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UN LIBRO PER NATALE: TRA CLASSICI E NOVITÀ

Alcuni suggerimenti tra racconti poetici, secondi amori e letteratura ordierna

Leggiamo poco, leggiamo troppo poco considerando la mole di libri immessa nel mercato editoriale italiano. La lettura è roba da pochi, roba da letterati, roba da intellettuali. E ben venga, se essere considerati intellettuali vuol dire essere ammessi al circolo privato dei lettori. Ma, il tempo vacanziero, in questo caso il tempo natalizio, può anche essere propizio, può stimolare la lettura, la voglia di un buon libro, di quelli che lasciano il segno e, come direbbe Stefano Benni, di quelli che durano.
Forse questo sarà un Natale mesto, il calore familiare avrà probabilmente la meglio sulla freddezza dei centri commerciali e i regali anonimi che, purtroppo, faremo. Pensarlo fa bene, dona al Natale la sua giusta connotazione, la sua giusta dolcezza. Esistono miliardi di libri che potranno essere considerati giusti per il Natale, ma voglio proporne alcuni che hanno qualcosa di speciale, dei libri che durano ecco, che restano sospesi nell'aere dopo essere stati letti.
JAMAICA KINCAID E I RACCONTI POETICI DI “IN FONDO AL FIUME” - Jamaica Kincaid è una scrittrice nata ad Antigua nei Caraibi (con il nome di Elaine Potter Richardson) ma trasferitasi a 16 anni negli Stati Uniti per lavorare come ragazza alla pari. La sua passione per la scrittura e l'interesse per la fotografia la portano presto a collaborare con le riviste “Ingenue” e “New Yorker”. I contrasti con la famiglia, la quale non accettava che Elaine scrivesse, la spingono a cambiare nome e ad assumere quello con cui poi diventerà una scrittrice. Sconosciuta al pubblico di massa, sconosciuta alla grande editoria, sconosciuta ai lettori abituali di libri commerciali. Jamaica Kincaid è uno scrigno di poesia e immagini suggestive, immagini che evocano paesaggi esotici speziati di sapori amari e rapporti di una tenerezza disarmante e graffiante.
Leggere “In fondo al fiume” è un tuffarsi in atmosfere oniriche, in cui ritornano alla memoria immagini infantili e di un tempo che si riesce a ritrovare solo in fondo al cuore, in fondo a quel cuore che è un fiume che scorre e che è sempre lì e nel suo letto custodisce una vita fatta di incontri, profumi, atmosfere, persone, rapporti. “In fondo al fiume” raccoglie i racconti apparsi sul “New Yorker” come rari gioielli letterari, racconti poetici che rievocano scorci di una natura lussureggiante in cui si alternano reminiscenze di un'infanzia caraibica costellata di scoperte preziose, di rapporti familiari dolorosi, dominati da una figura materna che si dona completamente negandosi con la stessa totalità. Le cose non sono mai come sembrano in questo libro, breve, inesauribile e visionario. Leggerlo è un buon modo per conoscere questa scrittrice così profonda incredibilmente immaginifica.
JOSEPH ROTH E I SECONDI AMORI - Joseph Roth è un autore ben noto alla letteratura internazionale grazie ad alcuni dei suoi più celebri lavori tra i quali vanno annoverati “La cripta dei cappuccini”, “La marcia di Radeztky” e “Fuga senza fine”. Ma ci sono due opere di questo scrittore austriaco, nato negli ultimi anni dell'ottocento, che meritano un'attenzione maggiore da parte del pubblico dei lettori.
Il primo è “Il secondo amore” raccolta di prose affascinanti e favolistiche che trasportano chi le legge in un mondo antico, magico, abitato da giovani violinisti capaci di far danzare le stelle nel cielo, agili ballerini col monocolo, clown lillipuziani e macrocefali. Riaffiorano storie incredibili, di un Natale di guerra sul bassopiano della Podolia, della presenza dell'imperatore, del cordoglio per la miseria austriaca al crollo dell'impero e per il tramonto della patria.
Il senso profondo e primario di tutto il libro, quello che ne costituisce l'essenza, è l'amore che diventa puro e che si trasforma in una bellezza disarmante. Un amore che richiama alla memoria e al cuore sensazioni dimenticate, appartenenti alla magia e al sapore antico di natali passati in famiglia da bambini.
Il secondo è “La leggenda del santo bevitore e altri racconti”. Un vagabondo, Andreas Kartak, incontra una notte sotto i ponti della Senna, un enigmatico sconosciuto che gli offre duecento franchi. Il vagabondo non vuole accettare perchè sa che non potrà mai restituirli. Lo sconosciuto gli suggerisce di restituirli quando potrà alla piccola santa Teresa nella chiesa di Santa Maria di Batignolles. Da quel momento in poi la vita del vagabondo è tutta un avvicinarsi e un perdersi sulla strada di quella chiesa per mantenere una parola impossibile. Ebbrezza, miracolo, oblio, la felicità di accettare la vita prima di arrivare alla morte. Una storia illuminante ed evocativa che spinge, nella sua scarna semplicità, a riflettere sul senso della nostra esistenza e su quello che ci fa uscire fuori dalla strada che siamo chiamati a camminare.
