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MONTEBIANCO 2015: LAVORI IN CORSO

Il cantiere che rivoluzionerà il turismo “d'alta quota”

L’idea di un collegamento internazionale tramite funivia tra Italia ed un Paese confinante aveva colpito l’attenzione del Conte Lora Totino, che si propose di collegare il versante italiano del Cervino al centro turistico di Zermatt. Vistosi negare il progetto dalle autorità svizzere, il Conte trovò nuove speranze con l’apertura della linea Chamonix-Aiguille du Midi.
Nacque, così, l’idea di collegare due stazioni ancora più prestigiose, Courmayeur e Chamonix, in un massiccio straordinario come quello del Bianco.
Dal 1946 sul versante italiano esisteva già una funivia che collegava la valle di Courmayeur col Rifugio Torino (3300 m.); la costruzione di un troncone lungo 250 m. e di 150 m. di dislivello per raggiungere Punta Helbronner non era un problema. La grande difficoltà stava nell’attraversare 5 km. di ghiacciai in perpetuo movimento. La grandiosa opera, ideata e costruita sotto la direzione dell’ingegnere conte Dino Lora Totino, ebbe come progettista il Professor Vittorio Zignoli del Politecnico di Torino e come realizzatori parecchi tecnici e un esercito di generosi e coraggiosi operai.
Siamo negli anni ’50 quando il progetto del conte e del noto ingegnere torinese Vittorio Zignoli, iniziò a realizzarsi concretamente con la costruzione della “funivia dei ghiacciai” che collegava la località di Punta Helbronner all’Aguille du Midi; un’opera audace, ai confini dell’impossibile, date le competenze e le tecniche limitate che si potevano disporre quasi 60 anni fa.
L’impresa, considerata da molti irrealizzabile, ebbe un successo notevole ed è tutt’ora considerata una delle più grandi realizzazioni di architettura-ingegneristica dei tempi moderni.
Siamo sicuri che a distanza di decine di anni, il conte Totino e l’ingegner Zignoli siano stati i veri ispiratori del progetto avveniristico ed ambizioso promosso dalla Regione Valle d’Aosta e in esecuzione da parte della “Cordée Mont Blanc”, un consorzio appositamente costituito, facente capo ad un gruppo di imprenditori valdostani in sinergia con un’azienda altoatesina, consistente nel realizzare due nuove funivie sul versante italiano che promettono di lasciare i visitatori a bocca aperta per l’architettura moderna, per il lo stampo avveniristico e per la promessa di ribaltare le gerarchie, in materia di turismo, che vedono i cugini francesi in vantaggio grazie a località di punta come Chamonix.
L’ottava meraviglia del mondo, come recitano i numerosi coupon e depliant relativi al Monte Bianco, con il nuovo progetto composto da strutture in vetro e acciaio con all’interno spazi dedicati all’intrattenimento digitale ed alla ristorazione, funivie con cabine circolari, ovviamente trasparenti, che ruotano di 360 gradi per dare al turista una panoramica completa del paesaggio mozzafiato che si può vedere da lassù e, fiore all’occhiello, una terrazza circolare situata a 3452m. di altezza su Punta Helbronner, una delle vette più affascinanti del gruppo del Monte Bianco.
L’obiettivo, come dichiara l’amministratore delegato della società Funivie Monte Bianco, Roberto Francesconi, è quello di aumentare il numero di passaggi da 100.000 a 150.000 in un anno, fino ad arrivare a 300.000 passaggi nel giro di pochi anni, obiettivo raggiungibile se si pensa che il versante francese raccoglie, mediamente, circa 500.000 passaggi annui.
In tutto ciò un ruolo fondamentale lo giocano, neanche a dirlo, i turisti Cinesi, assidui frequentatori del Monte Bianco, o meglio del Mont Blanc, vista la loro preferenza per il versante francese.
Questo progetto, che promette di essere una vera rivoluzione nel settore, punta forte sull’incremento di turisti sopratutto cinesi, anche grazie alla creazione di un programma giornaliero ad-hoc per chi ha esigenze di visitare l’immenso paesaggio del Monte Bianco in tempi ristretti, tipico dei turisti orientali, anche in caso di cattivo tempo.
La Regione Valle d’Aosta ha investito la bellezza di 100 milioni di euro in questo progetto e crede fermamente nelle potenzialità turistiche (ed economiche) del Monte Bianco.
D’altronde queste vette sono di una bellezza mozzafiato ed una volta ultimati i lavori, il costo del biglietto promette di essere ben speso; per il Mont Blanc...pardon, Monte Bianco, ne vale decisamente la pena!
A confermarcelo è il direttore dei lavori e responsabile del progetto, l’ing. Marco Petrella, il quale è stato raggiunto telefonicamente al fine di darci ulteriori informazioni sui lavori in corso ed il suo punto di vista sul progetto:

