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FESTA GRANDE PER IL DOTT. CLAUDIO IMPRUDENTE!

Giornalista e direttore editoriale di "Hp-Accaparlante", riceverà il 18 maggio 2011 la Laurea Honoris Causa in Formazione e cooperazione.

Sarà la facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Bologna a conferire il lusinghiero riconoscimento allo scrittore bolognese, nato il 19 marzo 1960 con una grave lesione cerebrale. Negli anni Imprudente ha sempre sfoggiato una copiosa ironia per combattere i pregiudizi e gli stereotipi. Dal 1989 è un attivo giornalista pubblicista. Ha pubblicato una decina di libri, tra cui l'autobiografia "Una vita imprudente" e scritto migliaia di articoli. Collabora con il portale d’informazione sociale dell’Inail “Superabile” e cura la rubrica “DiversaMente” sul Messaggero di Sant’Antonio di Padova. È inoltre presidente del Centro documentazione handicap e direttore editoriale della rivista "Hp-Accaparlante".
Un nome dunque, noto nei mondi della disabilità e della solidarietà sociale che lo hanno visto partecipe a varie trasmissioni televisive ed a centinaia di convegni, dove ha divulgato le sue numerose iniziative, tra cui "Progetto Calamaio". Si tratta di una serie di percorsi formativi rivolti alle scuole e finalizzati a creare una nuova cultura dell'handicap, con cui ha organizzato dal 1986 oltre 5.000 incontri, realizzati ognuno in modo particolare senza arrendersi mai: “inchiostro nell’inesauribile calamaio”.
La cerimonia di consegna della laurea si svolgerà a Rimini, nell'aula magna dell'Università a Palazzo Ruffi-Briolini il prossimo 18 maggio. Durante la giornata sono previste letture e proiezioni di video sui temi della diversità, sui pregiudizi e sull'integrazione sociale e scolastica delle persone con disabilità. Domenica 22 maggio dalle 15 ci sarà una festa al Maranà-tha, la comunità di famiglie di San Giorgio di Piano - di cui Claudio Imprudente è stato uno dei fondatori – che si occupa di accoglienza di bambini in affido, persone con disagio psichico-sociale e madri sole con bambini.
Imprudente di nome e di fatto! Claudio ha quindi, condotto una vita davvero “da imprudente”, testimone vivace della nuova cultura dell’handicap dalla personalità impetuosa non arrestata neanche dalla sua malattia, tetraparesi spastica di cui è affetto dalla nascita e che lo lega alla sua sedia a rotelle, senza poter controllare alcun movimento, né comunicare. Le sue parole sono affidate a una tavoletta di plexiglas con le lettere dell’alfabeto, che lui indica con lo sguardo; ha quindi bisogno di assistenza continua per le necessità quotidiane, nonché per le complesse attività, quali la stesura di articoli, conferenze e piani di lavoro.
Nessuna paura, nessun senso di colpa, nessun vittimismo, né furibonda rivendicazione nelle sue attività, ma solo la celebrazione della gioia di vivere e del gustare le cose semplici della vita, anche la condizione di dipendenza dagli altri, che istintivamente terrorizza, assume un significato completamente nuovo: di vicinanza, di contatto con la persona e di condivisione: “Non sono i normodotati che devono “tollerare” i disabili, ma tutti devono essere educati alla debolezza, ai limiti, a superare con creatività le proprie paure, le proprie ansie e difficoltà. E anche a chiedere aiuto, aldilà degli schemi rigidi imposti dalla società, che ci pretende autonomi e vincenti, fatti con lo stampino e omologati” afferma con forza Imprudente. Con le sue teorie abbatte ogni sentimento involontario ed impulsivo nei confronti dell’handicap, quel sottile disagio di non sapere come comportarsi e le attenzioni “politicamente corrette”. Tutto mandato in frantumi con ironia e leggerezza, condite da continue metafore prese a prestito da ambiti diversi: fumetti, calcio, televisione e canzoni.
Attraverso le risposte alle decine di lettere inviategli da lettori e conoscenti, Claudio mette in luce aspetti troppo spesso ignorati, dimenticati: l’handicap e la seduzione, l’handicap e la visibilità mediatica, l’handicap e l’ironia, l’handicap e il divertimento, l’handicap e lo sport, l’handicap e il rapporto con la religione, e l’handicap e l’amicizia.
Il giornalista bolognese, fautore di un’operazione di “taglio dei prefissi”, ribalta completamente la prospettiva sul mondo della disabilità, coniando il neologismo diversabilità: dis-abilità sottolinea solo una mancanza, mentre l’accento va posto sulle “abilità”, sulla presenza di capacità, e non sulla loro assenza. ”E sulla persona, troppo spesso identificata con il proprio handicap: non andare all’identità della persona significa non superare una barriera, restare in superficie, continua Imprudente. Per cambiare cultura dell'handicap, cioè passare dalla cultura della disabilità alla cultura della “diversabilità”, bisogna cambiare una consonante: di per sé l'handicap è una sfiga, ma se cambiamo una consonante cosa diventa? Una sfida!”.
E la sfida “il sale del gioco” di Claudio Imprudente è sempre quella: ”Non dover più lavorare per l’integrazione perché nel futuro non si parlerà più di integrazione! Non ci saranno più le “Paraolimpiadi”, ma solo le “Olimpiadi”, non più i “disabili”, ma solo le persone!”
Necessitiamo, dunque, di una nuova cultura di umanità in cui il contatto con la disabilità può farci da guida in quanto "cartina di tornasole", come dice Claudio Imprudente, dell’attitudine a guardare e pensare positivamente a se stessi e alla vita, con le sue potenziali diversificazioni: ”In questa nuova cultura penso che uno degli assi portanti sia identificabile in un'idea di integrazione, che vada oltre il solo inserimento di persone diversabili nei vari domini dell'esistenza e che, quindi, porti alla costruzione di un mondo più a misura d'uomo”.
Per concludere, se interpreto bene il pensiero del giornalista bolognese, la nostra forma mentis sull’integrazione dovrebbe essere un concetto universale: se è integrata una persona disabile, allora lo è sicuramente qualsiasi altra persona!
Con le sue affascinanti riflessioni sulla Diversabilità, infatti, vuole liberare la persona con deficit e la sua realtà da una prerogativa negativa, insita della nostra cultura, e valorizzare la possibilità della realizzazione di uno stile di vita a partire dalle più comuni attività: ad esempio Claudio non può parlare come chiunque altro, ciò non significa che non lo possa fare in assoluto, lo fa diversamente, con la sua tavoletta di plexiglas.
Congratulazioni neo-dottore Imprudente!
(di Annarita Ferri - del 2011-05-17) articolo visto 4983 volte
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