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ELIZABETH TAYLOR, ADDIO AGLI OCCHI DI HOLLYWOOD

Il suo sguardo rimarrà nella leggenda del cinema, come la vita dell'attrice più anticonvenzinale di Hollywood resterà un ricordo indelebile nella memoria collettiva mondiale

L'ultima stella di Hollywood si è spenta.
Con la scomparsa di Elizabeth Taylor, morta il 23 marzo scorso a 79 anni, sparisce la grande dinastia di attrici che dominarono la scena del cinema dagli anni quaranta agli anni ottanta. Gli attori e le attrici di quel periodo avevano tutti una dote che nessun interprete di oggi può vantare: il carisma.
Elisabeth Taylor faceva parte di quella cerchia.
GLI INIZI - I giovani del nostro tempo la conoscono più per i suoi otto matrimoni che per le sue capacità recitative, ma i suoi mariti sono solo la rappresentazione di una vita fatta di eccessi, sempre vissuta al massimo, fin dalla più tenera età.
Gli occhi viola di Liz, quei magnifici occhi che fecero innamorare migliaia di telespettatori, iniziarono prestissimo a fissare la telecamera.
Nel 1942, infatti, a soli nove anni, gli Universals Studios la scritturano per il suo primo film, There's One Born Every Minute. L'anno successivo è la Metro Goldwin Mayer a ingaggiarla come padroncina del collie più famoso del mondo in Torna a casa, Lassie.
La sua prima parte da protagonista arriva l'anno successivo, con l'interpretazione di Velvet Brown, giovane allenatrice di un cavallo in Gran Premio. Da lì in poi è tutta una scalata verso il successo.
IL SUCCESSO - La caratteristica principale di tutte le eroine portate sullo schermo da Elisabeth Taylor è stata la passionalità e il tormento.
Dalla Maggie di La gatta sul tetto che scotta alla Gloria Wandrous di Venere in visone, passando per la Catharine di Improvvisamente l'estate scorsa, Liz Taylor ha sempre interpretato donne capaci di dividere il pubblico perchè tutt'altro che unidimensionali, ma anzi ricche di sfaccettature.
Il fatto di aver avuto una vita sentimentale, “movimentata”, eufemisticamente parlando può averla penalizzata a livello cinematografico, eppure la Taylor non se n'è mai preoccupata.
Il suo stile anticonvenzionale e ribelle nella Hollywood in crisi degli anni Quaranta ne ha fatto da subito un'icona, rendendola forse antipatica ai più, a causa dei suoi numerosi capricci, ma mettendo in risalto una personalità prorompente.
GLI AMORI - Otto matrimoni, 6 mariti, 7 divorzi e una vedovanza, questo il bilancio dei 79 anni di vita sentimentale di Liz Taylor.
Il primo marito, abbandonato dopo appena un anno di vita coniugale, fu Conrad Hilton (sposato nel 1950 e lasciato nel 1951), seguito poi da Michael Wilding (1952-57) e da Michael Todd (1957-1958). Alla morte di Todd, precipitato con il suo aereo, Liz Taylor, sposò Eddie Fisher, miglior amico di Todd e compagno della di lei amica Debbie Reynolds. Il matrimonio durò 5 anni, dal 1959 al 1964.
La folgorazione avuta sul set di Cleopatra con Richard Burton è una storia a parte. L'attore inglese fu il vero grande amore della Taylor. Sposatisi una prima volta nel 1964, il loro primo matrimonio durò 10 anni, tra sbronze, botte e litigi, mentre il secondo poco meno di un anno (1975-76).
Nonostante il tormentato rapporto sentimentale, i due rimarranno amicii fino alla morte dell'attore gallese, avvenuta nel 1984 per un'emorragia cerebrale.
Gli ultimi due matrimoni, con il senatore repubblicano John Warner (1976-1982) e con l'ex tossicodipendente Larry Fortensky (1991-1996) servono solo a colorire maggiormente la biografia dell'attrice.
L'OMAGGIO - Come spiegare oggi che grande attrice fu Elizabeth Taylor? Il compito è difficile. Eppure, basterebbe rivedere i suoi film per capire che non era solo il suo magnifico sguardo a catturare lo spettatore, o il suo corpo prorompente, bensì la forte carica emotiva che i suoi personaggi lasciavano trasparire.
Quindi, anche se verrà spontaneo accostare il suo nome alla sua vita sentimentale o ai sui sfavillanti gioielli (come non ricordare il diamante da 33 carati regalatole da Richard Burton e appartenuto niente poco di meno che a Maria I d' Inghilterra?) basterà andare a rivedere la sua biografia, che alla voce premi vinti, recita “due oscar” (per Venere in Visone nel 1960 e per Chi ha paura di Virginia Wolff sei anni più tardi) per comprendere che non è stata solo una bella donna affamata di uomini, ma anche una grande attrice.
E se i due Oscar non doessero servire a sostenere questa tesi, allora si dovrà semplicemente digitare su google le parole “Elizabeth Taylor Warhol”, guardare il ritratto che di lei fece l'artista americano nel 1963, e provare rispondere ad una semplice domanda: quale attrice di oggi ha la capacità di catturare lo sguardo dello spettatore come riusciva a fare Liz grazie ai suoi bellissimi occhi viola?
(di Davide Luciani - del 2011-03-28) articolo visto 2135 volte
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