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IL GIGANTE FERITO

Tra ricerche di dispersi e lotta per evitare un disastro ecologico si indaga sul mistero che ha provocato una tragedia

“Non possiamo negare un errore umano". A parlare è il presidente e amministratore delegato di Costa Crociere SpA "Costa Crociere darà assistenza legale al comandante Schettino, l'azienda ha il dovere anche di tutelare i suoi 24 mila dipendenti, ma un cambio di rotta non è mai stato autorizzato".
"Le procedure che sono state adottate – ha detto il presidente - non hanno rispettato le rigide disposizioni documentate e di addestramento. Il comandante ha preso un'iniziativa di sua volontà che è contraria alle nostre regole di comportamento scritte e certificate. La manovra non era approvata, né autorizzata da Costa Crociere".
“Il commissario di bordo ha aiutato moltissimo i passeggeri, infatti è rimasto intrappolato sulla nave, ferito. Menomale che l’hanno tirato fuori e sta bene, è stato davvero in gamba e ha fatto bene il suo dovere, grazie!”.
L’apertura nello scafo è lunga quasi ottanta metri. Una ferita aperta che apre la pancia della nave ripiegata su un fianco e vicinissima al porto dell'Isola del Giglio. Le ombre di questo naufragio partono da qui, da una grande e moderna nave ora incagliata su un fondale inclinato, in equilibrio instabile.
Un alone di mistero cela i perché di una rotta così a ridosso della costa da centrare in pieno una formazione rocciosa ben visibile dal porto e ben segnata sulle mappe. Fra questi anche l'ipotesi sulla quale la procura di Grosseto vuole fare chiarezza: la vicinanza era una consuetudine?
Possibile fosse una specie di omaggio a uno storico comandante della Costa Crociere ora in pensione e che d’inverno vive a Grosseto, oltretutto? Sembra incredibile, ma è una delle ipotesi che rimbalza con più insistenza, avvalorata dallo stesso sindaco del Giglio, testimone suo malgrado di ricorrenti episodi del genere.
La Concordia viaggiava lungo un tragitto non consueto. Solitamente le navi che da Civitavecchia risalgono verso la Liguria passano a 2-3 miglia dalla costa. La gigantesca nave da crociera invece ha impattato nell'isoletta delle Scole, un gruppo di massi che affiorano dall'acqua e sono ben visibili dalle strade del Giglio. Una grossa roccia è rimasta incastrata nello scafo, in corrispondenza della lavanderia, degli alloggi dell'equipaggio e di un magazzino. Molti raccontano di aver sentito un boato, poco dopo le 21,45, prima una specie di frenata, poi la luce che va via, dall'altoparlante qualcuno del personale e non il comandante, cerca di tranquillizzare i viaggiatori e parla di guasto elettrico, qualcuno tra i passeggeri chiama al telefono i soccorsi, che a loro volta contattano la nave, ricevendo rassicurazioni e non riscontro del grave incidente.
Difatti la nave avanza ancora lungo la costa, ma per poche centinaia di metri. Poi il comandante Francesco Schettino ordina di gettare le ancore, "probabilmente fa questa manovra per avvicinarsi ulteriormente alla riva" spiegano dal tavolo della Protezione civile e dei vigili del fuoco. La nave fa mezzo giro su se stessa, la prua volge verso l'isola e la Concordia si adagia su un fianco, incagliata nel fondale. Manovra che a detta degli esperti ha salvato molte vite.
Sono le 22,40. A bordo è il panico. Suonano le sirene, arriva l'ordine di indossare i giubbotti di salvataggio e di spostarsi sui ponti dove ci sono le scialuppe. La Concordia deve essere evacuata. Un altro scossone, si piega ulteriormente a destra: alcuni viaggiatori volano in acqua, altri corrono disperatamente verso i gommoni e le scialuppe. Ci sono imbarcazioni che faticano ad essere calate proprio per via della posizione inclinata della nave. Prima ancora che venissero informate le Capitanerie di porto sono arrivate diverse chiamate di aiuto al centralino dei carabinieri di Grosseto: venivano dagli stessi passeggeri della nave. E anche questo è fonte di dubbi e di polemiche. L’errore umano è fra le piste più accreditate anche se in questa fase nessuna viene esclusa, compreso il guasto alle apparecchiature tecniche e radar. Il comandante Schettino, sentito dalla capitaneria sottolinea di aver agito rispettando tutte le regole. Eppure chi indaga gli ha contestato oltre all'omicidio colposo plurimo e al naufragio anche di aver abbandonato la nave. Il comandante non si trovava. Forse in stato di shock, forse scivolato in mare, è stato rintracciato sulle rocce a riva.
