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IL FENOMENO PUFFI: DAL FILM AI GADGET

Tornano di moda i simpatici ometti blù

C'era da aspettarselo che due giganti dell'industria cinematografica come la Columbia Pictures e la Sony Pictures Animation avrebbero presto puntato su una realizzazione che avrebbe riunito al cinema diverse generazioni di appassionati: finalmente anche i Puffi sono sbarcati sul grande schermo, e nella versione 3D.
MEGLIO AL … “NATURALE”? - Nonostante l'entusiasmo generato dalla notizia, in molti si sono mostrati diffidenti verso l'utilizzo delle più innovative tecniche cinematografiche su quei simpatici omini che a noi tutti piace ricordare nella loro genuinità, o per meglio dire, in quella grafica semplice e non proprio perfetta che li ha caratterizzati sin dalla loro prima uscita in tv, nel 1981.
Ma, già dalle prime scene del film, tutti si sono dovuti ricredere: il villaggio dei puffi, con quelle loro adorabili casine a forma di funghi, si presenta esattamente come ce lo ricordavamo: allegro, colorato e in armonia con la natura.
PRO E CONTRO - I personaggi sono sempre gli stessi, con qualche aggiunta (come ad esempio Puffo Coraggioso, di chiare origini scozzesi e non presente nella versione originale); ma quel che più riesce a creare un filo diretto con la nostra infanzia sono proprio le loro voci, che sono rimaste quelle originali almeno per due dei personaggi principali, il maldestro puffo Tontolone e il sapientone puffo Quattrocchi.
Anche per il doppiaggio del Grande Puffo, diverso dall'originale, si è utilizzata un'altra voce familiarissima al mondo dei giovani, ovvero quella di Gandalf ne "Il Signore degli Anelli" e del mago Silente in "Harry Potter", che ha contribuito a conferire un'aura di saggezza al padre di tutti i puffi.
Tornando alla storia, dopo i primi minuti del film, questi simpatici omini vengono condotti tramite un portale magico nel nostro secolo e, più precisamente, nella città di New York.
É proprio dalle prime scene girate nella Grande Mela che le critiche mosse dai più scettici si sono dimostrate infondate: la tecnica dell'ibrido tra animazione e live-action sì è dimostrata talmente ben riuscita da non avere precedenti in campo cinematografico ed è infatti soprattutto nelle scene di interazione tra i puffi e i protagonisti umani che ci si rende conto di quanto sia stata ben utilizzata; sembra proprio che Neil Patrick Harris (protagonista della famosa sitcom "How I met your mother") stia abbracciando dei VERI omini blu, e non dei pupazzi creati al computer.
IL MERCATO DEL … “PUFFO” - Ovviamente il prodotto cinematografico è servito da veicolo per la vendita di accessori, videogiochi e svariati gadget, tutti rinnovati per l'occasione. Il film stesso sembra essere stato concepito in funzione di un'abile azione di marketing: non è un caso che una delle scene principali sia stata girata nel più famoso negozio di giocattoli di New York (F.A.O. Schwarz) e che il protagonista umano possegga il celebre videogame Guitar Hero, con cui si cimenta insieme ai Puffi in una rock version del loro famosissimo motivetto.
Ma lasciando gli USA e tornando al nostro Bel Paese, sono molte le aziende che si sono lasciate ispirare dal ritrovato successo degli ometti blu per la creazione di nuovi gadget: La Nutella ha realizzato una piccola collezione di quattro bicchieri limited-edition raffiguranti ognuno due dei personaggi principali; tra le sorprese di un primo tipo di patatine della Salati e Preziosi troviamo una serie di 6 personaggi, mentre in un secondo tipo troviamo 12 figurine attacca e stacca. Infine c'è la Kinder, che non poteva certo farsi scappare l'occasione di includere tra le varie sorprese dei suoi ovetti i nostri amici blu.
IL RITORNO DEL FUMETTO – I lettori più accaniti e i collezionisti più insaziabili saranno di certo lieti del ritorno in edicola dei Puffi, poiché anche il mercato del fumetto ha approfittato della buona riuscita del lungometraggio per riproporre le vecchie strisce racchiuse in più volumi. La casa editrice Black Velvet infatti, in concomitanza con l'uscita del film, ha pubblicato delle storie a fumetti INEDITE per l'Italia, presenti sia nel film, sia nella serie d'anizmazione televisiva. A Settembre sono usciti i primi due volumi: “I Puffi e il libro che tutto sa” e “L’astropuffo innamorato – 44 storie brevi dei Puffi”.
Insomma, anche i fans più esigenti sono rimasti soddisfatti da questa produzione; l'unica pecca del film forse è stata proprio la volontà di voler accontentare più fasce di pubblico: sebbene la tecnica della live-action e l'utilizzo di alcune battute non proprio infantili abbiano contribuito a mantenere alta l'attenzione del pubblico adulto, la trama è parsa molto scontata, in linea con il carattere dolce e mieloso dei Puffi, più adatta ad un pubblico di bambini.
Nonostante ciò, in molti sembrano aver apprezzato la pellicola, che durante quelle due magiche ore ci ha riportato indietro nel tempo, durante gli anni della nostra infanzia, in cui tutto ci sembrava, per così dire, più puffoso!
Foto tratte dal film "I Puffi" ("The Smurfs") - Sony Pictures
(di Sarah Presciutti - del 2011-11-09) articolo visto 4103 volte
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