L'Opinionista Giornale Online - Notizie del giorno in tempo reale
Aggiornato a:
 

L’ULTIMA GRANDE MUSA: LOULOU DE LA FALAISE

Omaggio a Loulou de la Falaise, l'icona di stile che resterà per sempre l’incarnazione dello spirito di Yves Saint Laurent.

Volto simbolo della Rive Gauche, intellettuale e anticonformista, allure chic e bohémienne in ugual modo, Loulou de la Falaise resterà per sempre l’incarnazione dello spirito di Yves Saint Laurent, lo stilista francese con cui condivise l’essenza stessa del suo vivere.
Folle, mitica musa di un maestro come Yves Saint Laurent, che per vent’anni non riuscì a rinunciare alla sua presenza e alla sua collaborazione, interrotta solo dal ritiro dalle scene del grande couturier. Egeria, connivente, fonte di ispirazione permanente: per Saint Laurent, Loulou è stata il tutto divenuto unico, l’incarnazione creativa di un genio della moda che trasferiva negli abiti haute couture il suo spirito elegante e libertario.
«Diventai la sua mano destra. Lui non faceva niente senza di me, io tenevo l’atmosfera leggera>», raccontava Madame de la Falaise, «Se lui si comportava da nevrotico io dicevo, “Non essere così sciocco”. Pensavo: “Nessuno si divertirà ad indossare i tuoi vestiti, se tu non ti diverti a farli». E poi: «La verità è che Yves ha trovato attraenti la mia fantasia e il mio look ricco di ornamenti e sopra le righe. Betty Catroux ha ispirato tutti i suoi look più mascolini; io sono sempre stata la sua influenza zingara».
Nata in Inghilterra nel 1947 con il nome di Louise Vava Lucia Henriette Le Bailly de la Falaise, era la figlia del conte francese Alain de la Falaise e della modella inglese Maxime Birley. Aristocratica e anarchica. Borghese e zingara. Lei è sempre stata tutto e il contrario di tutto, la sua vita è stata un caleidoscopio di stile tra epoche, culture e psicastenie che Yves Saint Laurent - il più grande stilista del Novecento - ha trasformato in abiti ed eleganza e che su di lei aveva costruito l’immagine raffinata della donna in tuxedo “Le Smoking” (iconico tailleur maschile che YSL declinò per la donna).
Loulou de la Falaise (bellissima e con un innato approccio al fashion) inizia come modella per Vogue America, ai tempi della leggendaria direzione di Diana Vreeland, poi a New York diventa print designer per Halston, lo stilista del momento. Alla fine degli anni Sessanta, lavora per il magazine Queen in qualità di junior fashion editor. Nel 1968 incontra a Parigi il maestro Yves Saint Laurent e tra i due é subito simbiosi, fusione totale.
Lo stile unico, connaturato e giocato sul filo dei contrasti forti, le creazioni originali e il suo modo di essere “eccessivamente enfatico”, contagiano lo stilista al punto che lui ridisegna le sue collezioni influenzato dalla sua figura, finché arriverà ad affermare: "La presenza di Loulou al mio fianco è un sogno". É proprio il 1972 l’anno in cui Monsieur Yves le affida dapprima la direzione artistica degli accessori e della maglieria e poi l’etichetta Rive Gauche, ovvero il pret à porter della maison.
Yves Saint Laurent rielaborerà le regole dell’abbigliamento femminile grazie anche allo stile originale e autentico di Loulou. La sua capacità di mescolare volumi e tessuti, colori e suggestioni, assolve la funzione di catalizzatore per l’energia creativa di Saint Laurent che trova la strada della contaminazione. Un tassello fondamentale di quella rivoluzione che la maison Saint Laurent ha portato nella moda del secondo Novecento aprendo ad una nuova dimensione estetica.
Soprannominata “The quintessential Rive Gauche haute bohémienne“, insieme all’altra ispiratrice dello stilista, Betty Catroux, ha rappresentato la vera essenza della donna YSL. Se Betty alimentava e rappresentava il lato oscuro, maledetto del genio, Loulou era la luce, la creatività pura. Sono le due creature da cui l’uomo non ha saputo mai separarsi e che lo seguivano ovunque: a Parigi, a Marrakesch, a New York, dappertutto. Solo quando nel 2002 Yves Saint Laurent saluta per sempre le passerelle e si congeda dal mondo della moda, Loulou decide di mettersi in proprio, creando una linea a suo nome e nell'ultimo decennio divenendo consulente di un altro grande della haute couture, Oscar de la Renta.
Quella di Loulou de la Falaise e di Yves Saint Laurent è la storia di una splendida avventura che ha portato l’ex mannequin a formarsi designer stimata di gioielli, ma più di tutto la favola di un rapporto di connivenza e di amicizia in cui si sono incontrate due anime creative e ribelli. Un sodalizio tanto forte da lasciare un segno eterno nel percorso stesso della storia della moda, come racconta il film-documentario “L’amour fou” di Pierre Thoretton. In una scena, Loulou ricorda "la bellezza dei bozzetti creati in una notte di follia e di disperazione. Migliaia di figurini così favolosi da costringerti alle lacrime".
È morta il 5 novembre 2011, all’età di 64 anni. Con lei scompare l’ultima musa, la figura che ha ispirato la moda firmata Yves Saint Laurent a partire al 1972 in poi. Con lei cala il sipario sull’epoca delle muse ineguagliabili.
Omaggio all'eterna icona di YSL.
Immagine su gentile concessione © ALI MAHDAVI 2011
(di Rosalba Radica - del 2013-01-13) articolo visto 2611 volte
sponsor