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SERGIO BONELLI, CREATORE DI EROI ORDINARI

Addio ai fumetti all'italiana, addio a Sergio Bonelli, il signore del fumetto italiano

BIO E STORIA - Figlio di Gian Luigi Bonelli (inventore di Tex) e di Tea Bonelli, fin da ragazzino entra nel mondo del fumetto lavorando nell'azienda di famiglia come tuttofare. Nel 1957 prende le redini della piccola casa editrice Cepim, che diventerà quella che noi conosciamo come la Sergio Bonelli Editore.
La nascita del fumetto italiano è da collocare negli anni Trenta. Esso ha preso molto da quello americano, di cui in quegli anni pubblica quasi l'intero materiale esistente. Nello stesso periodo nascono i primi sceneggiatori nazionali. Nel corso del Dopoguerra, un gruppo di case editrici italiane, dà il via ad una grande produzione di fumetti che farà una massiccia concorrenza a tutti i prodotti americani in circolazione. La più rilevante tra queste case editrici era sicuramente l'Audace, che Gian Luigi Bonelli rilevò nel 1940 da Lotario Vecchi. Successivamente la direzione passa a sua moglie Tea che impone l'azienda sul mercato grazie alla pubblicazione di fumetti di successo come Tex, Hondo, I tre Bill, Il sergente York.
In questo periodo Sergio muove i primi passi come sceneggiatore, scrivendo sotto lo pseudonimo di Guido Nolitta. Il primo fumetto che esce con questo nome è Un fanciullo nel far west, disegnate da Franco Bignotti e quelle del Giudice Bean ambientate nel secondo Ottocento in America.
GLI ANNI SESSANTA E ZAGOR - Nei primi anni Sessanta è Sergio Bonelli a prendere la direzione dell'azienda. I successi sono molti e tra questi troviamo Zagor, scritto proprio da Guido Nolitta e Il piccolo Ranger. Zagor è un personaggio che si differenzia dal western classico, perchè si inserisce nel mondo reale e immaginario della foresta di Darwood. Lo stesso Sergio Bonelli parla della foresta di Darkwood come «un luogo situato nel mondo della fantasia e non in quello della realtà» e il suo scopo di realizzare un personaggio che sia il protagonista di storie fantasiose è perfettamente riuscito.
MISTER NO - Negli anni Sessanta i temi vengono mano a mano rinnovati, revisionando lo schema classico dell'avventura e, negli anni Settanta, si inaugurano nuove collane conosciute come I Protagonisti (1974), Un Uomo, Un'avventura (1976), il celebre Mister No (1975), anche questo prodotto dall'ingegno di Guido Nolitta, e Ken Parker e Martyn Mystere. Mister No è uno dei suoi charactere più riusciti, risultato dei suoi innumerevoli viaggi nell'America Latina.
Mister No è un ex soldato americano, diventato pilota di un piper per turisti e ritiratosi a vivere a Manaus in cerca di tranquillità. È il primo eroe della casa editrice Bonelli, che ha molti tratti comuni con la personalità dal suo ideatore.
Egli si trova sempre a dover affrontare criminali e delinquenti, nonostante si trovi in un posto sperduto del mondo. Li affronta sempre come vuole il canone dell'avventura ma non è un eroe che combatte contro il male, al contrario è un uomo coraggioso che non si tira indietro e non ambisce ad una scalata sociale per la sua gloria personale. Anzi egli, grazie al suo carattere allegro, guadagna la simpatia di tutti gli abitanti del luogo in cui si trova a vivere. Mister No a differenza dei western, è ambientato in un contesto vicinissimo alla vita quotidiana e quindi a problemi ben più concreti di un'avventurosa vicenda western.
LE RIVISTE E GLI ULTIMI LAVORI - Con l'affermarsi in Italia e in Francia del fumetto d'autore, anche Sergio Bonelli scende in campo con due riviste che resteranno dei punti fermi nell'editoria italiana: Orient Express, che ospita nomi importanti del panorama fumettistico italiano come Saudelli, Rotundo e Cossu, e Pilot, edizione italiana dell'omonima rivista francese. Negli anni Ottanta arrivano sulle file della Sergio Bonelli Editore, Dylan Dog, personaggio ideato da Tiziano Sclavi, il poliziesco Nick Raider e Nathan Never, primo fumetto di fantascienza italiano. Negli anni Novanta sono diffusissimi i fantasy e i fumetti horror come Brendon e Magico-Vento e vengono pubblicate tre collane che hanno come protagonisti tre personaggi femminili: Legs Weaver, Julia e Gea. Più vicini a noi, editi a partire dai primi anni del Duemila, troviamo Dampyr e Gregory Hunter.
Insomma possiamo dire davvero che il panorama del fumetto italiano è stato ed è tutt'oggi dominato dalle produzioni di Sergio Bonelli, che ha sempre curato personalmente i contenuti delle sue pubblicazioni, preferendo per questo motivo il bianco e nero ai fumetti a colori, in modo da rivolgersi sempre di più ad un pubblico popolare, anche attuando una politica di prezzi decisamente accessibili.
E ora cosa succederà adesso che lui non c'è più? Sicuramente bisognerà aspettarsi un cambiamento del fumetto italiano, una sorta di cesura tra quello che c'era prima e quello che ci sarà adesso e nel futuro prossimo. È stato proprio Sergio Bonelli a rendere il genere avventuroso, di cui era stato capofila Emilio Salgari con i suoi romanzi, un genere accessibile a tutti in svariate sfaccettature, impersonate dai sui numerosi personaggi che rimarranno per sempre nella storia del fumetto italiano e che hanno fatto compagnia a generazioni di bambini, giovani e adulti, che hanno sognato insieme ai loro eroi preferiti.
(di Marianna Mangifesta - del 2011-10-26) articolo visto 4929 volte
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