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ADDIO AD ANNA PIAGGI: LA REGINA IRRIVERENTE DELLA MODA

Omaggio ad Anna Piaggi, una delle più iconiche ed influenti figure dell’editoria di moda

La moda piange la scomparsa di Anna Piaggi , 81 anni, una delle sue protagoniste più originali e all’avanguardia. Di lei lo stilista Karl Lagerfeld aveva detto: «Anna inventa la moda. Nel vestirsi fa automaticamente quello che noi faremo domani».
Personaggio estroso e provocatorio, vera icona dell'irriverenza estetica Anna Piaggi (celebre giornalista di moda e scrittrice) è stata una delle voci più influenti di tutto il fashion system internazionale, una delle sue interpreti e narratrici più eccentriche ed inimitabili. Nata nel 1931 a Milano è scomparsa il 7 agosto 2012 nella sua casa di via Cappuccio.
Da traduttrice per Mondadori Anna trova nella moda la sua vera vocazione e all’inizio degli anni '60 diventa Fashion Editor di “Arianna”, il primo periodico femminile che farà da apripista a tutti gli altri a venire. Il mestiere tutto nuovo, quello di redattrice di moda è agli albori, il Made in Italy è ancora solo un sogno. Anna ha un gusto moderno, irriverente, iconoclasta: insieme al marito Alfa Castaldi (uno dei fotografi italiani più importanti) e con la collega Anna Riva getta le basi di un mestiere che ancor oggi deve molto, quasi tutto a lei.
Nel '70 approda al mensile Vogue dove è rimasta fino alla fine con la sua celebre rubrica “D.P. Doppie pagine di Anna Piaggi”, rassegna cult che ancora oggi detta scuola di glamour, da cui nasce nel 1999 il suo libro Fashion Algebra. Visioni idilliache e sogno perpetuo di una moda poetica, una selezione delle migliori D.P. Alla fine degli anni Ottanta diventa una firma di punta per giornali quali Panorama e L’espresso. Anna non solo scrive di moda, lei è la moda.
La consacrazione a icona fashion mondiale era arrivata nel 1986 quando Karl Lagerfeld (oggi anima creativa del marchio Chanel) la consacra a musa e le dedica il volume “ Anna-Cronique ”, trasformandola in fumetto in una serie di avventure dal sapore onirico.
In anticipo persino sugli stilisti dettava le tendenze, o meglio le inventava. Non c'era front row delle sfilate dove non sfoggiasse un trucco smisurato o le sue mises più sgargianti – articoli immaginativi di puro intellettualismo – tanto che il fotoreporter del New York Times Bill Cunningham diceva che era «l'unica italiana che valesse la pena fotografare».
Nel 2006 il Victoria & Albert Museum di Londra le aveva dedicato la mostra " Anna Piaggi Fashion-ology " esponendo quasi 3000 suoi abiti e 265 paia di scarpe. È il racconto di una donna attraverso il suo abbigliamento, la sua collezione di riviste di moda dagli anni '20.
Piccola di statura, gigantesca nello stile, correva tra il razionale e l'irrazionale. Un'iperbole, un incidente dell'estetica capace di far collidere tutte le mode possibili e immaginabili. Nelle sovrapposizioni di materiali e colori si intuiva un eclettismo profondamente conscio della natura della moda e mostrava la sua personalità in uno stile tutto suo, di grande spessore e carattere. Famosa la sua passione per gli abiti usati, inventò il concetto di “ Vintage "prima che venisse coniato il termine, quando ancora nessuno s'immaginava di comprare e indossare abiti usati, quando ancora il Vintage non era una moda.
La sua grandezza, però, non si limitava alla professione giornalistica. Anna Piaggi aveva il gusto della provocazione e il senso dello humour in un momento in cui il mondo della moda stava diventando serio. In quel preciso periodo storico, ogni stilista richiedeva la sua consulenza e il suo giudizio critico. Anna Piaggi sapeva leggere in modo autentico e versatile le creazioni degli stilisti, cogliendone emozioni creative ed elaborazioni artistiche.
Figura scentrata ed insolita, che non ha mai perso di vista il suo stile e la sua attenzione al Made in Italy ed alla qualità. Con lei scompare una giornalista, una musa, un’icona, ma soprattutto una donna, che ha saputo dare un contributo fondamentale al mondo della moda, con professionalità e passione infinita.
Franca Sozzani, la direttrice di Vogue Italia, la ricorda così: “23 anni di lavoro insieme, migliaia di Doppie Pagine insieme. Ti ricorderò sempre Anna”.
A lei resta lo scettro della follia che diventa saggezza, dell'idea che si trasforma in stile.
Photo Credits © Francesca Signori Photographer
www.francescasignori.com

(di Rosalba Radica - del 2012-09-03) articolo visto 2167 volte
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