A che punto sono i lavori?
R - I lavori sono iniziati il 1 Aprile 2011 ed hanno una durata quinquennale; di conseguenza sono passati 7 mesi da quando ci siamo messi all’opera.

Pensa che il Gap con Chamonix andrà ad essere colmato nel giro di pochi anni?
R - Ad oggi, il versante francese ha indubbiamente un’attrattiva maggiore sui turisti, anche per via della migliore offerta rispetto alle nostre funivie; con questi lavori ed il conseguente ammodernamento del settore Italiano, contiamo di recuperare molto terreno sui cugini Francesi, con i quali i rapporti sono ottimi. In questi giorni i francesi stanno valutando l’opportunità di effettuare lavori per ammodernare il tratto funiviario che collega il versante francese a quello italiano, la storica “Funivia dei Ghiacciai”.

Come si vede chiaramente nel vostro sito, l’attenzione all’aspetto ambientale ha un ruolo importante; eppure, qualche critica mossa da ambientalisti e alcuni politici di zona l’avete ricevuta. Come spiega questa critiche?
R - Il problema è alla radice; le funivie erano arrivate alla fine della loro vita tecnica, di conseguenza bisognava decidere se smantellarle o ricostruirle. Evidentemente qualche ambientalista più “puro” preferiva la prima opzione e il nostro progetto è stato quindi molto attento a questo aspetto; è stato posto un limite, in accordo con la regione, per regolare il massimo numero di presenze giornaliere sul posto, le strutture saranno pressoché autosufficienti in materia di energia, con il progetto “zero energy building” e tutte le aree adibite a cantiere, una volta finiti i lavori verranno rinaturalizzate allo stato “ante operam”.

Il core-business del progetto resterà comunque la funivia, in tutta la sua bellezza, o si punterà forte su altri servizi come ristoranti, musei ed in futuro magari SPA e così via?

R - Il vero business sarà rappresentato dal Monte Bianco, con la nuova funivia, la vera attrattiva per i nostri visitatori; chiaramente la società si occuperà della gestione integrata dei servizi, come i ristoranti (ce ne saranno 3), il museo e la sala proiezione con ben 100 posti a sedere.
Si sono mai verificati problemi e discordanze all’interno del gruppo?
R - No, non ci sono stati nè intoppi esterni nè interni; certo, i lavori sono iniziati solo da 7 mesi, ma se il buongiorno si vede dal mattino, c’è da essere fiduciosi!

Qual’è il fiore all’occhiello di questo progetto?
R - Ne indico due. La nuova funivia che in meno di 20 minuti porta dai 1300m di Courmayeur ai 3560m di Punta Helbronner, con cabine panoramiche rotanti per permettere a tutti di godere della vista su tutta la vallata. E la terrazza circolare, 14metri di diametro, situata a Punta Helbronner, dalla quale si può godere di un panorama mozzafiato a 360gradi, nel punto più alto della funivia.
Si ringrazia il consorzio "Monte Bianco" in particolare l'Ing. Petrella - foto cantiere per gentile concessione
(di Claudio Tuteri - del 2011-12-07) articolo visto 8634 volte
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