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BOMBA BRINDISI: ”NON C’È ANCORA ALCUNA PERSONA FORMALMENTE INDAGATA”

Lo ha detto il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, nella sua informativa al Senato

Un sabato mattina apparentemente come tutti gli altri e una bomba che, alle 7.50, esplode all’improvviso uccidendo una 16enne (Melissa Bassi) e ferendo gravemente altri suoi coetanei. E’ questo l’inferno di Brindisi, che lo scorso 19 maggio si è concretizzato davanti agli occhi di tutta Italia, con lo scoppio di un ordigno artigianale di fronte alla scuola Morvillo-Falcone.
Adesso, per questo attentato, “non c’è ancora alcuna persona formalmente indagata”, come ha reso noto il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, nella sua informativa al Senato. Un uomo ripreso da una telecamera proprio nell’atto di azionare il dispositivo è il killer al quale ora le forze dell’ordine stanno dando la caccia. Gli investigatori ritengono infatti che l’uomo ripreso dalla videocamera posta su un chioschetto a 20 metri dal luogo dell’attentato, “mentre sembra intento ad azionare un telecomando”, sia la stessa persona che ha poi provocato l’esplosione.
Sono in corso ulteriori indagini per individuare il soggetto e per capire se abbia avuto dei complici. Si sgonfia ogni giorno di più l’ipotesi della matrice mafiosa, anche perchè la dinamica del vile attentato non sarebbe propria della Sacra Corona Unita. Il ministro Cancellieri, tuttavia, ha specificato che “al momento vengono vagliate tutte le possibili direttrici e nessuna pista può essere esclusa”.
Nuovi rilievi tecnici sono stati, inoltre, eseguiti dagli esperti incaricati dalla Procura distrettuale antimafia di Lecce, che starebbero cercando altri indizi o tracce di Dna che potrebbero far risalire ai responsabili. “Non c’è nessuna novità”, ha detto nel pomeriggio il procuratore capo della Direzione distrettuale antimafia di Lecce, Cataldo Motta, mentre la stessa Cancellieri ha confermato che non ci sono indagati.
La scorsa notte sarebbero proseguite le audizioni, in particolare di residenti nelle vicinanze dell’Istituto, mentre stamane sarebbero state eseguite anche alcune perquisizioni. “Indipendentemente dall’accertamento dell’effettiva matrice – ha aggiunto il ministro – non vi è dubbio che l’attentato, per il gravissimo e diffuso allarme che ne è seguito, possa prestarsi a una lettura in chiave terroristica”.
Il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, dal canto suo, ha lamentato l’eccessiva pressione della stampa: “Le indagini devono essere svolte con serenità, nel silenzio”. E il ministro della Giustizia, Paola Severino, ha invitato alla calma: “Indagini frettolose spesso portano a risultati non corretti. Meglio qualche giorno in più e trovare il colpevole”. Intanto, sono stazionarie le condizioni di due delle ragazze ricoverate al reparto di Chirurgia plastica del “Perrino” di Brindisi e i loro parametri vitali sono buoni. Stabili anche le condizioni delle altre due ragazze ricoverate al centro Ustioni, ma per loro la prognosi rimane riservata.
Per il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, “Non c’è dubbio che la crisi della politica attuale, la mancanza di leadership e soprattutto di credibilità nelle istituzioni sta facendo alzare la testa ai delinquenti più criminali e più incalliti per appropriarsi della cosa pubblica, del bene pubblico, delle istituzioni e di ogni risorsa pubblica”. Rispondendo alle domande dei cronisti che gli chiedevano se c’era un nesso tra la situazione politica attuale e quella del 1992 alla luce di quanto avvenuto a Brindisi, l’ex pm ha aggiunto: “E’ questa la ragione vera più che mai per cui bisogna ridare le istituzioni in mano a persone che possano operare non solo con competenza e capacità, ma con le mani pulite, per far capire che il delitto non paga. Se continuiamo ad avere in Parlamento persone che sono colpite da mandato di cattura e si danno l’autorizzazione a non farsi arrestare, ognuno si sente sempre più impunito di poter far quello che gli pare”.
(di Redazione - del 2012-05-22) articolo visto 3985 volte
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