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MATT BIANCO: DAGLI ANNI’80 AD OGGI

Intervista ad una delle icone musicali del "sophistipop"

La musica dei Matt Bianco ha radici lontane: partiti nei primi anni’80, in un periodo in cui la dance e l’elettronica dominavano la scena, stupirono critica e pubblico uscendo fuori da quegli schemi e riuscendo a creare uno stile sofisticato, elegante e raffinato che fece la fortuna di canzoni come “Whose side are you on?”, “More than I can bear”, “Sneaking out the back door” e tante altre.
All’epoca si parlò di filone “sophistipop” di cui i capostipiti furono proprio loro, insieme ai Working Week, Sade, gli Everything but the girl e gli Style Council: questi grandi nomi riuscirono a far arrivare al grande pubblico una miscela esplosiva di pop-soul sofisticato, che sconfinava nel jazz, ma anche a tratti nel technopop di vario tipo.
Il sincretismo musicale dei Matt Bianco, fatto di jazz, latin, bossanova, pop, dance e r&b, negli anni li ha portati a mantenere una costante popolarità in ogni parte del mondo, in particolare in America, Giappone e naturalmente Italia.
Attualmente il gruppo è in realtà un duo, formato dal cantante Mark Reilly e dal musicista Mark Fisher.
L’ultimo lavoro discografico, Sunshine days: The Official Greatest Hits, è uscito nel 2010 ed è una raccolta atipica, poiché contiene quasi tutte le hit più famose, ma completamente reincise e riarrangiate per l’occasione: le nuove versioni, pur non distaccandosi poi molto dalle originali, hanno un sound più attuale alle canzoni vestendole di ulteriore fascino.
Ecco la nostra intervista, realizzata prima del concerto tenuto ad Ortona in occasione della rassegna “Donne in Jazz”.

Quando all’epoca uscì l’album Whose side are you on? Il sound dei Matt Bianco, molto personale, particolare e diverso dalle mode del momento aveva generato un entusiasmo senza precedenti fra i critici ed anche nel pubblico. Come riusciste a creare quel tipo di suono in un momento in cui la scena era dominata dalla dance e da un certo modo di fare pop sicuramente lontano dal vostro mondo?
R - Facevamo semplicemente la musica che ci piaceva: non pensavamo ad essere commerciali, rimanemmo sorpresi dalle vendite in un periodo in cui la scena era dominata dall’elettronica. Ovviamente fummo felici dei risultati che raggiungemmo.

Se doveste trovare delle differenze fra i Matt Bianco di allora e quelli di oggi?
R - Crediamo che le nostre influenze di base siano rimaste oggi le stesse di allora (jazz, latin, r&b, pop), forse oggi siamo meno pop di quanto lo eravamo negli anni’80. Ora suoniamo nei jazz festival ed è bellissimo, come lo era a quei tempi che eravamo delle vere pop star. Non vogliamo fare del revival, ci divertiamo a fare ancora musica, viaggiando per il mondo e lavorando con musicisti diversi. È giusto introdurre sempre nuovi elementi nella nostra musica. Abbiamo lavorato anche con session men di flamenco di nazioni diverse, è stata anche questa un’esperienza molto interessante.

Ci sono nella vostra carriera un album ed una canzone che amate particolarmente suonare dal vivo?
R - Non c’è un album in particolare che ci piace di più, ma ci sono canzoni che oggi suonano meglio dal vivo rispetto a quando le incidemmo perché magari si sono evolute nei suoni durante gli anni. Sarebbe assurdo riproporle oggi live come erano quando nacquero. Non ci piace molto suonare in concerto le vecchie versioni, ma amiamo dare una veste diversa e nuova a quei brani.

Sunshine days: The Official Greatest Hits non è un’antologia di successi nel senso classico del termine, anche se in realtà racchiude le vostre canzoni più famose: com’è nato questo ultimo lavoro discografico?
R - Abbiamo reinterpretato le nostre canzoni tenendo fede alle versioni originali, ma cercando di dare loro un sound più attuale. Dunque è un greatest hits, ma particolare perché sono tutte nuove incisioni.

Che concerto portate in giro oggi, cioè cosa si devono aspettare i fans da voi nel 2012?
R - Venendoci a sentire dal vivo troveranno le canzoni che ci piace suonare, quelle che pensiamo ci rappresentino al meglio: qualcosa dall’ultimo disco di inediti, Hifi bossanova, ma anche tante hits.

La canzone Sunshine day è molto frizzante ma a molti è praticamente sconosciuta …
R - Il brano risale alla fine degli anni ’90, ma fu indirizzato più al mercato giapponese, è una cover della band afro-inglese Osibisa.

Italia e Matt Bianco, un amore nato a prima vista: perché secondo voi qui vi hanno subito apprezzato e soprattutto continuano a seguirvi con la stessa passione degli inizi?
R - Non lo sappiamo. Ci piace l’Italia: la gente è sempre sorridente, il cibo è buonissimo, la cultura è meravigliosa. È bellissimo venire a fare concerti in un paese come il vostro di cui amiamo lo stile di vita. Penso che gli italiani apprezzino la buona musica, dunque ecco spiegato il motivo per cui c’è questo forte legame. Noi non siamo la classica band inglese, ci sentiamo più europei, in particolare risentiamo delle influenze latine. Siamo molto fortunati ad avere ancora un gran seguito in paesi come l’Italia ed il Giappone.

TRACKLIST DEL CONCERTO DI ORTONA:

Dancing in the street
Don’t look back
Hi Fi bossanova
Whose side are you on?
More than i can bear
Half a minute
Good times
Lost in you
Don’t blame it on that girl
Sunshine day
Yeah Yeah

Bis:
Get out of your lazy bed

NOTE: Si ringrazia Claudio Di Dionisio della Events 365 ed il Management dei Matt Bianco per aver reso possibile l’intervista. Si ringrazia inoltre Giuliano Commito per l’amichevole collaborazione fornita per l’articolo.
(di Piero Vittoria - del 2012-07-12) articolo visto 3671 volte
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