Il volume contiene anche i racconti “L'allievo modello” e “Il mercante di coralli”.
SUGGERIMENTI POETICI - E perchè non la poesia? La poesia è quella forma di espressività che racchiude la purezza della vita così come viene data a chi scrive. Il Natale in questo senso, ha bisogno di luce, di luminosità, perciò leggere Tagore è la cosa più bella che si possa fare per vivere un Natale dove la gioia prevalga sull'amarezza che ci circonda. Tagore offre continui riferimenti alla cultura e alle tradizioni orientali, in modo particolare indiani, utilizzando i particolari della vita quotidiana che si mescolano ad una delicatezza dello stile che entra nell'anima e scalda il cuore.
O Alda Merini, sempre e comunque illuminante, confortante e ricca di spunti su cui riflettere. Commovente esempio di verità, di follia non accettata e di immensa dolcezza. Leggere la Merini vuol dire conoscere una donna che ha segnato la letteratura e la poesia italiana e immergersi in atmosfere amare e cullanti allo stesso tempo.
NOVITÀ DA NON SOTTOVALUTARE - Gettando uno sguardo sulla letteratura odierna, sulle ultime valide ed interessanti uscite, meritano uno spazio alcuni giovani scrittori, autori di romanzi carichi di esperienze personali e di spunti di riflessioni riguardanti la società di questo paese. Paolo Di Paolo, giovane autore italiano, esce con “Dove eravate tutti”, panoramica sull'Italia del predominio politico di Berlusconi. È questo che l'autore vuole sottolineare, dove erano tutti, dove erano i padri, quando iniziava e si realizzava il declino civile politico di un paese . Quel declino in cui l'essere giovani contro l'età adulta, l'assenza e il silenzio non fanno altro che alimentare la decadenza. La narrazione di una vita che va deteriorandosi sempre di più, in cui “tutti hanno qualcosa da farsi perdonare”, una festa che si trasforma in un veglione grottesco da cui tutti se ne vanno.
È questa l'Italia di chi è cresciuto solo negli anni di Berlusconi e che fa da sfondo al questo libro.
Una particolare attenzione merita anche Vincenzo Latronico, giovane milanese d'adozione, autore de “La cospirazione delle colombe”, lavoro fatto di storie incastrate l'una nell'altra , di figure che si perdono per poi ritrovarsi e di lavori e occasioni perduti e riscoperti per poi essere persi di nuovo, fino a dar vita ad un immenso e duro affresco della società attuale. Un libro che attraversa il mondo accademico, le università americane, le aziende italiane, il paesaggio veneziano e quello balcanico, che sa dipingere la crisi di una intera civiltà e la brutalità del mondo del dio denaro fino ad approdare alla solitudine e come sempre all'amore, sale di ogni mondo e di tutta la vita.
Infine, non certo per importanza, Folco Terzani, figlio di Tiziano, con il suo ultimo lavoro “A piedi nudi sulla terra”, la storia di un baba, un sadhu, un uomo che ha rinunciato alla sua vita materiale, alla sua città, alla sua casa, a tutto quello che aveva, per fare del mondo la sua vera casa, della giungla il suo unico rifugio, della terra il suo letto e dei frutti della natura il suo nutrimento. Il sadhu si spoglia dei suoi averi perchè non vuole possedere nulla: tutto quello che gli viene dato non gli appartiene, per cui deve essere donato a qualcun'altro.
Ma qual è il percorso, il cammino che porta una persona a scegliere questa strada? Baba Cesare, dopo essersi ribellato ai ruoli societari e ad ogni forma di organizzazione, dopo aver avuto problemi con la giustizia e con la droga, si è avvicinato al mondo dei sadhu indiani. Appartenente al movimento hippie degli anni Settanta, trasgressore delle regole e delle leggi, una vita vissuta per molto tempo sotto l'effetto devastante delle droghe, in quei tempi appena venute a galla, Cesare, prima di costruire tra le rovine di Hampli il suo ashram, ha vissuto nell'eccesso totale, buttandosi a capofitto in tutte le esperienze della vita, cogliendone a pieno l'umanità, la debolezza e ricevendo botte che gli servivano da lezione.
Folco, riconosce in Baba Cesare un cercatore unico, assolutamente libero, abitato da una sete di assoluto che lo porta a spogliarsi di tutto per seguire una chiamata e a vivere una vita in perfetta sintonia con l'universo. Un libro dunque unico, rivelatore di una realtà che è possibile ed esiste e che non è neppure così difficile da realizzare, se si arriva a comprendere il vero senso della vita, dell'inutilità del materiale e del superfluo.
Gli spunti di riflessioni che questi testi indicati offrono sono innumerevoli, consoni all'atmosfera di raccoglimento e ringraziamento del Natale, adeguati alla gioia delle feste e alla leggerezza di un periodo dell'anno che può essere frivolo e profondo allo stesso tempo. Per cui, all'insegna della sobrietà e della tenerezza che anche questi libri offrono, auguro un Natale sereno e consapevole.
(di Marianna Mangifesta - del 2011-12-06) articolo visto 4547 volte
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