Altro punto delicato. "Forse c'è stato un errore nella definizione del fondale, nella navigazione sotto costa - è la tesi espressa dal comandante - c'era una roccia che non è stata segnalata dalle carte" fa sapere. Ma nella saletta della capitaneria del Giglio, una carta nautica appesa al muro espone in evidenza proprio le rocce delle Scole. "Il primo impatto contro uno scoglio satellite dell'isoletta - aggiunge il sindaco dell'isola Sergio Ortelli - è avvenuto a circa 500 metri di distanza dalle nostre coste, mentre le navi di solito passano a 2-3 miglia dall'isola". Quindi la Costa Concordia sarebbe stata fuori rotta. "Molte navi - prosegue Ortelli - passano dal Giglio a salutare con un fischio di sirena gli abitanti dell'isola. È uno spettacolo molto bello vedere da terra la nave illuminata e anche dalla nave è suggestivo guardare l'isola nel buio, con tutte le luci accese. Ma questa volta è andata male".
Sono in diversi sull'isola a ricordare questa consuetudine, introdotta da uno storico comandante delle navi Costa, Mario Palombo, ora in pensione, ma originario proprio di queste parti. "Lo faceva per salutare gli amici e i parenti che vedeva solo per pochi giorni l’anno a causa del suo lavoro per mare” dichiarano alcuni pescatori del luogo.
La scatola nera, unica chiave del mistero, per ora, è stata recuperata il 14 pomeriggio dalla guardia costiera e consegnata subito alla procura di Grosseto. Lì è rimasta la memoria di ogni passaggio a bordo, da lì leggeremo la verità su questo incidente terribile. Sapremo per esempio, se era in funzione il Gps, se l'equipaggio era nei posti assegnati dalla navigazione in un codice di sicurezza, se ci siano state delle negligenze o come hanno detto in procura ci sia stata "una manovra maldestra".
Si teme anche l'inquinamento. Dentro i serbatoi della nave ci sono 2.380 tonnellate di gasolio. Ora la missione prioritaria è impedire il disastro ecologico. "C'è la priorità della salvezza delle vite umane ma noi dall'altra notte ci siamo attivati avendo in mente l'incubo della perdita di 2300 tonnellate di gasolio denso - dice il ministro dell'ambiente, Corrado Clini, a Skytg24 - Siamo pronti a intervenire ma prima di tutto bisogna assicurare la salvezza delle vite umane che sono ancora in pericolo". Dal punto di vista ambientale i rischi ci sono: "Un gasolio denso potrebbe compromettere sicuramente i fondali ma anche la fauna acquatica. Il recente disastro avvenuto in Nuova Zelanda ha avuto effetti molto minori di quelli che ci sarebbero in questo caso. Il disastro quindi deve essere evitato".
Le ricerche proseguono. Sommozzatori e specialisti ispezionano cabina per cabina. Si teme che è che quando sulla Costa Concordia sono partiti i black out si siano bloccate le serrature elettroniche delle porte delle cabine, che vengono aperte con badge, e qualcuno è rimasto chiuso dentro anche per questo senza poter fuggire.
Un altro grave problema che si unisce alle ricerche quindi è svuotare le cisterne dalle 2.400 tonnellate di olio combustibile molto denso che, se disperso, potrebbe avere conseguenze pesantissime sull'ecosistema. Il ministro dell'Ambiente: "L'area interessata dipende dalle correnti: l'Isola del Giglio, l'intero arcipelago, forse la costa".
