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DOUBLE FACE: QUANDO ESCONO FUORI I DUE LATI DELLA PERSONA

Come si forma, i paragoni con la cronaca, le patologie

La mente umana, nonostante i progressi della medicina, della psicologia e delle scienze varie, resta sempre un arcano per l'uomo stesso che cerca di comprenderne i comportamenti ma non riesce a carpirne fino in fondo il funzionamento effettivo, né a comprendere cosa spinge questa a compiere delle azioni del tutto inspiegabili e irrazionali.
LA DOPPIA PERSONALITÁ - Spesso ci si trova di fronte a casi in cui la mente umana fa scaturire un lato della persona di cui non si sospettava l'esistenza, ma che giaceva latente aspettando solo chissà quale input per uscire fuori.
Detto in parole da non addetti ai lavori, si potrebbe definire questo fenomeno come quello della doppia personalità, dei lati oscuri o nascosti, o del fenomeno “Jekyll e Hyde”. In effetti quello della personalità multipla è uno dei casi clinici meno spiegati, per cui le relative definizioni vanno prese con molta cautela.
COME SI FORMA - La personalità di un essere umano si forma dal patrimonio neurobiologico ereditario e dall'adattamento di questo all'ambiente e alle relazioni socioculturali in cui il soggetto vive. Da questa fusione si determina la “singolarità” o l'unicità di una persona, caratterizzata dagli aspetti intellettivi, emotivi e volitivi e dal suo modo di relazionarsi con gli altri.
La personalità multipla si ha quando questa è divisa in due o più tipologie di carattere che coesistono tra di loro all'interno di un individuo ma che sono completamente indipendenti e contrastanti l'uno con l'altro. Le differenze tra le due personalità spesso si evidenziano anche a carattere somatico; inoltre il passaggio dall'una all'altra può avvenire in maniera rapidissima o lentamente, dando il tempo alle due di relazionarsi tra loro, quasi fossero amiche o conoscenti.
La psicoanalisi ritiene che durate il corso della sua vita, la persona mantenga piena consapevolezza soltanto su una parte delle sue esperienze e conoscenze, mentre per alcuni ricordi o rappresentazioni del Sé inaccettabili a livello intrapsichico si attua in procedimento di separazione, fino a che queste due parti non entrano in contrasto tra di loro provocando la perdita del controllo della propria vita.
Ciò che permette di difendersi da questo meccanismo è la rimozione o anche la dissociazione, che crea una barriera tra quello che si vuole conservare e quello che invece si vuole eliminare. Perciò la creazione della personalità multipla potrebbe essere la conseguenza di una forma di rifiuto di determinati contenuti psichici, in modo da salvaguardare il nucleo sano del Sé, riferendo tutto il vissuto negativo ad altre persone diverse appunto da Sé.
PARAGONI CON LA CRONACA … - Da quanto detto si possono ricavare elementi che permettono un paragone con i diversi casi di cronaca che troppo spesso occupano le prime pagine dei quotidiani e a cui è riservato molto spazio nei rotocalchi televisivi.
Siamo ormai abituati ad assistere ad omicidi compiuti apparentemente da persone normali, rispettabilissime, di buona famiglia, con un lavoro, dei figli, e quanto di più normale potremmo immaginare. Analizziamo a fondo ciò che li ha portati a compiere determinati atti, ma non troviamo nulla di spiegabile in maniera razionale.
Non riusciamo a trovare una spiegazione perché effettivamente non c'è se pensiamo che si tratta di casi di personalità multipla, di casi in cui la parte rimasta per lungo tempo nascosta ed addormentata all'interno di una persona, viene fuori in maniera repentina e catastrofica, arrivando ad ottenere i peggiori risultati. Non si tratta propriamente di scissione della personalità ma di disintegrazione di questa e, a questa definizione, appunto, vanno ricondotte tutte quelle patologie psichiatriche che delineano il profilo del killer.
LE PATOLOGIE - La più diffusa è la psicopatia, definita dallo psichiatra J. Reid Meloy come una personalità che ha in sé tratti di storie personali di continui tentavi di costruzione di un'immagine positiva di sé all'interno di un ambiente avverso che costringe a rifugiarsi in se stessi.
Un'altra patologia è il disordine da personalità antisociale, che si manifesta fin dalla prima adolescenza, periodo in cui per il soggetto colpito da questa patologia non esistono regole, vi è una mancanza totale del rimorso o del senso di colpa dopo aver danneggiato qualcuno o qualcosa e soprattutto predominano completamente l'impulsività e la capacità di pianificare in anticipo.
Queste due patologie rientrano in quella che più comunemente è individuata come personalità psicotica. Studi americani hanno rivelato che quasi il 40% dei crimini commessi viene compiuto da soggetti affetti da questi disturbi. Inoltre queste persone occupano una percentuale che va dall'1% al 4% della popolazione di ogni società studiata sociologicamente.
Ci sono molti casi, anche nel nostro paese, che lasciano supporre che dietro omicidi come quelli di Chiara Poggi, Sara Scazzi, Yara, Melania Rea, la strage di Erba e il delitto di Cogne e altri che vanno indietro nel tempo, vi siano soggetti dalla personalità complessa e forse colpiti proprio da simili disturbi.
IN CONCLUSIONE … - Dunque dobbiamo pensare che la nostra mente e la nostra personalità siano dei mondi ancora tutti da scoprire, le cui funzionalità e potenzialità non ci sono ancora del tutto note. Ciò che avviene a livello del nostro subconscio non è ancora del tutto accessibile e soprattutto non può essere controllato dall'individuo. Per cui rimane un mistero cosa porti la nostra mente a scindersi e disintegrarsi fino a spingere un individuo a compiere gesti estremi e il più delle volte irreparabili.
Consiglio letterario: Dobbiamo parlare di Kevin, Shriver Lionel, Piemme.
(di Marianna Mangifesta - del 2011-09-19) articolo visto 6745 volte
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