta intensità. Il divario in classifica tra il Milan e le altre ci sta tutto per ciò che si è visto in campo in questi primi mesi della stagione.
Resterà da vedere se la condizione fisica dei rossoneri riuscirà a garantire un rendimento del genere anche nei prossimi mesi, in attesa del recupero di Pato, fuori da quando il Milan si è riscoperto a immagine e somiglianza del suo mister. Chissà se Allegri sotto l’albero troverà Cassano, un regalo gradito ma non facile da gestire.
(di Gaetano Scavuzzo - del 2010-12-22) articolo visto 3588 volte
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