Quanto sarà necessario per rimuovere la Concordia e il carburante non è certo. "Non sono in grado di rispondere - ha precisato il ministro - la rimozione della nave dipende dalle condizioni della nave stessa. Se galleggiasse avremo uno scenario diverso e tempi più stretti. Al momento non ci sono perdite di carburante”.
Costa Crociere ha dato mandato ad alcune società di studiare un modo per rimuovere la Costa Concordia che potrebbe "essere sollevata con palloni d'aria e, una volta rimessa in galleggiamento, trainata da rimorchiatori”, avverte il presidente di Costa Crociere, Pierluigi Foschi.
Intanto il comandante è ancora in stato di fermo per abbandono della nave, omicidio colposo plurimo e disastro. Alla base del fermo c'è il pericolo di fuga e il possibile inquinamento delle prove. La Costa crociere dichiara che lo farà difendere dai i suoi avvocati soltanto per dovere di tutela legale nei confronti del suo personale, come da contratto. Nel frattempo è stata trovata la 'scatola nera' della nave. Dentro ci sono registrati i tracciati delle rotte seguite dalla nave.
Intanto sul fronte delle ricerche brutte notizie: il bilancio è salito a 11 vittime, mentre restano 28 dispersi, per i quali si nutrono poche speranze, tuttavia sono tornati sani e salvi a casa quasi tutti i sopravvissuti accertati, tra cui i 14 abruzzesi, compresa una bambina di pochi mesi. Ora però non vogliamo veder più salire il numero di persone che da quella crociera non torneranno più a casa.
Per tutta questa gente dispersa e per le vittime, Confconsumatori esprime il proprio cordoglio e intanto dalla sede nazionale della associazione, a Parma, parte una campagna per risarcire i passeggeri: "Rispettando il momento di grave ansia e dolore su quella che è una brutta pagina per la marina mercantile italiana, si è astenuta nei primi giorni dopo la sciagura dal parlare di risarcimenti. Tuttavia dopo il soccorso si deve parlare di responsabilità e sul punto esprimiamo piena fiducia nell'operato della Procura della Repubblica di Grosseto.
Qualora fossero confermate le ipotesi di reato, a carico di soggetti responsabili dell'evento, e si giunga ad un processo Confconsumatori annuncia la propria volontà di costituirsi parte civile perché il danno procurato da eventuali condotte illecite non è solo diretto alle migliaia di turisti coinvolti, ma colpisce la credibilità del turismo e della marina italiana.
Parimenti la Confconsumatori fornirà, in caso di processo penale, assistenza a tutti coloro che vorranno costituirsi parte civile per ottenere il ristoro del danno morale oltre che di quello patrimoniale.
Circa i danni Confconsumatori assisterà altresì in sede civile i turisti e auspica che Costa Crociere voglia, aprendo anche un confronto con le associazioni dei consumatori per stabilire modalità rapide e snelle, provvedere spontaneamente all'immediato rimborso del costo della crociera ed all'immediato ristoro quanto meno dei danni patrimoniali dovuti a perdita di bagagli, di denaro, documenti e beni, per poi procedere con la liquidazione dei danni biologici e morali - oltre che esistenziali e da vacanza rovinata- patiti dai turisti.
La sede nazionale (tel. 0521/230134) e tutte le sedi territoriali i cui indirizzi sono reperibili sul sito www. confconsumatori.it è a disposizione di tutti i passeggeri per fornire informazioni utili sui loro diritti. Disponibile anche l'indirizzo e-mail turismo@guardachetiriguarda. it attivato nell'ambito del progetto "Guarda che ti riguarda!", finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico".

Per concludere, un augurio a tutti i dispersi di essere ritrovati e salvati; un abbraccio morale alle vittime e ai loro parenti, ma anche ai sopravvissuti, perché superino presto il trauma di questa vicenda nel migliore dei modi. E un augurio va anche al turismo, non facciamoci prendere dal panico e dagli allarmismi: ora i controlli saranno più stretti e viaggiare sarà sempre più sicuro.
[Foto di Riccardo Pascucci, fotografo professionista, per gentile concessione]
(di Francesca Monticelli - del 2012-01-18) articolo visto 5310 volte
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