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LA FAME NERVOSA

Le origini, gli effetti, alcuni consigli

Mangiare senza freni, spesso per saziare un bisogno psicologico di cibo che non ha niente a che vedere con il normale appetito che scaturisce da necessità fisiologiche. In generale, rapportarsi correttamente al cibo è il risultato di un delicato equilibrio che tende a incrinarsi con facilità. Disturbi psicologici anche lievi infatti, possono trovare sfogo nella fame nervosa e nei casi più gravi, nell’anoressia o nella bulimia.
Alcuni studiosi hanno analizzato i disturbi alimentari e hanno scoperto che spesso la fame nervosa si origina nei primi anni dell’ infanzia, in particolar modo il desiderio di cibo che si avverte quando si è sconsolati. L’ipotesi degli psicologi è che la mamma che allatta il suo bambino quando piange, abituerà il piccolo a consolarsi con il cibo nei momenti di sconforto. In effetti la fame nervosa compare spesso quando si sente il bisogno di consolazione, nei momenti di tristezza e più o meno tutti siamo vittima della tentazione che esercita il cibo su di noi quando siamo un pò giù. Se vi sentite sconsolati anziché sfogarvi sul cibo, provate a invitare qualche amico a cena e liberatevi cucinando per i vostri ospiti.
Non solo la tristezza, ma anche la noia catalizza la fame nervosa. Anche in questo caso l’origine può essere ricercata nel periodo infantile. Se il bambino piange per noia e la mamma lo abitua a calmarsi mangiando, è probabile che da adulto continui a considerare il cibo come un calmante. Se mangiamo per noia, cerchiamo di programmare attività interessanti lontano dal cibo. La rabbia è un altro sentimento che stimola la fame nervosa, e spesso è accompagnata da frustrazione e risentimento.
In tutti questi casi, è necessario razionalizzare i sentimenti che sono alla base dello stimolo nervoso, in particolar modo se la smania di mangiare per nervosismo apporta danni al nostro organismo. Se il cibo rappresenta un sostegno sporadico non c’è da preoccuparsi. Se invece mangiare nervosamente diventa un abitudine frequente di cui non si riesce a fare a meno, farsi aiutare da un esperto che sappia guidarci nella comprensione delle emozioni negative che ci spingono a mangiare senza controllo può essere utile.

Quattro consigli utili da seguire:
-STOP
per reagire alla rabbia o ad un’altra emozione negativa fermatevi, fate una cosa qualsiasi, uscite un attimo….Questo interrompe il circolo prima di mettervi a tavola e abbuffarvi
- RESPIRARE
la respirazione aiuta a scaricare le tensioni e a sgombrare la testa dai pensieri negativi
-RIFLETTERE
Pensate prima di mangiare e chiedetevi: ‘perché voglio mangiare ora?. Un ‘altra domanda da farsi è: ‘ se mangio questo cibo ora … ne vale la pena?’ Queste domande aiutano a rendersi conto del motivo invece di agire sotto l’effetto di un impulso ed evitare a una persona sotto stress di abbuffarsi, dandogli la possibilità di poter scegliere e rendersi conto di ciò che sta facendo
-SCEGLIERE
La scelta puo’ essere:
-mangio lo stesso ma meno ( esempio: invece di un pacchetto di patatine ne mangio meta’) e lo faccio lentamente concentrandomi su quello che sto facendo. Questo rallentamento permette allo stomaco di segnalare al cervello la sensazione di sazietà ( occorrono almeno 20 minuti) e di assaporare il cibo.
- scelgo di mangiare un cibo più salutare
-scelgo di fare altro ( una telefonata, rimettere a posto, uscire per una mezz’ora….).
(di Alessandra Epifanio - IGEA Centro Promozione Salute - del 2012-05-09) articolo visto 2066 volte
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