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CHANEL No. 5 – OPERA D’ARTE OLFATTIVA

Il profumo iconico e famoso in tutto il mondo ha celebrato un anniversario storico

Chanel No. 5 è il nome del profumo più famoso della casa di moda Chanel, considerato uno dei più celebri della storia. Il primo profumo lanciato dall’icona di stile senza tempo – la stilista francese Gabrielle Boneheur "Coco" Chanel – capace con la sua opera di rivoluzionare il concetto di femminilità e di imporsi come figura fondamentale del fashion design e della cultura popolare del XX secolo.Chanel No. 5 è senza dubbio la fragranza più leggendaria mai realizzata, descritta come un'opera d'arte olfattiva. Un profumo divenuto l’emblema della femminilità ha celebrato i suoi 90 anni, con il suo nome, muse e ricetta incantevole.
È il 1921 quando Coco Chanel, decisa a sottoporre a riforma il concetto di femminilità tanto nello stile quanto nell'essenza, commissiona al chimico Ernest Beaux quello che diverrà il simbolo della profumeria internazionale.
Chanel No. 5: un nome sintetico, come la boccetta lineare che contiene il bouquet scelto da Coco: “Non voglio nessun olezzo di rose o mughetto, voglio un profumo elaborato”. Questa era l’idea avanguardista di Chanel, rompere ogni schema immaginando la sua fragranza per una donna nuova, moderna, lontana dallo stereotipo che prevedeva dovesse profumare di rosa. Chanel No. 5 è il primo profumo che rifiuta la convenzione.
LA STORIA — Donna libera, audace e anticonformista, Mademoiselle riesce a fare del proprio nome sconosciuto un punto di riferimento obbligatorio nel campo della moda. Icona della forza femminile, 90 anni fa traduce la complessità e l’eleganza che caratterizzano la donna, con la creazione di quello che sarebbe diventato il profumo per eccellenza senza tempo. Il suo modo di concepire le parfum era particolare. Quando le si chiedeva dove mettere il profumo rispondeva: “Ovunque si voglia essere baciata” . Coco lanciò anche quello che secondo le indicazioni della stilista doveva incarnare un concetto di femminilità senza età, unica ed affascinante.
LA CREAZIONE — Il No. 5 non fu innovativo soltanto per la struttura della fragranza, ma per la novità del nome e l'essenzialità del flacone. Coco Chanel trovava ridicoli i nomi tronfi dei profumi dell'epoca, tanto che decise di chiamare la sua fragranza con un numero. C’è una specie di grammatica dello stile.
Si diceva corrispondesse alla V prova proposta dal profumiere Beaux e che fosse il numero portafortuna. La forma del flacone scelto – assolutamente ultramoderna – era divenuta famosa per la sua struttura essenziale e il tappo tagliato come uno smeraldo. Elegante e semplice, lo confezionò in una bottiglia minimalista lontana dal gusto dell’epoca, opera della vetreria Brosse. La bottiglia riassume i principali codici visuali stile Chanel.
I FIORI — Se l’haute couture è la massima espressione della moda, i profumi couture sono il massimo dell’esperienza odorosa: racchiudono materie purissime, tra le più costose e pregiate della pallette del profumiere. L’aroma di Chanel No. 5 è una composizione di 80 ingredienti tra cui Gelsomino diGrasse, con il suo jus estremamente caldo, Ylang-Ylang e Rosa di Maggio che mescolano un vocabolario olfattivo totalmente inedito ed accattivante. È uno dei primi profumi che ha così tanti fiori e non uno particolarmente.
Fino ad allora, i profumi distillati da estratti naturali avevano una durata brevissima, Coco voleva un'essenza che potesse durare per molto più tempo e che fosse inoltre concentrata così da poterne mettere piccole quantità.
Rompendo ogni schema, Chanel rifiutò la possibilità di produrre un profumo tipicamente floreale: la sua idea di donna era moderna, quasi futurista ed era dunque necessaria un’essenza che esulasse dalla percezione comune.
Non è un caso che No. 5 nasca dalla fusione di elementi molto diversi e che si tratti del primo profumo “artificiale” mai prodotto: per la prima volta nella storia, una fragranza univa essenze floreali con essenze sintetiche (aldeidi), conferendo potenza al profumo e dando luogo ad una vera e propria amplificazione olfattiva.
Il risultato finale fu estremamente innovativo: il profumo che non assomigliava a nessuna fragranza già esistente sul mercato. Mademoiselle Chanel lo presentò al mondo con una frase che divenne celebre: “una donna senza profumo è una donna senza futuro”.
ATTRAVERSO IL TEMPO — Quello che spiega la durata del No. 5 è un equilibrio tra presenza e mistero. Ci sono molti profumi che si riconoscono da subito. Quei profumi, in genere, finiscono. Il No. 5 non è mai stato così. Marilyn Monroe, icona glamour degli anni '50, ha senza dubbio contribuito alla mitizzazione del prodotto. Quando le si chiedeva cosa indossasse per la notte, rispondeva: “Due gocce di Chanel No. 5”. La sua battuta poi venne utilizzata sulla locandina pubblicitaria del profumo nel 1955, con una foto scattata a Marilyn da Ed Feingersh. Testimonial d’eccezione lo eleva a simbolo della sensualità.
La stessa Coco nel 1937 presta la sua immagine per pubblicizzare la fragranza su Harper’s Bazaar. Dopo di loro, un elenco di vere muse che invitano al sogno: Ali MacGraw, Lauren Hutton, Jean Shrimpton, Carole Bouquet, Catherine Deneuve, Nicole Kidman. Dal 2009 è l’attrice Audrey Tautou a detenere il titolo di testimonial Chanel No. 5. , ceduto quest’anno all’attore sex simbol di Hollywood, Brad Pitt, nuovo testimonial e primo volto maschile del profumo più celebre al mondo.
INFLUENZA CULTURALE — Storia di una essenza interpretata in chiave moderna. Andy Warhol che ha cercato di carpire gli oggetti e le personalità icone dell’epoca, ha avuto voglia di rappresentare il flacone Chanel No. 5 immortalando la prestigiosa boccetta con una serie di nove serigrafie del profumo, esaltandolo allo stato di Campbell Soup. Nel 1959, grazie all’estetica perfetta della sua bottiglietta, entrò a formare parte della collezione del Museum of Modern Art di New York. Chanel No. 5 icona culturale. È il riconoscimento dell’importanza di questo profumo, nella vita e nella Moda.
Celebrazione di un anniversario storico (90 anni) dell’unico profumo che è diventato Mito.
Photo credits © Sandra Contreras 2012 _ haciendochiribitas.blogspot.com/
Photo credits © Lucile Prache _ https://www.etsy.com/shop/lucileskitchen/
Marilyn Monroe, 1955, Ed Feingersh © Michael Ochs Archives.

(di Rosalba Radica - del 2013-01-15) articolo visto 13977 volte
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